L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 6 ottobre 2021

Linea rossa - I decisori politici italiani criminali, per ore e ore i nostri bambini devono respirare in un tessuto umidiccio, pieno di germi e antigienico, neanche in camera operatoria si tiene le mascherine per tutte quelle ore. Barbari assassini e dire poco

Mascherine a scuola, in Francia e Germania stop all’obbligo

di Valentina Santarpia
5 ottobre 2021

E in Italia? Per ora solo a Bolzano è stato deciso di permettere di toglierle in cortile. Ma l’obbligo potrebbe cadere con la fine dello stato di emergenza, il 31 dicembre, sempre che i contagi siano in calo


Le scuole elementari di Francia e Germania dicono «basta» alle mascherine in classe. Il provvedimento è valido per i bambini che frequentano le lezioni in 47 dei 96 dipartimenti metropolitani del Paese transalpino, dove si registra un’incidenza dei contagi di Covid-19 stabile al di sotto la soglia di 50 casi per 100mila abitanti. Si tratta della maggior parte dei dipartimenti in Bretagna, Normandia, Grand est (non Alsazia, Mosella e Aube), Alta Francia e Borgogna. Parigi, gran parte della Francia meridionale e la Corsica sono invece escluse dall’allentamento delle misure. Così come gli insegnanti, che dovranno continuare ad indossare i dispositivi di protezione.

Cosa succede in Germania

Provvedimenti analoghi in Germania. La Baviera e Berlino levano l’obbligo di indossare le mascherine a scuola. A Berlino la revoca riguarda gli alunni fino al sesto anno di scuola - che corrispondono nel Land alle elementari - mentre in Baviera non sarà più necessario indossarla per tutti i gradi della scuola. La fine dell’obbligo è stata oggetto di un aspro dibattito tra sostenitori e detrattori della misura: molti hanno sottolineato i rischi legati al mancato rispetto delle norme di distanziamento nelle aule, facendo presente inoltre che data l’età dei soggetti interessati il numero dei vaccinati è molto basso. «Indossare la mascherina interferisce con il normale svolgimento della lezione ed è stressante per gli alunni», ha dichiarato la ministra dell’Istruzione, Anja Karliczek, al «Rheinische Post». «Tuttavia, se si elimina l’obbligo, i test dovranno proseguire o anzi aumentare nelle scuole», ha aggiunto. «Perché altrimenti, come l’esperienza passata dimostra, è assolutamente possibile che i numeri delle infezioni tornino a salire».

E in Italia

E in Italia? Per ora un piccolo, timido passo lo ha fatto la Provincia di Bolzano, permettendo agli studenti di togliere la mascherina se c’è il giusto distanziamento, almeno durante le attività sportive e la pausa scolastica. Una misura ritenuta insufficiente dall’Alleanza per le famiglie e dalla Consulta provinciale dei genitori di lingua tedesca, che esprimono la preoccupazione di «molti genitori che si chiedono perché i loro figli debbano indossare costantemente la mascherina nel contesto scolastico anche se sono vaccinati o testati». I genitori hanno accolto «con favore il cambiamento della regolamentazione delle mascherine degli alunni nel cortile della scuola e all’aperto ma fanno notare che questo porta concretamente poco vantaggio per i bambini e i giovani, poiché difficilmente saranno in grado di rispettare la regolamentazione della distanza quando giocano all’aperto». A livello nazionale l’ipotesi di togliere le mascherine, con i contagi in calo e le classi vaccinate, era stata avanzata dal ministro Patrizio Bianchi, ma poi immediatamente ridimensionata, complici gli allarmi dei virologi che temono una recrudescenza dei casi, senza mascherine, tra gli studenti più piccoli, che non possono essere vaccinati. Una circolare del ministero dell’Istruzione, inviata tre giorni fa ai direttori generali e ai dirigenti preposti agli Uffici Scolastici Regionali riguardo a quanto previsto dal decreto di agosto (giù le mascherine nelle classi in cui sono tutti vaccinati) precisa che per l’operatività sono necessarie «specifiche misure attuative». Una possibilità concreta è che l’obbligo, previsto in concomitanza con lo stato di emergenza dal decreto del 6 agosto scorso, scada appunto il 31 dicembre insieme allo stato di emergenza e non venga rinnovato. Ma i dubbi sull’impatto della diffusione dell’epidemia restano: secondo due studi dei Centres for Disease Control and Prevention negli Usa le scuole che non usano mascherina hanno 3,5 più probabilità di sviluppare focolai. Le infezioni crescono più rapidamente nelle contee dove non è usato il dispositivo.

Nessun commento:

Posta un commento