L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 3 ottobre 2021

Il CAPITALISMO GLOBALE TOTALIZZANTE ha dovuto necessariamente scoprire la sua vera faccia, oggi non può più fare a meno di usare la paura&terrore nelle sue varie declinazioni come metodo di governo. Oggi gli spazi per mantenere il suo potere si sono ridotti e ha necessità della forza per imporre il suo comando. Non è un caso che You Tube censura tutti i video sull'influenza covid che evidenziano le contraddizioni, chiude i varchi di consapevolezza che avanzano e si dispiegano. E la beffa per LORO e che sono costretti a dirlo ormai apertamente senza fingimento di presunte e aleatorie regole a cui ci si è impattati


Repressione, brutalità, controllo orwelliano: cosa succede nell’Australia delle misure anti Covid?

-2 Ottobre 2021

Roma, 2 ott — Lo svuotamento delle parole. Delle parole e della realtà, perché evidentemente le due cose sono strettamente connesse: abbiamo già accennato, in un altro articolo su un’altra testata, il peso e la forza — quasi magica e sicuramente cosmogonica — delle parole, del loro uso e del loro abuso e in un’epoca in cui ci si dirige con forza verso l’immagine come mezzo prediletto, possiamo considerare quest’ultima come un succedaneo delle prime.

Proprio considerando quanto appena detto, avremmo voluto leggere approfondimenti sulla gestione della pandemia da parte della Svezia, la quale ha adottato politiche opposte al nostro paese, ma anche del resto della Scandinavia o del Giappone oppure dell’Australia.

Sì, perché se è fondamentale capire come la pandemia sia stata affrontata con risultati socioeconomici meno opprimenti, lo è anche vedere come questa possa essere gestita in maniera decisamente peggiore e non, si badi bene, per consolare il lettore quanto piuttosto per metterlo in guardia: il peggio potrebbe esser ben lontano da venire.

Australia: cosa sta succedendo?

Australia, il paradiso dei raccoglitori di arance nostrani, terra di selvaggia e violenta bellezza naturale sembra oggi, con la vicina Nuova Zelanda, essere l’avanguardia delle misure più stringenti e incomprensibili atte a contenere la pandemia da Covid. Così, dopo aver messo in lockdown Alice Springs a fine giugno per un solo contagiato — una città che dista più di ottocento chilometri dal centro urbano più vicino — in un articolo di inizio agosto comparso sulla testata cinese Global Times, l’Australia torna all’onore delle cronache grazie alla firma del giornalista Lu Xue che a sua volta cita il professor Chen Hong, già direttore del Australian Studies Centre dell’East China Normal University che definisce la decisione di inviare militari per il contenimento del covid come misura “draconiana tra le nazioni”[1]. Delle parole del genere comparse su un’importante testata cinese dovrebbero accendere qualche campanello d’allarme, se si considerano le politiche attuate dal gigante asiatico.
Repressione durissima

Circolano sulla rete immagini di proteste e disordini provenienti dalla terra dei canguri, dove l’obbligo della mascherina è previsto anche all’esterno, pena il pagamento di una multa di 500 dollari australiani (AUD) e dove coloro che manifestano senza autorizzazione possono rischiare fino a 5.500 (AUD) di multa. In un articolo di Rebecca Davis, comparso su Yahoo News Australia, la giornalista riporta di proposte politiche che caldeggiano l’applicazione di sanzioni fino a 11.000 AUD per coloro che diffondono disinformazione sulla rete. Le famigerate fake news. Un episodio tra i più inquietanti è avvenuto nel settembre dello scorso anno, quando una donna incinta viene prelevata e arrestata nella propria abitazione di fronte ai suoi figli, con l’accusa legata a un post di protesta postato su Facebook dalla stessa[2]:

When asked what the arrest is about, one officer says: “It’s in relation to a Facebook post, in relation to a lockdown protest you put on just that day”.

Ma non è finita qui ovviamente: circolano video come quello della dott.ssa Kerry Chant, Chief Healt Officer nel New South Wales, la quale sconsiglia di avviare anche una semplice conversazione coi propri vicini per evitare il contagio[3], oppure dello strapotere della polizia in merito a perquisizioni e addirittura del prelievo di minori[4] qualora ci fosse il sospetto che non vengano seguite pedissequamente le regole indicate dal governo per arginare il virus. Una terra dove i droni controllano chi indossa la mascherina o chi si allontana troppo dalla propria abitazione[5].

