L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 15 ottobre 2021

Il Passaporto dei vaccini sperimentali serve non serve per combattere l'influenza covid

Notizie in breve

Inps comunica:

Sciopero generale dei settori pubblici e privati dal 15 al 20 ottobre

L’Associazione Sindacale FISI – Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali ha proclamato lo sciopero generale di tutti i settori pubblici e privati ad oltranza, dalle 00.00 del 15 ottobre 2021 alle 00.00 del 20 ottobre 2021.

Stefano Puzzer (Coord. Portuali di Trieste): “La nostra lotta prosegue fino a quando il Green Pass non verrà eliminato a tutti i lavoratori”

Il Prefetto di Trieste avverte i portuali:
“Lo sciopero non autorizzato è reato”
Il portavoce replica: “Siamo in Dittatura
Sciopereremo e vedremo chi vincerà

Portuali  di Genova:

portuali-genova

Trieste nel caos, cosa succede se si blocca il porto italiano delle materie prime

Bandiere italiane degli operai sui cancelli Maserati: “Il gruppo Stellantis valorizzi l’Italia

Come a Dalmine nel 1919 quando le maestranze presero in mano la fabbrica continuando la produzione ed innalzando il tricolore in nome di una patria sociale. Vi si precipitò immediatamente il giovane leader socialista   di nome  Mussolini per sostenere quella lotta operaia effettuata non contro ma in nome della nazione. (Luigi Copertino)

Fincantieri Ancona, 500 non vaccinati: impazza la protesta

Unarma, Associazione sindacale Carabinieri

GREEN PASS DOVERE ISTITUZIONALE E COMUNITARIO. DISAPPLICAZIONE DEL CD DECRETO GREEN PASS.

Dal comunicato di Unarma:

In merito al primo punto, il nostro ordinamento con l’ultimo Decreto-legge sembrerebbe  esprimere  un  modello  divergente  e  dicotomico  da  quanto rappresentato nel su citato quadro ordinamentale europeo, pertanto sulla base degli artt. 11 e 117, comma 1 Cost. e della giurisprudenza della Corte costituzionale,  tale  d.l.  andrebbe  disapplicato  dal  Giudice,  ovvero  in

subordine, attivato il meccanismo del rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia.

Infatti,  non  si  tratterebbe  di  una  divergenza  minore  e superabile nel quadro di un libero esercizio di discrezionalità politico-legislativa,  ma  saremmo  in  presenza  della  configurazione  di  un  altro modello di governance della pandemia, fondato su forme discriminatorie, piuttosto che estensive dell’esercizio dei diritti (vedasi In tema Causa C-378/17  –  Sulla  disapplicazione  del  diritto  nazionale  da  parte  di  un organismo  non  giurisdizionale,  sentenza  del  4  dicembre  2018,  in Osservatorio sulle fonti, 3, 2018; si veda anche C. AMALFITANO, Il rapporto tra rinvio pregiudiziale alla Corte Di Giustizia E rimessione alla Consulta e  tra  disapplicazione  e  rimessione  alla  luce  della  giurisprudenza “Comunitaria” e Costituzionale, in Rivista Aic,1, 2020, pp. 220 ss.)

In sostanza, la certificazione verde finirebbe per costituire l’imposizione, surrettizia e indiretta, di un obbligo vaccinale per quanti intendano circolare liberamente e/o usufruire dei suddetti servizi o spazi.

Ne  conseguirebbe  la  violazione  della  libertà  personale,  intesa  quale legittimo rifiuto di un trattamento sanitario non obbligatorio per legge, o comunque di continue e quotidiane pratiche invasive e costose quali il tampone. Resta sullo sfondo la questione se il Green pass, nella versione

precettiva  introdotta  dal  Decreto-legge  n.  105/2021,  possa  costituire

valido  strumento  per  imporre  quelle  limitazioni  alla  libertà  di circolazione per motivi di “sanità” pubblica previste dall’art. 16 dellaCostituzione, che attenta dottrina tiene distinta dalla libertà personale ex art. 13 Cost., sebbene si tratti di libertà strettamente connesse. Se  da  un  lato  si  può  sostenere  che  la  riserva  di  legge  formale  contenuta nell’art. 16 Cost. sia stata rispettata dall’adozione del Green pass con Decreto-legge, dall’altro occorre interrogarsi se il Green pass, per essere ragionevole e proporzionato in termini di costi/benefici, sia effettivamente  l’unico  strumento  in  grado  di  garantire  la  sicurezza sanitaria  dei  cittadini  e  dunque  tale  da  imporre  limiti  legittimi  alla libertà di circolazione, così come consente la Costituzione. Da un’attenta

lettura  dell’art.  3  del  Decreto-legge  n.  105/2021,  sembrerebbe  che

s’intenda  attribuire  al  Green  pass  la  valenza  di  “lasciapassare”  per l’accesso  ai  servizi  (attività  ricreative  e/o  sportive  e/o  culturali), riferendosi, dunque, più alla sfera della libertà personale, intesa quale diritto  di  svolgere  attività  che  sviluppino  la  propria  dimensione psicofisica (art. 2 in combinato disposto con l’art. 13 Cost.), piuttosto che alla sfera della libertà di circolazione. Infatti, quest’ultima non subirebbe limitazioni dall’introduzione del Green pass, ben potendo i non

