L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 5 ottobre 2021

La Strategia della Paura, nata a New York l'11 settembre del 2001, quando due aerei fanno crollare tre torri si è nutrita del terrorismo prima, dell'influenza covid ora e ha introdotto il CROLLO CLIMATICO prossimo presente atto per alimentare la paura&terrore strumenti attuali di gestione dei governi, necessari e fondamentali per tenere sottomesse le masse che altrimenti potrebbero esplodere e mettere in discussione la catena di comando del CAPITALISMO GLOBALE TOTALIZZANTE

04 OCTOBER 2021


Avete visto Draghi far finta di dare retta a due sgallettate come Gretina la svedese e Vanessa l'africana ("Avete ragione voi"). Ammiccamenti, gomitate di falsa amicizia, rassicurazioni sulla transizione verde che si farà per amore o per forza. Dalla Svezia proviene la prima attivista e dall'Uganda, la seconda. Le élite non trascurano proprio niente: nemmeno la par condicio. Se c'è la bianca deve esserci anche la ne(g)ra. Se c'è chi sta a Nord del mondo, occorre affiancarla a chi sta al Sud. In più Vanessa Nakata oltre alla carta del clima può giocarsi anche quella del "razzismo". Tout se tient. L'argomento clima non mi appassiona, ma è certo che quando le paure del popolino si affievoliranno e quando le élite avranno capito che la gente si abitua anche alle peggiori emergenze, non potranno usare in eterno la carta della "pandemia" e del virus che uccide. Specie se a domicilio non vuoi far curare i malati, e impedisci di farlo a chi lo sa fare. "Il pianeta è in pericolo, le epidemie ci stermineranno, eccetera. Chi nega è il nemico assoluto. Bisogna battere i denti per il terrore, credere nella narrazione che scende dall’alto e assoggettarsi: non c’è alternativa", così scrive Roberto Pecchioli. Quale sarà la prossima propaganda terrorista? Il clima, naturalmente. E già ora lo vediamo negli spot pubblicitari: tutto dipende da te, o Homo Ludens inquinante! Ti scaldi troppo le sacre terga in inverno coi termosifoni. Sei pigro e invece di andare in monopattino o in bicicletta, usi l'auto per andare a lavorare. Prendi l'aereo per andare in vacanza in località esotiche, mentre Gretina prende piroscafi con viaggi che durano giorni e giorni. Mangi bistecche di buona carna chianina e pastasciutta agli scampi invece di sugo di lombrichi, spiedini di scarafaggi, involtini di cavallette e grilli. L'Unione Europea chiama questo cibo- Frankenstein con un eufemismo orwelliano "novel food".
Possiedi una casa, due case... ma sai, tutto ciò vale ancora per poco perché nel 2030 non possederai più nulla e sarai felice. Così ha decretato per te il comunismo dei miliardari durante il WEF (World Economic Forum di Davos).

E il WEF può contare su legioni di attivisti “di base” per spingere queste politiche sulle masse. La sua ala giovanile – la Global Shapers Community – è stata coinvolta nelle marce per il clima dello scorso anno, e i leader della comunità sono stati formati dal Climate Reality Project , un’organizzazione di attivisti gestita dal fiduciario del WEF Al Gore. Aspettatevi che questi attivisti chiedano un’azione per il clima quando il WEF si riunirà a Davos, in Svizzera, a gennaio. (Database- Il Grande Reset: Ecco cosa accadrà sicuramente nel 2021).

