L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 1 ottobre 2021

E' inutile girarci intorno la politica monetaria innestata il 17 settembre del 2019 della Fed seguita dalla Bce basata sugli acquisti di attività a lungo andare è deleteria e deforma in maniera indelebile il mercato. L'allarme è lanciata dalla Banca Popolare di Cina

Cina, la Pboc avverte la Bce: Qe e tassi negativi danneggiano l'economia
Il governatore della Banca popolare cinese, Yi Gang, dopo aver messo al bando le critpovalute dal Paese, ha pubblicato un discorso in cui critica l'acquisto di asset delle banche centrali che porta a investimenti eccessivi, inflazione elevata e bolle. Lo definisce un azzardo morale

di Elena Dal Maso29/09/2021 11:4

Cina, la Pboc avverte la Bce: Qe e tassi negativi danneggiano l'economia


Mentre la banca centrale cinese inietta nel sistema finanziario oltre 15 miliardi di dollari al giorno per evitare una crisi di liquidità sul fallimento di Evergrande, il governatore della PboC interviene sul programma di allentamento quantitativo. Il famoso QE che gli Usa hanno appena annunciato di ritirare a breve, ma anche resta in piedi in Europa attraverso un doppio binario, gli acquisti pandemici (in chiusura a marzo 2022) e il QE classico.

Il governatore della Banca popolare cinese, Yi Gang, dopo aver messo al bando le criptovalute dal Paese venerdì scorso, ha scritto, in un articolo pubblicato sul portale della banca centrale, ripreso da Bloomberg, che il Qe attuato nel mondo "può essere dannoso a lungo termine" e ha promesso di "mantenere la politica normale il più a lungo possibile". Le banche centrali "dovrebbero fare del loro meglio per evitare gli acquisti di attività perché a lungo termine danneggeranno le funzioni del mercato, monetizzeranno i deficit fiscali, danneggeranno la stessa reputazione delle banche centrali, offuscheranno i confini della politica monetaria e creeranno un azzardo morale", ha scritto Yi. Il tasso sui prestiti da breve in Cina è al 3,85%, distante dal -0,5% in Europa e dallo 0,25% negli Usa.

Yi ha aggiunto che, "quando le banche centrali devono acquistare asset, i programmi dovrebbero essere proporzionati alle dimensioni dei problemi del mercato". I tassi di interesse in alcune economie si sono avvicinati "o sono persino scesi sotto lo zero", ha aggiunto il governatore. "La Cina prolungherà il più possibile i tempi per l'attuazione della normale politica monetaria e non sarà necessario acquistare asset". Le condizioni consentono questa posizione perché la crescita potenziale dell'economia sarà probabilmente mantenuta tra il 5% e il 6% e la curva dei rendimenti rimane normale, ha aggiunto. Su quanto salirà veramente il Pil del Paese si stanno però interrogando le banche d'affari di tutto il mondo, dopo che in Cina molte fabbriche sono state chiuse per mancanza di energia elettrica, che ha colpito anche le abitazioni private e la vita quotidiana.

I commenti di Yi rappresentano forse una delle critiche più dirette allo stimolo senza precedenti messo in campo dalle banche centrali, dalla Fed, alla Bce alla Boj. L'autorità monetaria cinese ha promesso di stabilire la propria agenda nel tentativo di separate per quanto possibile la sua politica dagli Stati Uniti. Le osservazioni del governatore "indicano una riduzione delle probabilità di tagli dei tassi ufficiali a breve termine", hanno scritto gli analisti di Goldman Sachs. Anche se questa posizione non si oppone "necessariamente a un altro taglio del coefficiente di riserva obbligatoria delle banche, che potrebbe avvenire nel quarto trimestre per sostituire i prestiti in scadenza", hanno scritto gli analisti. La PboC è sempre stata contraria al taglio del costo del denaro, ma ha più volte agito sulla riserva degli istituti di credito.

I tassi di interesse reali dovrebbero essere leggermente inferiori alla crescita dell'economia reale, come è avvenuto in Cina negli ultimi anni, ha proseguito Yi. Tassi di interesse troppo bassi sono "insostenibili perché potrebbero portare a investimenti eccessivi, inflazione elevata e bolle". il Paese sta affrontando in questo periodo la sua maggiore crisi immobiliare, con Evergrande appesantita da 305 miliardi di dollari di debiti. In un discorso separato rilasciato ieri, Yi ha detto che il tasso di interesse in Cina è a un livello medio rispetto ad altre economie sviluppate e in via di sviluppo, un fatto "vantaggioso per il Paese".

https://www.milanofinanza.it/news/cina-la-pboc-avverte-la-bce-qe-e-tassi-negativi-danneggiano-l-economia-202109291113276491

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