L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 5 ottobre 2021

La guerra arriverà prima del 2040. Niente illusioni gli Stati Uniti si preparano alla guerra totale e nulla sarà come prima

La Pax Americana è un morto che cammina

Perth, in Australia, diventerà una base avanzata per i sottomarini americani a propulsione nucleare dotati di vettori atomici
Di Markus Su 4 Ott 2021 7,103

An American flag burns along with a cabin in the Caldor Fire near Phillips, California, U.S., August 29, 2021. REUTERS/Fred Greaves - RC2GFP9URWAR

Pepe Escobar
strategic-culture.org

La Pax Americana è sempre stata un personaggio minore in un film sull’apocalisse zombie.

La Pax Americana è, in realtà, l’eterno ritorno dei morti viventi. La “Pax” non è mai stato il vero obiettivo; chi domina è la War Inc. La fine della Seconda Guerra Mondiale aveva portato direttamente alla Guerra Fredda. Il momento unipolare si era risolto in un arco temporale dalla Prima Guerra del Golfo al bombardamento della Jugoslavia. L’11 settembre aveva lanciato la Global War on Terror (GWOT), ribattezzata Overseas Contingency Operations (OCO) dal Team Obama. Ora stiamo entrando nella Guerra Fredda 2.0 contro la Cina.

Quello che l’ex analista della CIA Ray McGovern aveva memorabilmente descritto come il MICIMATT (il complesso militare-industriale-congressuale-intelligence-mediatico-università-tink tank) non ha mai lavorato per la “Pax”. Fanno la guerra, all’unisono, come i Cavalieri che dicono “Ni!” Meno la vena comica.

Prendete questo Cavaliere del Council on Foreign Relations (CFR), il cuore della matrice dell’establishment. Il CFR è specializzato nel kissingeriano Divide et Impera. Ora questo concetto viene applicato, alla grande, alla partnership strategica russo-cinese.

La stragrande maggioranza dei Cavalieri afferma l’ovvio: “la potenza cinese deve essere contenuta.” Vendono le attuali, continue debacle imperiali come “grandi mosse strategiche,” in una bizzarra insalata mista di Gramsci e Lampedusa: un “nuovo ordine” (progettato dall’Impero) sta nascendo in modalità “tutto deve cambiare in modo che tutto possa rimanere lo stesso,” privilegiando l’Impero.

Altri Cavalieri propongono persino la ridicola nozione che l’attuale POTUS, un vero zombie in grado solo di leggere un teleprompter, sia capace di concepire una “politica estera per la classe media,” come se il MICIMATT approverebbe mai un piano per “far progredire la prosperità in tutto il mondo libero.” Il “mondo libero” è ancora stordito dalla “prosperità” offerta all’Afghanistan in 20 anni di “bombardamenti democratici.”

E poi ci sono i Cavalieri britannici, che almeno dovrebbero conoscere a memoria i loro Monty Python, che blaterano di illiberalismo e di “regimi creati da Xi e Putin,” che “si sgretoleranno” e verranno sostituiti da “anarchia e nuovi dispotismi.” La solita, vecchia superbia anglosassone mescolata ad una crassa ignoranza. Oh, quelle “tirannie” asiatiche che minacciano la spinta civilizzatrice dell’uomo bianco.

We all live in an Aussie submarine [1]

Fino a poco tempo fa, solo i P5 – i cinque membri permanenti dell’UNSC – possedevano sottomarini a propulsione nucleare . L’India si è unita al club e, meglio tardi che mai, l’Australia.

Tutti i principali attori sanno che la prossima guerra americana non riguarderà isole remote nel Pacifico. Taiwan, però, è una partita completamente diversa. Il trattato U SUK A [2] riguarda soprattutto Taiwan.

U SUK A era stato finalizzato al summit del G7 a Carbis Bay lo scorso giugno. Quello era stato un affare da Anglo Boys Club, discusso esclusivamente dalla troika Biden-BoJo-Morrison, tenendo debitamente fuori il Giappone, anche se Tokyo aveva sguainato la spada da samurai, urlando il suo intento di sostenere Taiwan.

