L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 28 settembre 2021

Una parte del mondo del lavoro si salda con chi non vuole far da cavia ai vaccini sperimentali. SCIOPERO GENERALE a Palermo

Palermo si prepara allo sciopero generale dell’11 Ottobre contro la macelleria sociale

26.09.21 - Sergio Riggio - Redazione Palermo


Il 23 settembre presso il Centro sociale “Anomalia” di Palermo si è tenuta un’assemblea in preparazione dello sciopero generale proclamato per il prossimo11 ottobre da tutto il sindacalismo di base.

L’assemblea palermitana è stata indetta dalle organizzazioni sindacali, promotrici dello sciopero nazionale, presenti nel capoluogo siciliano ed ha visto anche l’attenta partecipazione di collettivi giovanili, strutture sociali autorganizzate ed associazioni di volontariato socio-sanitario che hanno contribuito a tenere viva l’opposizione politico-sociale nel territorio cittadino. Insomma una partecipazione attenta e qualificata, generazionalmente composita che ci conferma – qualora ce ne fosse stato bisogno – come le lotte restano sempre elemento fondamentale di ricomposizione.

Tutti gli interventi, dai COBAS ad Antudo, dalla CUB ai NoMUOS, dall’USB allo SLAI, fino alla rete degli ambulatori popolari autogestiti, così come tutte le altre realtà che non citiamo – scusandoci con loro – per questioni di spazio, hanno posto la necessità di un focus , al di là di ogni singola “centralità” rivendicata dalle soggettività intervenute, per dare continuità comune a questa importantissima scadenza. E non solo, ma di costruire anche momenti stabili di consultazione ed informazione, dando così maggiore visibilità alle iniziative, esprimendo e favorendo contestualmente solidarietà e radicamento a tutte le insorgenze sociali – in via potenziale o già articolate nella società cittadina – presenti nel territorio metropolitano.

Non sono mancati, doverosamente, molti riferimenti alla straordinaria manifestazione organizzata a Firenze dagli operai della GKN e alla resistenza messa in campo dai lavoratori ex ALITALIA che stanno opponendosi ai tentativi di espulsione di migliaia di dipendenti anche dell’indotto che, specificatamente in particolare a Palermo sta facendo le prime vittime nei lavoratori di ALMAVIVA.

Queste importantissime vertenze, più tutte quelle che non hanno avuto la stessa visibilità, unitamente ai continui attacchi al Reddito di cittadinanza da parte di Confindustria e di tante forze politiche del quadro istituzionale, nonché il nulla prodotto dall’esecutivo su scuola trasporti e sanità, ci danno la dimensione di come l’establishment istituzionale voglia affrontare il post-covid e di quali siano i possibili indirizzi di spesa del PNRR e, soprattutto, chi sarà a gestirlo.

Sembra però che le lotte citate, che hanno imposto la loro presenza sui mass media, e gli interventi di alcuni intellettuali nel mainstrem abbiano in qualche modo incrinato la soffocante egemonia del pensiero unico.

Lo sciopero generale dell’11 Ottobre sarà, quindi, un primo tentativo di dare rappresentanza autonoma e visibilità a tutti quei settori del mondo del lavoro e della società che non si rassegnano ad una vita di precarietà e privazione dei più elementari diritti e che vogliono rompere il cerchio di solitudine cui sono stati costretti dagli algoritmi del capitale globalizzato.

A conclusione dei lavori l’Assemblea ha convenuto di organizzare un incontro con la cittadinanza per il primo di ottobre, presso i giardini antistanti il castello della Zisa, ed indire la manifestazione palermitana del sindacalismo conflittuale che si concluderà con un’assemblea aperta sotto la prefettura.

Nessun commento:

Posta un commento