L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 2 ottobre 2021

I politici decisori sposi serventi dell'ideologia dei vaccini hanno perso una grande battaglia, pensavano che con il passaporto dei vaccini sperimentali di sbaragliare i milioni di italiani che stanno resistendo tranquillamente alla paura&terrore, alla bolla della narrazione dell'influenza covid che da più di un anno e mezzo tracima attraverso le televisioni nelle menti di tutti. Hanno raschiato il fondo del barile e si illudono che inasprendo obblighi convincono la resistenza anzi otterranno l'effetto contrario, più questa sarà messa all'angolo e più le convinzioni diventeranno ferme e refrattarie alla forza che li vuole chiudere. Anzi si apriranno ancora più spazi e contraddizione nella bolla della narrazione che convinceranno sempre di più gli italiani delle falsità e menzogne a cui ci hanno sottoposto. Mattarella Mattarella, la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana, è una riserva di legge costituzionale che il Passaporto dei vaccini sperimentali deborda, LEI è il garante della COSTITUZIONE

Green pass: perché rischiamo nuovi obblighi

2 Ottobre 2021 - 16:06

Rallenta la campagna vaccinale. Nonostante si avvicini il 15 ottobre, giorno in cui il green pass sarà obbligatorio a lavoro, non si registrano incrementi nelle vaccinazioni nella fascia Over 50.


Non ha sortito l’effetto sperato l’estensione del green pass. Se il Governo Draghi si aspettava che questa decisione potesse accelerare l’adesione dei più restii alla campagna vaccinale ne sarà rimasto deluso.

Il report settimanale del Governo ha confermato il trend di stasi e rallentamento della campagna vaccinale, come era stato anticipato dalla Fondazione Gimbe. Ancora un’importante fetta nella fascia a rischio degli Over 50 rimane scoperta e anche tra gli adolescenti il fenomeno sembra diffondersi.

Un segno di certo non positivo giunti alle soglie del 15 ottobre, giorno in cui il green pass sarà obbligatorio per accedere ai luoghi di lavoro pubblici e privati. Davanti a un possibile stallo, il Governo dovrà sicuramente rivedere la propria strategia e potrebbe optare per misure ancora più stringenti con nuovi obblighi.

L’obbligo di green pass inutile: la campagna vaccinale rallenta

Non rincuorano di certo gli ultimi risultati emersi dal report settimanale del Governo. La campagna vaccinale sembra aver subito una brusca frenata, allontanando sempre di più l’Italia dall'obiettivo di poter ripartire senza il certificato verde anti-Covid.

L’obiettivo della campagna vaccinale è quello di raggiungere un elevato numero di vaccinati in modo da poter abbandonare le restrizioni che da marzo 2020 sono presenti nel Paese, come ha fatto lo stesso Portogallo, il paese più vaccinato al mondo che ha raggiunto l’immunità di gregge con quasi l’86% della popolazione completamente vaccinata.

Per potersi assicurare il raggiungimento di tale obiettivo il Governo Draghi ha optato per una strategia di nudging non del tutto velata. Tramite una “spinta gentile”, estendendo l’obbligo di green pass ai luoghi di lavoro pubblici e privati, il Governo sperava di poter raggiungere anche i cittadini più restii alla vaccinazione.

Così non è stato. Infatti la fascia Over 50, indicata come una di quelle a rischio nello sviluppo di una sintomatologia più grave, rimane scoperta e lo stesso sta accadendo tra gli adolescenti. Specialmente per i giovani compresi tra i 12-15 anni di cui oltre il 40% risulta totalmente scoperto.

Vaccini: gli Over 50 sono la fascia a rischio più scoperta

Il dato più allarmante resta quello raccolto per la fascia degli Over 50. Il report della Struttura commissariale del generale Figliuolo ha registrato ancora 3.101.079 cittadini totalmente scoperti. Negli ultimi 7 giorni solo 48.633 prime dosi sono state inoculate, rimanendo in linea con i dati raccolti nelle settimane precedenti. Guardando in dettaglio questi dati è possibile registrare dove si trovino le più grandi sacche di resistenza dei no vax.
Per quanto riguarda gli Over 80 il numero di vaccinati è ormai stabile e rimangono scoperti solo 236.501 no vax, 7mila in meno del 24 settembre;
Lo stesso vale per Over 70 con 494.003 senza una dose, 14mila in meno di una settimana fa.

La maggior parte delle nuove vaccinazioni avviene quindi nelle fasce tra i 60-69 anni e i 50-59 anni.
Tra gli Over 60 solo 35mila sono state le nuove prime dosi ma i non vaccinati restano comunque molti: 866.836, pari all’11,48% della popolazione di questa fascia.
Tra gli Over 50 a essere scoperti sono 1.503.739 abitanti, circa 90mila in meno della settimana scorsa, il 15%. Un dato di certo non rincuorante.

Vaccini: anche tra gli adolescenti pochi vaccinati

Inaspettato è stato invece il risultato della campagna vaccinale per gli Under 19 che ha subito un grave rallentamento. Infatti, a essere completamente immunizzati sono circa 2.740.257 ragazzi, circa il 59,2% degli adolescenti in Italia; resta quindi scoperta una buona fetta, pari al 40%.

Tra i 12-15enni è vaccinato solo il 47,68% mentre devono ancora cominciare il ciclo vaccinale 965.464 giovani (e purtroppo solo 31mila sono state le dosi inoculate questa settimana).

Nella fascia 16-19 anni la percentuale dei vaccinati è molto più alta ed è pari al 70,68% mentre solo 21% del totale non ha ancora ricevuto la prima dose: si sta parlando in numeri assoluti di 486.468 ragazzi. Anche in questo caso le dosi inoculate questa settimana sono piuttosto magre: appena 27mila sono i ragazzi che si sono recati ai centri vaccinali per ricevere la prima dose.

Green pass: nuove restrizioni all’orizzonte?

A fronte di quanto emerso nell’ultimo report si può quindi dedurre che l’obbligo del green pass non stia sortendo gli effetti sperati e l’unica possibilità per aumentare la popolazione vaccinata sembrerebbe essere quella di nuovi obblighi e restrizioni come ad esempio l’obbligo di green pass su mezzi pubblici, per adesso esclusi in quanto la certificazione è richiesta solo per gli spostamenti tra regioni.

Ciò che preoccupa di più non sono solo le sacche di resistenza dei no-vax, ma la possibilità che a causa di una non elevata protezione vaccinale si potrebbe tornare a registrare un’impennata nei contagi.

Questo risultato non potrebbe far altro che aumentare gli obblighi e restrizioni anche in altri settori come quello, già da tempo colpito, della ristorazione e non solo. Sembrerebbe quindi che l’Italia sia finita in un cerchio continuo senza via d’uscita: tra restrizioni, radicalizzazione dei no vax e un probabile aumento delle norme e restrizioni anti-Covid a causa di un eventuale aumento dei contagi.

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