Continuano le proteste e gli scontri

Continuano, anche in questi giorni, manifestazioni in strada (quelle che in Europa si definiscono “di piazza”) coi gilet arancioni, i lavoratori edili in questo caso, a Melbourne — città che batte Buenos Aires per durata di lockdown[6] — protagonisti di scontri con la polizia ma anche in tante altre città, dove, secondo alcuni contestatori, oltre a dover fronteggiare la brutalità delle forze dell’ordine[7], la piattaforma social Facebook avrebbe provveduto a disabilitare la possibilità di diretta live. Inutile dire che se episodi del genere fossero capitati in Russia anziché in Australia, per fare un esempio, assisteremmo allo sdegno quotidiano a reti unificate, corroborato dai soliti paladini delle libertà che tanto piacciono nel cosiddetto occidente.

L’Australia anti Covid: un cocktail di brutalità e repressione orwelliana

Per chiudere questa breve carrellata dalle tinte inquietanti accenniamo a due episodi enigmatici: partiamo dalla storia di un uomo arrestato con quello che potremmo definire un TSO in salsa australiana[8] e portato di forza in una struttura medica di contenimento. L’uomo, un padre di due figli, sarebbe stato addirittura segnalato dalla moglie alla polizia[9] in base alle sue opinioni sulla gestione Covid[10] e il secondo che ricorda, per la modalità intimidatoria, quello della madre sopramenzionata, dove un cittadino australiano riceve la visita a casa di tre poliziotti che lo interrogano sulle sue potenziali intenzioni di partecipare o meno alle manifestazioni di cui abbiamo già accennato[11].

Episodi che hanno il sapore di quelle distopie che abbiamo trovato nella letteratura e nella filmografia. L’obiettivo, palesemente irrealizzabile di quella che si potrebbe tranquillamente definire una post-democrazia, è quello di mantenere i contagi a zero, travolgendo ogni qualsivoglia tipo di diritto. Il timore è che i laboratori da temere siano soprattutto quelli di ingegneria sociale piuttosto che quelli di altro tipo e che i virus più mortali siano quelli della disinformazione e della deliberata, crudele e strumentale divisione sociale. Quasi fosse uno di quei labirinti dove i ratti vengono testati e condizionati da specifici rinforzi e/o punizioni per ottenere un determinato esito di comportamenti.

No, ma a pensarci bene questi sono solo vaneggiamenti[12]: d’altronde il telegiornale non ne ha mai parlato.

Valerio Savioli

[1] https://www.globaltimes.cn/page/202108/1230241.shtml

[2] https://www.bbc.com/news/world-australia-54007824

[3]https://twitter.com/noreward_norisk/status/1417426275313065985?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1417426275313065985%7Ctwgr%5E%7Ctwcon%5Es1_&ref_url=https%3A%2F%2Fsummit.news%2F2021%2F07%2F20%2Ftop-health-officer-orders-australians-dont-have-a-conversation-with-each-other%2F

[4] https://www.legislation.sa.gov.au/LZ/B/CURRENT/COVID-19%20EMERGENCY%20RESPONSE%20(FURTHER%20MEASURES)%20AMENDMENT%20BILL%202020/UNOFFICIAL%20ROYAL%20ARMS/COVID-19%20MEASURES%20AMENDMENT%20BILL%202020.UN.PDF

[5] https://www.unsw.edu.au/news/2020/04/-pandemic-drones—useful-for-enforcing-social-distancing–or-fo

[6] https://www.dailymail.co.uk/news/article-9950147/Melbourne-set-spent-time-Covid-lockdown-world.html

[7]https://twitter.com/LozzaFox/status/1441335995002093587?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1441335995002093587%7Ctwgr%5E%7Ctwcon%5Es1_&ref_url=https%3A%2F%2Fsummit.news%2F2021%2F09%2F24%2Fmore-disgusting-police-brutality-in-australia-as-orange-vest-protests-continue%2F

[8] D’altronde se ne parlava proprio lo scorso anno in Italia: https://www.ilsole24ore.com/art/nuovi-focolai-covid-cosa-e-tso-soluzione-studio-governo-ADBhPgc?refresh_ce=1

[9] https://www.youtube.com/watch?v=k2NKKHe-3pY&t=0s&ab_channel=TimTruth

[10] https://www.unsw.edu.au/news/2020/04/-pandemic-drones—useful-for-enforcing-social-distancing–or-fo

[11] https://twitter.com/echo_chamberz/status/1441101624471023621

[12] https://www.stateofmind.it/2018/10/burrhus-skinner-condizionamento/#:~:text=Lo%20Skinner%20Box%20consiste%20nell,leva%20e%20ottiene%20del%20cibo.

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