L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 5 ottobre 2021

La Russia aumenta le sue difese. La deterrenza è la migliore arma che ha a disposizione

Guerre sempre più sottomarine. E la Russia testa il missile Zircon

Di Stefano Pioppi | 04/10/2021 -



Primo lancio da sottomarino (a propulsione nucleare) per il missile Zircon, vettore da crociera capace di viaggiare a tre chilometri al secondo. Raggiungendo Mach 9, ha centrato l’obiettivo annunciato da Vladimir Putin nel 2019. Per il prossimo anno è prevista l’entrata in servizio. Dopo l’Aukus, ecco la conferma che il confronto internazionale si fa più acceso (anche) sotto la superficie dell’acqua

Primo test di lancio da sottomarino per il missile russo Zircon. Un “successo” per il ministero della Difesa di Mosca, secondo il quale il vettore avrebbe raggiunto nove volte la velocità del suono, viaggiando cioè a oltre tre chilometri al secondo.

Lo Zircon è partito dal sottomarino Severodvinsk di classe Yasen (categoria Ssgn, sottomarini a propulsione nucleari con capacità lanciamissili) per colpire il bersaglio designato nel Mare di Barents. Non è il primo test sul missile ipersonico da crociera, ma è il primo da un sottomarino a propulsione nucleare, elemento che (come dimostra l’intesa Aukus) riveste una particolare rilevanza nei moderni scenari operativi.

Come nota il portale Missile Threath dell’autorevole Csis, l’intelligence americana aveva riportato già nel 2015 i primi test sul vettore, seguiti da un altro più rilevante (in termini di distanza) a dicembre nel 2018. I piani ufficiali sono stati svelati da Vladimir Putin a febbraio del 2019 durante il discorso annuale alla Duma. Il presidente confermò allora l’entrata in servizio del Zircon nel 2022, annunciando altresì che il missile sarebbe stato capace di raggiungere Mach 9 con un range di mille chilometri.

Sulla velocità l’obiettivo è stato centrato, per un vettore che si presenta come missile da crociera ipersonico lanciabile da unità navali e sottomarini, con funzioni prevalenti di anti-nave e descritto dagli esperti (russi) come invisibile ai radar, sia per l’elevata velocità che può raggiungere, sia per la nuvola di calore che lo avvolge durante il volo e che gli permetterebbe di assorbire raggi di frequenza radio.

Il 7 ottobre dello scorso anno, il test dalla fregata Admiral Gorshkov, dislocata nel Mar Bianco, fu il regalo della Marina russa per il 68 compleanno del presidente Putin. In quell’occasione lo Zircon viaggiò per 450 chilometri a un’altezza massima di 28 chilometri, impiegando quattro minuti e mezzo per raggiungere l’obiettivo posto nel Mare di Barents e raggiungendo Mach 8. L’ultimo test prima di quello comunicato oggi risale invece allo scorso luglio. Lanciato anche in tal caso dalla fregata Admiral Gorshkov, il missile avrebbe con successo colpito l’obiettivo collocato a 350 chilometri di distanza, raggiungendo Mach 9.

Tra l’altro, il test di luglio ha anticipato di pochi giorni la parata militare per il 325esimo anniversario della sua Marina. “Possiamo rilevare nemici sott’acqua, in superficie o in aria e prenderli di mira, se è necessario, con un attacco letale”, spiegava Putin presenziando le manovre nella baia della Neva, a San Pietroburgo, con oltre cinquanta tra navi e sottomarini. “Il lavoro sul sistema Zircon e i test di successo di questo missile sono un grande evento nella vita sia delle Forze armate sia dell’intera Russia”, aggiungeva il presidente.

D’altra parte, il vettore in questione si inserisce in un arsenale variegato e già ampiamente testato, anche in scenari operativi. A giugno del 2017 un’unità navale russa lanciò dal Mar Caspio, contro postazioni dell’Isis in Siria, 26 missili Kalibr. Percorsero in quell’occasione circa 1.500 chilometri, volando a poche decine di metri di quota (restando dunque difficilmente individuabili dai radar) e accelerando nella fase finale del volo. I Kalibr sono missili da crociera dotati di capacità stealth, il cui sviluppo risale al tentativo sovietico di rispondere ai Tomahawk americani.

Imponente appare l’attenzione riservata dalla Russia all’ipersonica, considerata dagli esperti il vero “game changer” dei futuri scenari operativi. A dicembre 2018 la Difesa russa testò l’Avangard, un missile a planata ipersonica, capace di superare l’atmosfera come un missile balistico in fase ascendente, per poi rientrarvi a velocità ipersonica, cambiando traiettoria e aumentando di imprevedibilità. Anche in quell’occasione, Putin intervenne in prima persona per il test, annunciando la sua messa in servizio del sistema entro il 2019. Si aggiungeva tra l’altro ai test eseguiti nei mesi precedenti sul missile da crociera ipersonico “invincibile” avio-lanciato (il Khinzal, letteralmente pugnale), nonché sul missile balistico più che intercontinentale Satan 2.

Per quando riguarda lo Zircon, fonti industriali hanno spiegato a Tass che entro la fine dell’anno ci dovrebbe essere un secondo test di lancio da sottomarino. Nel 2022 sono previste le consegne effettive alla Marina russa e dunque l’entrata in servizio.

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