Il problema è che non c’erano state fughe di notizie sulle clausole scritte in piccolo riguardanti U SUK A. Solo indiscrezioni. Eppure, era già chiaro che U SUK A andava ben oltre la costruzione di sottomarini nucleari in Australia. Canberra avrà anche accesso ai Tomahawks, agli Hornets e entrerà persino a far parte della ricerca americana sui missili ipersonici.

Ma poi, con un lapsus, il ministro della Difesa australiano Peter Dutton aveva scoperto le carte: U SUK A permetterà l’aggiornamento “dell’infrastruttura di Perth, che sarà necessaria per il funzionamento di questi sottomarini. Credo che, in futuro, vedremo… accordi di locazione o importanti operazioni congiunte tra le nostre Marine.”

Traduzione: Perth diventerà una base avanzata per i sottomarini americani a propulsione nucleare dotati di armi atomiche.

Perché proprio adesso U SUK A? Torniamo alla Seconda Guerra Mondiale – e alla stessa vecchia geopolitica da cartone animato delle benigne potenze anglo-marittime insulari contrapposte al “cattivo” cuore eurasiatico.

La Seconda Guerra Mondiale era stata la soluzione per impedire alla Germania di dominare l’Atlantico e, allo stesso tempo, al Giappone di controllare la zona Asia-Pacifico (a proposito, questa è la terminologia corretta: “Indo-Pacifico” è il linguaggio dell’Impero).

Germania-Giappone era un’alleanza che sarebbe stata predominante nel cuore dell’Eurasia. Ora, l’Impero del Caos viene, lentamente ma inesorabilmente, espulso dal cuore eurasiatico, questa volta dalla partnership strategica russo cinese.

Coloro che, oltre la Beltway, hanno conoscenze tecniche – no, non i Cavalieri – sono consapevoli che gli Stati Uniti non sono all’altezza di una Russia ipersonica. Eppure, gli Americani credono di poter rendere la vita impossibile a Pechino. L’establishment statunitense non permetterà mai alla Cina di controllare il Pacifico occidentale.

A questo punto, scende in campo la strumentalizzazione dell’Australia.

La grande domanda è quale potrà essere il nuovo ruolo dei Five Eyes. Con U SUK A, l’Anglo Club è già andato oltre la semplice condivisione di informazioni e dello spionaggio sulle comunicazioni. Si tratta di un patto militare tra Tre [dei Cinque] Occhi.

A seconda della composizione del suo nuovo governo, la Germania potrebbe diventare un Sesto Occhio – ma in un ruolo subordinato. Con U SUK A, la NATO, ancora fresca della sua spettacolare debacle afgana, diventa poco più che un vassallo scarsamente-rilevante. È tutta una questione di potere marittimo.

U SUK A è, in effetti, un Quad Plus, con India e Giappone, le quinte colonne asiatiche, a cui è permesso, ancora una volta, di partecipare solo nel ruolo di semplici vassalli.

La guerra arriverà prima del 2040

Non sorprende che la prima, concisa valutazione tecnica e strategica di U SUK A sia russa, scritta da Alexander Timokhin e pubblicata su Vzglyad, un portale strettamente legato all’intelligence del GRU. Qui, fornita da John Helmer, c’è una essenziale traduzione in inglese.

I punti chiave:
– I sottomarini extra creeranno una seria, ulteriore minaccia; “il problema di combattere le forze sottomarine nemiche diventerà di primaria importanza per la Cina.”
– Geograficamente, “l’Australia può bloccare completamente il collegamento tra la Cina e l’Oceano Indiano.”
– L’Australia rispetterà le scadenze solo se metterà in cantiere “più sottomarini all’anno degli Americani.”
– È “possibile fare rapidamente dell’Australia un paese con una flotta di sottomarini.” Questi “giganteschi investimenti e queste brusche sterzate politiche non si realizzano in questo modo. L’egemonia mondiale degli Anglosassoni è seriamente scossa.”

