L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 9 ottobre 2021

Le piccole realtà contro Google uno dei rappresentanti della tecnologia informatica del CAPITALISMO GLOBALE TOTALIZZANTE

DuckDuckGo, Ecosia, Qwant, Lilo: tutti contro Google


DuckDuckGo, Ecosia, Lilo e Qwant sono i quattro piccoli motori di ricerca che hanno scritto al Parlamento Europeo per chiedere maggiori limiti per Google.

Giacomo Dotta
7 ottobre 2021

Quattro piccoli motori di ricerca si scagliano contro Google chiedendo alla Commissione Europea di agire per limitarne la sfera d'azione. Non bisogna sottovalutare questo intervento sulla base delle dimensioni di queste piccole realtà, perché al cospetto delle istituzioni possono essere proprio le recriminazioni degli esclusi a poter fare la voce grossa contro il “big tech” degli Stati Uniti.

Tutti contro Google

I motori a firmare questa richiesta sono DuckDuckGo (statunitense), Ecosia (tedesco) e Qwant e Lilo (francesi). Nella missiva, indirizzata al Parlamento Europeo, i quattro motori chiedono al legislatore di incidere maggiormente su un mercato che ad oggi non ha avuto ancora alcuno scossone nonostante i precedenti interventi di facciata che avrebbero dovuto aprire la libertà di scelta in relazione alle ricerche online. Google ha già anticipatamente risposto in modo indiretto a queste accuse facendo notare come l'utenza vada su Bing per cercare Google, argomentazione con cui si vorrebbe sottolineare come di fronte ad una libera scelta il mercato ha già orientato le proprie preferenze in modo naturale.

L'obiettivo dei firmatari è riuscire a portare all'interno del Digital Market Act (DMA) specifiche prescrizioni utili a forzare ulteriormente la mano nei confronti di Google, evitando che la posizione assunta sul mercato (sia quello dei motori che quello dei browser con il dominio di Chrome) possa bloccarne le dinamiche e creare insormontabili barriere all'ingresso. Secondo i quattro piccoli motori, insomma, ad oggi non c'è modo di sfidare Google poiché il confronto non è esclusivamente sul piano qualitativo, ma in un contesto senza margini di disequilibrio. Una partita persa, insomma, che solo la Commissione Europea potrebbe avere la possibilità di scardinare se supportata dal necessario indirizzo parlamentare.

Fonte: Reuters

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