L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 2 ottobre 2021

L'inflazione è congiunturale o strutturale? Non è solo un problema di politica monetaria espansiva ma anche e soprattutto come si applica. Quella della Fed e della Bce e nell'acquisizione di attività anche in perdita, che ripulisce certo i bilanci, ma creano bolle e non incidono nell'economia reale

Inflazione: Nomisma, perchè rallentare politica monetaria espansiva potrebbe ora essere un "grave errore

Redazione Finanza 1 ottobre 2021 - 14:09

MILANO (Finanza.com) Torna in primo piano il dibattito sui mercati sul tema dell'inflazione dopo i dati nella zona euro. L’inflazione italiana a settembre diminuisce rispetto al mese precedente (-0,1%) ma cresce su base annua posizionandosi al 2.6%. La crescita è spinta dai beni energetici, ma cresce anche la componente di fondo che passa dal 0.6% all’1%. A destare maggiore preoccupazione è il dato dell’inflazione nell’Euro Area, uscito oggi, il cui tasso è salito dal 3% di agosto al 3,4% di settembre. Anche in questo caso, come per l’Italia, è soprattutto la componente energetica a trainare l’ascesa dei prezzi.

Dopo questi dati per Lucio Poma, capo economista di Nomisma, si aprono tre questioni. "Primo, comprendere se la spinta della componente volatile sia ancora da considerarsi congiunturale oppure non presenti caratteristiche strutturali. Dilemma assai presente nelle ultime settimane negli Stati Uniti - afferma l'economista -. Secondo, che la Bce possa intimorirsi ed allentare la spinta espansiva della politica monetaria. Terzo, che la Borsa valori, che aveva già dato segnali di nervosismo nella scorsa settimana, non cambi direzione alle aspettative degli operatori caratterizzate da un diffuso ottimismo verso le sorti economiche del Paese. "Speriamo che le precauzioni adottate da Christine Lagarde quando ha proposto la nuova forward guidance della Bce, introducendo l’inflazione asimmetrica e le cosiddette 'tre gambe' finalizzate a rassicurare i mercati sulla continuità della politica monetaria espansiva, tengano lontani i falchi che premono per l’avvio del tapering. Rallentare la politica monetaria espansiva in questo delicato momento sarebbe un grave errore - aggiunge Poma -. Se da un lato i dati di crescita sono ampiamente positivi, la frattura tra chi cresce e chi invece cala si amplia e necessita ancora di tempo per essere in parte rimarginata".

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