L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 2 ottobre 2021

Il 70% dell’interscambio con Euroimbecilandia è il Brennero e non la Torino-Lione e l'Austria pone continuamente paletti e restrizioni ai quali i nostri politici affaccendati solo a tartassare gli italiani non reagiscono sostanzialmente lasciando incancrenire la problematica

Anita, divieti al Brennero: la Commissione Ue avvii una procedura di infrazione

venerdì 1 ottobre 2021

La storia del Brennero è una storia infinita. I divieti unilaterali imposti dall’Austria sull’asse stradale di riferimento sono un’annosa questione. Una vexata quaestio su cui è stato più volte chiesto all’Europa di pronunciarsi formalmente.

Secondo Anita, l’associazione nazionale imprese e trasporti automobilistici, per anni la Commissione europea ha evitato di prendere una posizione chiara sui divieti che formano un pacchetto di misure restrittive alla circolazione dei mezzi pesanti provenienti o diretti per lo più in altri Paesi dell’Unione europea. 


Gli appelli alla Commissione Ue sulla questione Brennero


Un documento “interno” divenuto ora di dominio pubblico, rivela che le Direzioni generali dei Commissari del mercato interno, dei trasporti e dell'ambiente avevano sin dal dicembre 2020 raccomandato al Presidente della Commissione UE di avviare una procedura d'infrazione nei confronti dell’Austria, qualora fosse fallito un ultimo tentativo di dialogo. 
 
I divieti di circolazione contestati sarebbero principalmente il “divieto settoriale” che vieta il transito stradale ad alcune tipologie di merce - già bocciato dalla Corte di Giustizia UE per ben due volte negli scorsi anni - e il divieto di circolazione notturna attraverso il Tirolo, che è stato inasprito dal 1° gennaio 2021.
 


Brennero: la posizione di Anita

"Il documento dimostra senza ombra di dubbio che la Commissione UE non ha agito per far rispettare i Trattati, pur essendo a ciò tenuta in qualità di custode. L’Austria ha violato sistematicamente il principio della libera circolazione delle merci con l’introduzione di misure restrittive al transito dei mezzi pesanti. – ha commentato il presidente di Anita Thomas Baumgartner – Lungo l’asse del Brennero transita circa il 70% dell’interscambio in Europa e - soltanto dall’Italia - merci per circa 50 mln di ton all’anno. L’Italia non può più accettare che questo fondamentale asse di collegamento con il Nord Europa venga limitato nella sua funzionalità, in attesa del 2030, quando è prevista l’entrata in funzione della nuova linea ferroviaria del Brennero, che comunque da sola non potrà che assorbire soltanto in parte il traffico commerciale.
 Anita è soddisfatta nel constatare che il documento redatto dagli uffici tecnici della Commissione - finora disatteso - rispecchia quanto l’Associazione ha sempre sostenuto, sulla sistematica violazione delle norme europee da parte del Tirolo e dell’Austria e invita il Governo ad adoperarsi affinché vengano rimossi gli ostacoli ad incominciare dal divieto notturno con il pedaggio raddoppiato, che non produce nessun vantaggio ambientale ma un maggiore intasamento dell'autostrada nelle ore diurne. La procedura d'infrazione contro l'Austria è stata rinviata per troppo tempo e il silenzio della Commissione non può più essere accettato. L’economia dell’Unione europea non può più attendere che vengano ripristinate le condizioni di legalità, poiché tale situazione ha finora generato costi ingenti supplementari ed indebiti, che difficilmente potranno essere recuperati".

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