L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 7 ottobre 2021

Contro corrente - e cinque - La Nuova Zelanda si aggiunge alla Norvegia, all'Islanda, all'Ungheria e alla Russia (Brasile e Corea del Sud), aumenta i tassi d'interessi

Banca centrale Nuova Zelanda alza tassi per prima volta in sette anni, tra le prime a ritirare stimoli in era pandemica

Laura Naka Antonelli 6 ottobre 2021 - 07:05

MILANO (Finanza.com)La banca centrale della Nuova Zelanda - Reserve Bank of New Zealand (RBNZ) - ha alzato oggi i tassi di interesse ufficiali allo 0,50%, confermandosi in questo modo, insieme alla Corea del Sud e alla Norvegia, tra le prime banche centrali che hanno alzato i tassi dall'inizio della pandemia Covid-19.

I tassi, aumentati di un quarto di punto percentuale, sono stati alzati per la prima volta in sette anni.

La banca centrale ha inoltre annunciato che questo è solo l'inizio di un ciclo di strette monetarie, citando nel comunicato l'attesa di "una ulteriore rimozione degli stimoli di politica monetaria", in base agli "sviluppi futuri dell'outlook di medio termine dell'inflazione e dell'occupazione".

A seguito dell'annuncio della stretta monetaria, il dollaro neozelandese è salito al di sopra della soglia di $0,697, prima di ritracciare attorno a $0,6929.

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