L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 1 ottobre 2021

Il Dissenso riesce anche ad organizzarsi e non è finita riuscirà ad attrarre anche le masse che dovranno iniziare a pagare bollette della luce e del gas sempre più salate e si sveglieranno da quello che ci sta cucinando Draghi, lo stregone maledetto, con la sua riforma del fisco, con la revisione degli estimi catastali. Ci vuole scuoiati vivi, lui e i suoi correi al governo, al Parlamento, nelle più alte cariche delle istituzioni

La nuova resistenza c'è
di Fronte del Dissenso

COMUNICATO STAMPA
26 settembre 2021

ROMA – Sentivamo che sarebbe stato un grande successo, siamo stati comunque sorpresi noi stessi dalle sue reali dimensioni. Ieri 100 mila persone hanno riempito Piazza San Giovanni in Laterano per dire no al green pass e per chiedere Lavoro e Libertà.

Una manifestazione enorme che nessun altro sarebbe in grado di organizzare.

Questa imponente manifestazione segna un tornante.

Il governo Draghi e i poteri forti che esso rappresenta, non hanno più di fronte solo una legittima e diffusa protesta contro lo stato d’emergenza e l’uso autoritario della pandemia. D’ora in poi dovranno fare i conti con un movimento di massa di cittadini consapevoli che tutte le prescrizioni repressive adottate con il pretesto della pandemia, sono mezzi per spianare la strada ad un nuovo tipo di regime e alla società del grande reset.

Un regime che sarà segnato da ancor più profonde ingiustizie sociali, dalla scomparsa dei diritti democratici e civili, dallo strapotere delle grandi multinazionali e della finanza predatoria. A questa società del tecnoliberismo corrisponderà quindi un regime autoritario che servendosi delle nuove tecnologie potrà spiare e sorvegliare i cittadini, quindi prevenire e punire ogni resistenza.

I poteri forti e gli abusivi al loro servizio hanno cavalcato l’onda del SARS-CoV 2 con uno stato d’emergenza senza fine, e la storia insegna che ogni emergenza è stato l’inizio di un totalitarismo, e ci hanno avvertito che: «nulla sarà come prima». Messaggio ricevuto. Neanche per loro nulla sarà più come prima.

La protesta si sta trasformando in un’opposizione politica a tutto campo che sa riconoscere il proprio nemico e i suoi pagliacci politici. Sappiamo che questa nuova resistenza troverà sul suo percorso molti ostacoli, ma ogni marcia comincia da un primo passo nella giusta direzione, e questa giusta direzione è stata tracciata dalla manifestazione di ieri a Roma: massima unità e massima convergenza sul piano ideale e sui metodi e le forme di resistenza.

Non servono azioni velleitarie e minoritarie, bensì una battaglia di massa fatta di azioni mirate e ben organizzate che sappiano conquistare appoggio e consenso anche da parte dei tanti cittadini che hanno accettato di rinunciare a fondamentali diritti di libertà in cambio di una presunta sicurezza sanitaria.

La grande manifestazione di Roma del 25 settembre dà forza a questa nuova consapevole resistenza, premia il metodo seguito dal Fronte del Dissenso: perseguire la massima unità nella chiarezza di contenuti e nella coerenza degli atteggiamenti.

Ci scusiamo con i tanti amici che avrebbero voluto anche loro prendere la parola. C’è posto per tutti nella nuova resistenza, a condizione che l’adesione non sia fittizia e che ognuno sia sinceramente disposto a lavorare mano nella mano con gli altri, mettendo da parte egoismi di bandiera.

Non ci stupiamo che i media di regime abbiano scientemente oscurato la nostra manifestazione o distorto vergognosamente i fatti, il che dimostra il loro imbarazzo: Piazza San Giovanni ha clamorosamente smentito la narrazione di un movimento di protesta minoritario e pittoresco.

Invitiamo dunque tutti i cittadini disobbedienti a fare proprio l’appello che è giunto dalla piazza: la vittoria è possibile se sapremo rafforzare l’unità, resistere senza fare alcun passo indietro.

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