L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 13 ottobre 2021

Lo Stato profondo li alleva con tenerezza li culla li fa crescere e li fa intervenire al momento del bisogno. Come fece con le Brigate Rosse morte nel 1975 e fatte ricicciare ad arte per mantenere alta la Strategia della Tensione. Ci ricordiamo nel 2015 quando Milano fu messa a ferro e a fuoco volontariamente per disintegrare l'opposizione all'Expò

Chi sono i pupari delle marionette in nero?



Una cosa ho trovato strana in questi giorni di polemiche sul antifascismo feticistico dei veri fascisti contemporanei: il fatto che nessuno o pochissimi abbiano espresso il sospetto che l’assalto alla Cgil sia non solo stato preparato logisticamente, come sa chiunque conosca la mappa di Roma ma sia oggettivamente un assist al governo e non certo al popolo del no green pass. E del resto i gruppuscoli fascisti negli ultimi vent’anni non sono certo stati combattuti, ma anzi coltivati e quasi allevati dal potere democratico, per il quale costituiscono un prezioso elemento di reductio ad fascismum di qualsiasi cosa abbia intralciato gli orditi del potere o tenti di sbarrare il cammino verso la distruzione della democrazia costituzionale. Basti pensare alle attenzioni ricevute verso Casa Pound e alle regalie che ha ottenuto soprattutto dal centrosinistra o il trattamento in guanti bianche di altre formazioni di estrema destra che nemmeno potevano essere chiamate fasciste pena le querele, come è accaduto a me e a all’ex onorevole Turigliatto, dimostrando che esiste un’Italia sotterranea in nero che collega servizi, media e magistratura, mentre gli antifascisti da tastiera si dilettavano dei loro stupidi onanismi para politici. E chi ha permesso che addirittura venisse costruito un mausoleo in onore del maresciallo Graziani il numero due della Repubblica di Salò, senza che nessuno che conta abbia mai avuto niente da ridire?

Sono dei bravi ragazzi: quando il potere che li tiene in una dorata sospensione fa un fischio e chiama i suoi fascisti da allevamento a menare le mani e a devastare qualcosa per dimostrare coram populo coglione che i veri fascisti sono gli altri e che invece il potere che calpesta la Costituzione, che manipola i dati e la realtà, che sta mettendo a punto un drammatico piano di impoverimento e di devastazione produttiva, servendosi della pandemia, opera invece per il bene delle persone. Se solo si facesse caso al cui prodest, ovvero a chi serve la violenza inutile e attuata dai fascisti residuali, si capirebbe facilmente chi ha loro suggerito di provocare l’indegna gazzarra contro un sindacato che la devastazione morale e ideale se l’è già prodotta da sola in casa e non rappresenta più nulla se non ciò che suggerisce il pappa e ciccia del suo segretario con Draghi. Tutte le polizie del mondo occidentale hanno agenti provocatori che servono proprio a questo scopo, ovvero per demonizzare l’opposizione e solitamente vengono chiamati black block, nome vagamente inquietante, ma così hollywoodiano da poter essere usato in ruoli diversi e talvolta opposti. Ma da noi si sono tenuti buoni gli scampoli di fascismo, accuratamente conservato sottaceto, perché svolgano un ruolo più specifico e più politicamente individuabile: eE infatti sono stati presenti praticamente a tutte le manifestazioni organizzate prima contro le misure di segregazione e oggi contro l’obbligo di vaccino. Non aveva importanza che si dedicassero o meno a qualche violenza , basta che fossero presenti anche in poche decine per permettere a una stampa sempre così onesta e puntuale, di dare del fascista a chi protestava.

Del resto diciamo la verità questi estremi resilienti dei totalitarismi novecenteschi hanno finalmente l’occasione di battersi non per un’idea tramontata, ma finalmente per il vero e trionfante fascismo delle oligarchie. Una bella soddisfazione, dopo tanti anni di umiliazioni e di impotenza.

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