L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 16 ottobre 2021

e 4 - Gli ordini perentori ai mercenari sono chiari: fate STRAGI DEI CIVILI, incutete la paura nei popoli afghani, fate rimpiangere l'invasione degli Stati Uniti e dei servi Nato

Afghanistan, attacco a una moschea sciita Kandahar, Decine di morti e feriti 

Di Debora Gandini • ultimo aggiornamento: 15/10/2021 - 19:12


Ancora sangue in Afghanistan. Questa volta sotto attacco una moschea sciita di Kandahar. Durante la preghiera del venerdì diverse esplosioni hanno provato la morte di una una quarantina di fedeli. Oltre 70 i feriti ma il bilancio delle vittime, secondo fonti ospedaliere locali, potrebbe essere molto più alto.

Stando a indiscrezioni a provocare le deflagrazioni sarebbe stato un kamikaze, ma al momento non c’è alcuna rivendicazione. L'esplosione nella moschea nel centro della città è avvenuta nel giorno di massima concentrazione di fedeli.

Queste esplosioni arrivano una settimana dopo l’attentato suicida contro i fedeli sciiti nella città settentrionale di Kunduz. L’attacco rivendicato dall'Isis K, la divisione afghana dell’Autoproclamato Stato Islamico aveva fatto oltre 80 morti e un centinaio di feriti. I talebani, condannando l'attacco, hanno promesso che "troveranno, arresteranno e puniranno severamente gli autori di questo grande crimine".

La condanna dei talebani

"Forze speciali dell’Emirato islamico sono arrivate sul posto per definire la natura dell'incidente e portare davanti alla giustizia i responsabili" ha affermato il portavoce del ministero degli Interni del governo talebano, Qari Saeed Khosti, in un comunicato rilanciato dal sito di notizie Aamaj News.

Dura la reazione della Turchia: "Condanniamo fermamente gli inumani attacchi terroristici in Afghanistan che nell'ultimo periodo hanno colpito soprattutto moschee", ha dichiarato il ministero degli Esteri turco con un comunicato. Dopo aver incontrato i funzionari dell'Emirato Islamico, il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu aveva richiamato l'attenzione della comunità internazionale sulle conseguenze dei recenti attacchi terroristici in Afghanistan chiedendo che nel Paese venisse evitata la catastrofe umanitaria.

La mano dell'Isis-k

Secondo il gruppo jihadista, l'attentatore era soprannominato "Mohammed l'uiguro", suggerendo fosse un membro della minoranza musulmana cinese, della quale alcuni membri si sono uniti all'Isis-K.

"Chiediamo all'Emirato islamico dell'Afghanistan di prestare particolare attenzione alla sicurezza di tutte le moschee e dei luoghi di culto, soprattutto di quelli sciiti, perché siamo in minoranza. Questa non è la prima tragedia e non sarà l'ultima", dice un famigliare di una delle vittime.

Il gruppo locale dell'Isis (Isis-K) ha aumentato gli attacchi nel Paese, con la partenza delle truppe straniere. Il peggiore è stato quello all'aeroporto di Kabul dello scorso 26 agosto, che ha ucciso almeno 180 persone.

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