Sono dogmatici, massimalisti e talebani, questi "climaterici". Possono esigere la chiusura di impianti petrolchimici. Chiusura di linee aeree, tratti di autostrada. E magari, obbligarvi in eterno alla mascherina per contenere le emissioni di CO2. Va detto inoltre che il movimento ecologista ha il supporto di gran parte della popolazione e di figure di spicco sia a livello politico che mediatico, e il problema della riconversione energetica, con il progressivo abbandono dei combustibili fossili a favore delle fonti rinnovabili, è entrato sistematicamente nell'agenda dei governi occidentali. E' stata venduta l’idea che per salvare il pianeta sia sufficiente installare un certo numero di pannelli fotovoltaici e di pale eoliche così da permettere di soppiantare i carburanti fossili. Ma l’abbandono di carbone e petrolio non è poi così semplice come si vorrebbe far credere. Già per realizzare i pannelli fotovoltaici, cavallo di battaglia delle politiche green, è indispensabile ricorrere all'impiego di materiali fossili altamente inquinanti, come il quarzo, ricavato dall'estrazione mineraria e il carbone, sia usato nel processo di fusione che nell'alimentare gli stessi forni di fusione. A questo primo problema si va ad aggiungere quello relativo alla longevità, visto che, una volta terminato il loro ciclo produttivo – in molti casi non supera i dieci anni – bisogna procedere allo smantellamento e alla loro completa sostituzione. Analogo è il discorso per le pale eoliche, le quali, dopo il loro ciclo di vita – non più di vent'anni – devono essere completamente smantellate e sostituite, con le identiche problematiche di cui sopra. (fonte: L'Intellettuale dissidente: La truffa della green economy).

Inoltre, sono quelle stesse compagnie che stanno causando disastri ambientali ad avere preso il monopolio delle energie rinnovabili. Colossi finanziari come: Goldman Sachs, Bloomberg, Mc Dondald’s, Coca-Cola, Bank of America, PNC Financial Service, JP Morgan, HSBC, BlackRock, sovvenzionano importanti associazioni ambientaliste, come Beyond Coal o Sierra Club, affinché si sostengano certi sistemi produttivi, che hanno ben poca tutela dell’ambiente. Figure di spicco, guru dell’ecologismo, come Bill McKibben o Al Gore, che fino a qualche anno fa erano dall'altra parte della barricata contro coloro che anteponevano il profitto ad ogni costo alla salvaguardia dell’ambiente, sono entrati a far parte del consiglio di amministrazione di società o fondazioni che ricevono finanziamenti dai nemici di un tempo. La lotta ecologista, nata come contraltare al sistema produttivo capitalista, è stata fagocitata dall'industria del combustibile fossile, divenendo un’altra branca di investimento, nel quale applicare le identiche logiche di profitto a tutti i costi, e mantenendo la facciata dell’interesse pubblico. (fonte cit.)
Questo tanto per fare alcuni esempi.
Ma torno alle sgallettate climatiche. Su Greta si è parlato a lungo di importanti start-up svedesi che sfrutterebbero abilmente il suo morbo di Asperger, il quale porta ad avere scarsa empatia e a fissarsi compulsivamente su alcuni pensieri-chiave. Ma chi c'è dietro Greta? è un interrogativo che non ha solo una risposta ma molte. Secondo le quali, la 17enne attivista svedese non sarebbe altro che la marionetta senza fili di una rete internazionale che fa business sfruttando l'allarme mondiale che da ormai 5 anni è scattato sul riscaldamento globale e sulle conseguenze del cambiamento climatico. Un'operazione studiata a tavolino da un gruppo di politici, magnati finanziari e investitori, che avrebbe nel già citato Al Gore e nel suo Climate Reality Project (l'organizzazione no-profit, da lui stesso diretta, dedita all'educazione e alla diffusione della consapevolezza sui cambiamenti climatica), uno dei centri nevralgici che avrebbe trovato in figure come lei , nuovi potenti testimonial della propaganda climatica. Il resto cammina da sé. I suoi mantra massimalisti, il suo ecofanatismo raccoglie dietro di sé, i reduci dell'anticapitalismo decrescitista. I soliti Bellaciao dal pugno chiuso, con la maglietta degli Antifà di sorosiano sponsor.


Perfino Draghi ha rassicurato le due sgallettate ecofanatiche che la transizione ecologica si farà e che le chiacchiere ( i "bla-bla-bla") servono semplicemente a indorare la pillola che sarà amara.
Ovvero, quel costo atroce del radicalismo ambientalista che già abbiamo testato sul carburante che è addirittura raddoppiato nel prezzo. Costi caricati su quel ceto medio già calpestato da crisi economiche, strage di diritti costituzionali e sociali e restringimenti di libertà individuali. La transizione verde ci ridurrà le tasche al verde.
S. Francesco

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