L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 8 ottobre 2021

Firenze da città d'arte a città commerciale, ci si sono messi d'impegno, ma dopo vent'anni il progetto non solo ha molti problemi, ma si è dimostrato obsoleto, pieno di questioni irrisolte, irrazionale e assurdamente sovradimensionato

No Tav, esposto in procura: "Troppe stranezze e anomalie". Fine lavori slitta al 2030

Il comitato parla di 'perplessità' su alcuni passaggi della vicenda AV fiorentina. Nardella va a Roma per accelerare sulla realizzazione dell'opera


Redazione 07 ottobre 2021 10:14

Il Comitato No Tav ha depositato un nuovo esposto in procura, in cui ricostruisce criticamente ed esprime perplessità su alcuni passaggi della vicenda 'alta velocità' fiorentina: dalla nascita di Infrarail, società di Ferrovie, nuovo general contractor dei lavori per la grande infrastruttura, al rebus del piano di utilizzo delle terre.

"Pochi mesi fa, le forti pressioni della politica toscana hanno spinto Ferrovie dello Stato a riprendere i lavori, limitati allo scavo nel camerone della stazione ai Macelli - sostiene il Comitato - e subito rallentati poiché il progetto aggiornato non è pronto: come sia possibile che i lavori procedano senza il relativo progetto, è cosa che si spera la procura accerti".

Un elenco di 'stranezze e anomalie'

I No Tav hanno stilato un elenco di "stranezze e anomalie", sostengono, perché "ormai, dopo oltre vent'anni, questo progetto non solo ha molti problemi, ma si è dimostrato obsoleto, pieno di questioni irrisolte, irrazionale e assurdamente sovradimensionato; questa irrazionalità, accanto alla testarda volontà di perseverare negli errori già commessi, non è spiegabile con motivi trasportistici, per cui è presumibile ci siano accordi e motivi non dichiarati che probabilmente nascondono fatti che potrebbero avere rilevanza penale. Certamente ci sono aspetti amministrativi non corretti". Tra gli elementi contestati, l'assenza della figura del general contractor, vista la presunta irregolarità della neonata Infrarail, società a responsabilità limitata ritenuta "inadeguata" alla portata dell'infrastruttura per i soli 5,5 milioni di capitale, e i tanti dubbi tecnici e ambientali che l'opera porta in dote.
Tav: fine lavori slitta al 2030

Ma non c'è solo lo 'spettro' degli esposti sull'Alta Velocità ferroviaria fiorentina, sui quali peraltro Nardella ha chiosato: "Ne sono già arrivati ma l'Alta Velocità va avanti. Vedremo, siamo sereni". Dopo le polemiche sul lento riavvio dei lavori alla stazione Foster (il progetto risale al 2002), con pochi operai al giorno nel gigantesco camerone in cemento armato agli ex Macelli, e sulla incertezza rispetto all'avvio della talpa a Campo di Marte per realizzare il tunnel, ora infatti ci si mette pure il Pnrr.

Il problema, riporta il Corriere Fiorentino, nasce dal fatto che le infrastrutture finanziate con il Pnrr vanno completate entro il 2026 e in quanto prioritarie 'passano avanti' avanti alle altre che nel Pnrr non sono comparse: proprio come il nodo fiorentino della Tav, il cui completamento richiederà dunque 8 anni (2030) e non i 6 previsti (2028). Risultato: il 'people mover' tra la stazione Foster e la stazione Santa Maria Novella, inserito tra le opere del Piano finanziato dall'Unione Europea, sarà finito ben prima della stazione e del tunnel.

Incontro a Roma

II nuovo quadro del lavori del nodo fiorentino dell'Alta Velocità - tunnel, stazione di Foster, people mover e fermata Circondaria - sarà al centro dell'incontro di oggi a Roma tra il sindaco Dario Nardella ed i vertici di Rfi, chiesto proprio per accelerare su un capitolo fondamentale non sono per il trasporto veloce ma anche per incrementare i treni regionali ed evitare che treni Av non si fermino a Firenze. Una partita che vale 1,6 miliardi di euro, cui vanno aggiunti 135 milioni per il people mover che coprirà un tratto di 1,4 km e per la nuova stazione-fermata di Circondaria, collegata da percorsi pedonali alla stazione Belfiore Av.

Il progetto

I piani di Fs, Regione, Città Metropolitana e Comune prevedono che nella stazione di Santa Maria Novella, una volta liberata dai treni veloci, si passi dagli attuali 435 treni regionali a 650 al giorno, con un aumento medio sulle varie linee fino al 50%. I tempi dell'Alta Velocità si ridurranno perché i treni non dovranno più entrare, fermarsi e uscire a marcia indietro come a Santa Maria Novella. Dei 135 milioni del Pnrr, sottolinea il Corriere Fiorentino, 60 milioni saranno destinati alla realizzazione della stazione-fermata Circondaria e 75 milioni a quella della navetta del people mover, completamente automatizzata che si attesterà a Santa Maria Novella al binario 1-2 e avrà una potenzialità di trasporto di 21 mila passeggeri al giorno.

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