L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 16 ottobre 2021

7 miliardi per regalare la banca pubblica Monte dei Paschi di Siena a Unicredit banca privata. Ma non faccio prima a tenermela? sarebbe anche certamente più economico. Governo di mer.a

Mps: per il deal con UniCredit necessario aumento capitale fino a 7 miliardi

15 Ottobre 2021, di Alessandra Caparello

Mps potrebbe aver bisogno di un aumento di capitale superiore ai 3 miliardi per veder andare in porto il deal con UniCredit. Secondo quanto riportato da Bloomberg, l’impegno per agevolare la cessione alla banca di Piazza Gae Aulenti potrebbe andare oltre i 3 miliardi di euro per il Mef che detiene il 64% della banca senese, in quanto il risultato della due diligence “non è scontato”, visto che l’ad Andrea Orcel ha ribadito più volte che un’ipotetica integrazione del Monte deve avvenire con un “accrescimento dell’utile per azione” e con “impatto neutrale sul capitale”.
Mps: occorre ricapitalizzazione fino a 7 miliardi

Nonostante voci di mercato che volevano un’accelerazione delle trattative dopo il risultato delle elezioni suppletive di Siena e una conclusione entro fine mese, come scrive il sito, se la proposta del Mef non rispetterà le condizioni stabilite dall’inizio delle trattative, il gruppo bancario guidato da Andrea Orcel potrebbe prendere in considerazione la possibilità di ritirarsi. L’aumento di capitale necessario a Mps per portare a termine l’incontro con UniCredit “potrebbe essere compresa tra i 5 e 7 miliardi”, sempre secondo le fonti citate da Bloomberg.

Le trattative tra i due gruppi nel frattempo pare procedano e già ieri i team tecnici sarebbero stati coinvolti in un lungo meeting, giudicato “molto costruttivo”. Rimangono sul tavolo una serie di nodi da sciogliere come la qualità dei crediti, gli esuberi, i rischi legali che ammonterebbero ad oltre 6 miliardi, e la questione del marchio storico di Mps.

Tra le soluzioni più accreditate al momento troviamo quella di uno ‘spezzatino‘, con le filiali del Sud che dovrebbero passare al Mediocredito Centrale, già in data room con Gae Aulenti, che potrebbe portare nel suo perimetro tra le 100 e 150 filiali. Dal canto suo UniCredit porterebbe con sé la banca online Widiba e gli sportelli del Centro e Nord Italia. Fuori dal perimetro Mps Capital Services.

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