L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 13 ottobre 2021

Come ti continuo la razzia del Sud

LO SCIPPO AL SUD
Il Recovery e il risveglio dei sindaci del Sud questa sera nella nuova puntata del format sul Pnrr

Appuntamento questa sera alle ore 23 su LaC Tv con la nuova puntata della trasmissione condotta dal direttore Pino Aprile

di Redazione
12 ottobre 2021 15:27


*di Emilio Caserta

Siamo entrati nel vivo delle nostre denunce sulla gestione dei fondi del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza), e come nelle scorse puntate di Pnrr – Lo scippo al Sud, condotte dal direttore Pino Aprile ogni martedì alle ore 23, e in compagnia di Luca Antonio Pepe, anche questa sera alla stessa ora sarà spiegata l’ennesima truffa ai danni del Mezzogiorno d’Italia sulla gestione dei fondi europei.
Diceva il grande Massimo Troisi: “Il Sud lo chiamano Mezzogiorno d’Italia, per essere sicuri che a qualsiasi ora scendano al Sud, si trovano sempre in orario per mangiarci su”.

Il Next Generation EU, meglio noto in Italia come Recovery Fund o Recovery Plan, è uno strumento di oltre 800 miliardi approvato nel luglio del 2020 dal Consiglio europeo, per sostenere gli Stati membri colpiti dalla pandemia da Covid-19, ma in realtà anche dall’enorme crisi economica che stiamo vivendo da diversi anni, un po' per ripianare anche i danni fatti dall’Austerity negli ultimi 20 anni specialmente nel Sud del continente.
L’Europa distribuisce 800 miliardi a 27 Paesi europei, ma ricordiamo che per il 40% sono a fondo perduto, ed il 60% sono prestiti da restituire; l’Italia è il Paese che riceve di più “grazie” alle cattive condizioni in cui si trova il Sud, appropriandosi di 1/4 dei fondi totali ossia 209 miliardi di Euro.
Entrando più nello specifico, ogni cittadino europeo riceve in media 1540 euro, ogni cittadino italiano 3340 euro, è una cifra enorme e se l’Italia li utilizzasse per ripianare il gap interno Nord-Sud, come per volontà dell’Europa, crescerebbe molto di più, invece li vuole utilizzare con lo scopo di continuare ad investire dove fa più comodo a lei ed alla Germania, in quella parte di Paese satura di investimenti e quindi con una crescita quasi sterile, il Nord.

A tal proposito oltre 500 sindaci del Sud hanno scoperto, anche grazie alle nostre continue denunce, che i soldi del Recovery Fund stanziati dall'Unione Europea per la ripartenza del continente, sono destinati in gran parte proprio al Meridione. Da qui la mobilitazione che sta costringendo il ministro del Sud a giustificarsi mediaticamente quasi tutti i giorni. In realtà proprio il ministro Carfagna replicò qualche mese fa: «È vero che quel principio se fosse stato adottato a livello nazionale per dividere i fondi tra nord e sud, avrebbe premiato il Sud con quota superiore al 60%, ma questo non è successo in quanto, l’esecutivo dell’epoca – ossia quello di Conte - ha scartato l’idea – contro la volontà della stessa Europa di cui tutti si riempiono la bocca - ed ha costruito diversamente l’impalcatura del Recovery Plan sulla quale tutti noi, successivamente, abbiamo dovuto lavorare».

Il vento però è cambiato, e il Sud deve salvarsi da solo come ha sempre fatto. Il professor Gianfranco Viesti, ospite fisso del nostro programma, leggendo bene il dispositivo europeo del Next Generation Eu (o Recovery Fund), rileva che sono gli enti che dovranno spendere la quota maggiore di quelle risorse europee. Ma nessuno li ha coinvolti, e sanno di essere impreparati per un compito così grande, senza uffici, né personale adeguato e sufficiente.
Di questo e tanto altro ancora parleremo nella puntata di stasera: sarà possibile seguire Pnrr – Lo scippo al Sud a partire dalle 23 su LaC Tv Canale 19 del DTT, sulla pagina Facebook di LaC News24 e in streaming sul sito www.lactv.it.

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