L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 2 ottobre 2021

L'ideologia dei vaccini sperimentali ha perso il suo propellente, la propaganda sull'influenza covid avanza per forza d'inerzia e anche questa sta terminando. La sbornia di potere sta finendo anche se cercheranno in tutte le maniere di mantenere come metodo di governo la paura&terrore. Difficilissimo che ci riusciranno è la stessa natura del CAPITALISMO GLOBALE TOTALIZZANTE che lo impedisce per troppo tempo, hanno bisogno delle masse bue che pascolino nei loro recinti in apparenza libertà e ciò crea varchi inaspettati e imprevisti non controllabili sempre

Big Pharma si converte alle cure, ma i governi restano al diktat vaccinale



Tra fine settembre e inizio ottobre c’è una straordinaria e inaspettata valanga di annunci: dopo Pfizer che ha comunicato di stare per lanciare una pillola anticovid basata guarda caso sull’ivermectina, ma ovviamente molto più costosa che dovrebbe garantire un’efficacia di oltre il 50 per cento nell’evitare morte e ospedalizzazione, anche Merk ha annunciato la sua pillola magica così come ha fatto anche Roche: dunque siamo alla svolta e pare che finalmente ci avvii fare ciò che fin dal primo momento doveva essere fatto, ossia curare la malattia, risparmiando centinaia di migliaia di morti, compresi quelli da vaccino che ufficialmente tra Europa e Nord America si avvicinano ormai ai 50 mila, ma che sono certamente molti di più. L’uscita in massa di cure dichiarate efficaci dopo che per un anno e mezzo le autorità sanitarie occidentali le avevano proibite con pretesti scientificamente inconsistenti e moralmente vergognosi, sostenendo che solo il vaccino era la soluzione alla pandemia, costituisce di fatto una sconfessione di questi preparati genici, rivelatisi rischiosi oltre che impotenti a fermare il virus. Anzi si fa intendere tra le righe che adesso le cure, alcune delle quali molto costose ( per esempio gli anticorpi monoclonali) , costituiranno una fonte di profitto probabilmente più alto dei vaccini. E lo si può facilmente credere visto che ormai le dosi che servivano per terza, quarta, quinta iniezione , sono già stati comprati. Personalmente so di informatori scientifici che stanno andando dai medici a dire che siamo di fronte a un nuovo colossale affare, a un nuovo eldorado, anche perché queste pillole, avendo un effetto profilattico verranno prescritte e comprate al minimo starnuto: la paura del Covid è ormai così’ ben conficcata nelle menti da non poter essere estirpata facilmente.

In questa situazione di cambiamento di paradigma ci si può legittimamente chiedere perché mentre alcuni stati occidentali stanno sbaraccando il circo, come accade in Scandinavia molti altri , compreso il nostro, cerchino disperatamente di rendere ancora più stringente e odioso il regime vaccinale o addirittura di trascinare in questa danza mortale anche i bambini che non hanno nulla da temere dal Covid, proprio alla vigilia della uscita di cure che potrebbero, anzi da un punto di vista legale ( per quello che conta ormai la legalità, cioè zero) dovrebbero, far decadere l’autorizzazione di emergenza dei vaccini.

In effetti avrebbe poco senso se non fosse che si vuole uscire dalla vaccinazione di massa e dal pericolo che le “autorità” vengano sgamate come braccio acefalo di una elite ormai priva di freni, senza però far venire meno l’impianto autoritario e di controllo affermatosi durante la pandemia. Questo lo si può ottenere anche con un trucco psicologico: forzare la situazione sino all’estremo in maniera che nel momento in cui allenteranno le briglie tutti tireranno un sospiro di sollievo e i responsabili eluderanno la pressante richiesta di verità sui quasi due anni di pandemia, eviteranno di dover giustificare errori ed omissioni, ma soprattutto la costante manipolazione dei dati per trasformare una sindrome influenzale in una peste: il potere sa bene che il vero nemico non viene dalla politica ormai comprata a prezzo di saldo e alle volte addirittura interpretata da personaggi palesemente in preda a delirio senile e teleguidati dietro le quinte, ma dalla possibile creazione di una nuova opposizione reale, quindi cercherà la strada più facile per evitare la nascita di un forte movimento antagonista rispetto allo status quo e alla degenerazione autoritaria. Per il resto la vaccinazione rimarrà come elemento endemico, come qualcosa di simile all’antinfluenzale, ma comunque legata a divieti e ubbidienze simboliche: uso di mascherine, quarantene magari ogni tanto a qualche segregazione, insomma a quel tanto che basta per mantenere lo stato di eccezione e di incostituzionalità fino alla prossima crisi, di qualunque natura essa sia, senza però la situazione così dura e insopportabile da produrre un rifiuto da parte di una vasta area di popolazione. Il metodo della stretta cui segue un allentamento adottato sino ad ora è quello certamente più funzionale ad ottenere questo scopo che è anche quello che riesce a confondere meglio il sistema cognitivo delle persone e quindi continuare nell'inganno.

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