E questo ci porta all'inevitabile conclusione: “Bisogna riconoscere che il mondo è sull’orlo della guerra.”

Anche prima della valutazione strategica di Vzglyad, avevo sottoposto le farneticazioni di un altro Cavaliere della Beltway- ampiamente lodato come un saggio – ad un analista dell’intelligence della vecchia scuola, un dissidente dello Stato Profondo. La sua valutazione era stata spietata.

Mi aveva scritto: “la logica geopolitica è che l’alleanza Cina-Russia è stata creata per essere usata contro gli interessi degli Stati Uniti, proprio come l’alleanza Mao-Stalin. Vengono replicate la SEATO e la NATO. Il trattato tra Inghilterra, Australia e Stati Uniti è parte del riequilibrio del Pacifico, o una nuova SEATO. La NATO fa parte della compensazione contro Russia-Cina in Europa.”

Su ciò che potrebbe accadere, ha notato che “il colpo grosso contro gli Stati Uniti, l’Australia, l’Inghilterra e la NATO sarebbe un’alleanza franco-russa per frantumare la NATO e isolare la Germania. La Russia si è avvicinata senza successo alla Germania, e ora potrebbe avvicinarsi alla Francia. La perdita della Francia porrebbe effettivamente fine alla NATO.”

Vede U SUK A come [una signora] tutta vestita a festa ma senza un posto dove andare: “Allo stato attuale, la Cina domina il Pacifico e l’Australia e la Gran Bretagna non significano nulla. La Russia può travolgere la NATO in due settimane, i missili ipersonici dei nostri avversari possono distruggere tutti i campi d’aviazione della NATO entro cinque o dieci minuti [dall’inizio delle ostilità] e la battaglia per l’Europa sarebbe finita.”

È categorico sul fatto che “gli Stati Uniti non possono proiettare forza nel Pacifico. I missili dei sottomarini cinesi finirebbero la flotta statunitense in breve tempo. La questione dei sottomarini australiani è davvero irrilevante; se la CIA avesse un’organizzazione che valesse qualcosa saprebbe che i nostri avversari possono già individuare e distruggere i nostri sottomarini nucleari senza la minima difficoltà. L’intera Marina statunitense è obsoleta e indifesa contro i missili russi.”

E c’è di peggio – almeno per i Cavalieri cheerleader: “L’F-35 è obsoleto. L’aeronautica militare è in gran parte inutile, dato che i missili russi e cinesi possono distruggere i campi d’aviazione o le portaerei in breve tempo. L’esercito americano woke è più inutile dell’esercito francese e della sua Linea Maginot. I Capi di Stato Maggiore sono pagati meno di 200.000 dollari l’anno e sono talenti di seconda o terza categoria. Gli Stati Uniti sono una nave che affonda.”

Supponendo che sia davvero così, la guerra (nucleare) contro la Cina nel Pacifico occidentale, che, secondo le proiezioni della Beltway, dovrebbe avvenire nella seconda metà degli anni ’30, sarebbe finita ancor prima di cominciare. Taiwan potrebbe anche già far parte della Cina – una conseguenza del fatto che Pechino propone sempre scambi economici a tutti, mentre Washington “propone” sempre e solo guerra.

Una cosa però non cambierà mai: I Cavalieri che dicono “Ni!” cantando le lodi della Pax Americana nella totale indifferenza della plebe indisciplinata.

Pepe Escobar

[1] È un riferimento alla canzone “Yellow submarine” dei Beatles.
[2] L’acronimo del trattato è AUKUS, dalle sigle dei tre Paesi firmatari, Australia, Regno Unito e Stati Uniti. Nell’ordine riportato da Escobar il significato è “You sucks, America,” cioè “America, fai schifo.”

Fonte: strategic-culture.org
29.09.2021
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

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