vaccinati  circolare  “liberamente”  sul  territorio  nazionale,  fintantoché l’indice regionale dei contagi lo consentirà. Ma anche a voler ritenere il Green  pass  uno  strumento  limitativo  della  libertà  di  circolazione,  la questione si infrange sulla carenza del presupposto giustificativo della

natura prescrittiva dello stesso, che non potrebbe collegarsi esclusivamente alla “sua” fonte di produzione (il decreto-legge), ma che andrebbe identificato nella preventiva imposizione dell’obbligo vaccinale con legge, nel rispetto del parametro del principio di legalità sostanziale

e formale. La prova di resistenza, per testare la legittimazione giuridica del Green pass, è dunque costituita dall’assenza di obbligo vaccinale, per cui  soltanto  una  legge  che  imponga  la  vaccinazione  obbligatoria  –  ove sussistano i presupposti legali e scientifici – potrebbe costituire validofondamento giuridico al Green pass di tipo prescrittivo.

Si passa dunque da un modello europeo che propone di agevolare la libertà di circolazione in  sicurezza,  impostato  su  un  concetto  di  responsabilità  individuale  e collettiva, ben riconducibile, nei suoi aspetti strutturali e funzionali, ad i modelli liberal-democratici, ad un modello prescrittivo e discriminatorio, nel quale la dimensione della doverosità, pur presente in Costituzione, si troverebbe priva di un fondamento giuridico costituzionale, ed in ogni caso apparirebbe sproporzionata rispetto alle esigenze tese a garantire l’esercizio responsabile di libertà individuali.

 

Per quanto sopra, si chiede pertanto in ossequio ai disposti di cui agli artt.  11  e  117,  comma  1  Cost.  e  della  giurisprudenza  della  Corte costituzionale,  la  DISAPPLICAZIONE  di  tale  d.l.,  ovvero  attivare  il meccanismo del rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia.

Roma,08 ottobre 2021

 SINDACATO ITALIANO MILITARE DELLA GUARDIA DI FINANZA.

Tra le altre cose:

“Chi ha deciso di non vaccinarsi non viola nessuna legge e nell’ordinamento giuridico italiano è pacifico il principio secondo il quale nessun trattamento sanitario possa essere compiuto, o proseguito, in difetto del previo ed esplicito consenso manifestato dal soggetto interessato.”

“l’integrità del corpo non è un valore che può prescindere dall’autodeterminazione individuale e diventare oggetto di tutela da parte di terzi in virtù di un concetto di salute estraneo al sentire del paziente.

“Noi abbiamo l’onere di difendere la Costituzione democratica che garantisce i valori della tradizione liberale e riconosce i diritti sociali ad ogni cittadino. Noi abbiamo l’onere di tutelare i diritti umani e di contrastare ogni pericolo alle libertà individuali sancite dalla Costituzione. Noi abbiamo l’onere di combattere le mafie e i drammi prodotti dai totalitarismi per garantire la libertà dei cittadini e dello Stato.”

https://www.difesa.blog/il-senso-del-green-pass/

 

FERROVIERI PER LA COSTITUZIONE

 

“(..) per noi, è una scelta morale obbligata. Non per irresponsabile insensibilità nei confronti del bene comune, non per una irrazionale e antiscientifica paura del vaccino (alcuni di noi, peraltro, sono vaccinati), non per il rifiuto categorico di sottoporci a un trattamento sanitario. È “soltanto” perché non possiamo farci estorcere col ricatto l’avallo a un lasciapassare discriminatorio per esercitare un diritto fondamentale costituzionalmente garantito (e – attenzione – potenzialmente estendibile ad altri ambiti). Non possiamo permetterlo, almeno in quella che è formalmente una Repubblica democratica fondata sul lavoro.”

Green pass, militari cacciati dagli alloggi. Sindacato: scenderemo in piazza

Si ribella anche il SIAM

Il SIAM (Sindacato Aeronautica Militare) ha indetto per venerdì 15 ottobre 2021 alle ore 07.00 il primo storico “sit-in” della storia aeronautica davanti ai cancelli d’ingresso della base militare di Sigonella contro l’obbligo del green pass “a pagamento”. “Dalle ore 7:00 alle ore 7:25″  dichiara il Segretario della Sezione di Sigonella e dirigente Nazionale Alfio Messina, “scende in strada con i suoi iscritti con un presidio pacifico per invocare la libertà di entrare liberamente nel luogo di lavoro senza dover mettere mano al portafoglio e di poter usufruire di tamponi gratuiti che dovrebbero essere garantiti, semmai, dallo Stato, così come garantisce il vaccino a chi lo desidera”. “Infatti, è bene ricordare che non vi è nessun obbligo di legge al momento che imponga il vaccino ai militari e, pertanto, i tamponi devono essere gratuiti nell’interesse stesso dell’amministrazione che deve garantire servizi essenziali per lo Stato e livelli di operatività imprescindibili”, aggiunge in una nota il Segretario Generale del SIAM Paolo Melis.

 

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