L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 10 ottobre 2021

L'obiettivo è sempre stato chiaro e detto ad alta voce eliminando qualsiasi fraintendimento: Taiwan si deve ricongiungere con la Cina e chiunque cerchi di dividere il Paese "non farà una bella fine"

L'annuncio di Xi Jinping: "Realizzeremo la riunificazione con Taiwan"

Per il presidente cinese, la questione tra le due parti, è "interna alla Cina" e "non ammette interferenze esterne". Già una settimana fa era stato il governo dell'isola ad avvertire sul raggiunto "culmine" delle tensioni con Pechino

aggiornato alle 08:2509 ottobre 2021

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NOEL CELIS / AFP - Xi Jinping

AGI - La Cina realizzerà la riunificazione con Taiwan, e chiunque cerchi di dividere il Paese "non farà una bella fine". E' l'ultimo, durissimo, monito sulla questione dell'isola pronunciato dal presidente cinese, Xi Jinping, che ha tenuto un discorso per commemorare i 110 anni della rivoluzione ispirata da Sun Yat-sen, che nel 1911 ha portato alla caduta del Celeste Impero, e dato vita alla Repubblica di Cina.

"La questione di Taiwan sarà risolta e il rinnovamento nazionale diventerà una realtà", ha detto Xi nel suo intervento alla Grande Sala del Popolo, su piazza Tiananmen, nel quale ha citato più volte l'obiettivo del rinnovamento nazionale, che egli stesso ha promosso da quando è diventato segretario generale del Partito comunista cinese, alla fine del 2012. La riunificazione di Taiwan alla Cina "con mezzi pacifici" serve agli interessi della nazione cinese, "inclusi i nostri compatrioti di Taiwan".
La replica di Taipei

Parole che hanno scatenato la reazione di Taipei: in una nota, il Consiglio per le Relazioni con la Cina ha sottolineato che i 23 milioni di abitanti dell'isola hanno il diritto di decidere il futuro e lo sviluppo di Taiwan e ha respinto le proposte politiche "errate" provenienti da Pechino, che propone il modello "un Paese, due sistemi".

Citando la presidente Tsai Ing-wen, il Consiglio ha invitato Pechino ad abbandonare le "misure provocatorie e di intrusione" e a riconsiderare "con mentalità più aperta" i temi di pace, reciprocità, democrazia e dialogo. "Solo allora", ha concluso la nota, "ci potrà essere uno sviluppo sano delle relazioni nello Stretto".

La questione di Taiwan è tornata fortemente alla ribalta negli ultimi giorni, con l'innalzamento della pressione militare di Pechino sull'isola, che ha destato allarme a livello internazionale e forti critiche, soprattutto dagli Stati Uniti. I toni del discorso sono tra i più perentori mai usati dal presidente cinese, che non ha mai fatto mistero di considerare la riunificazione di Taiwan uno degli obiettivi prioritari della Cina sotto la sua leadership.

Il secessionismo dell'isola è "il più grande ostacolo" alla realizzazione del rinnovamento nazionale, ha detto Xi. "Chi dimentica il passato, tradisce la madrepatria e cerca di dividere il Paese non farà una bella fine. Saranno presi dal popolo e condannati dalla storia", ha aggiunto, interrotto dagli applausi.

Nella questione di Taiwan la Cina non ammetterà interferenze, ha avvertito il presidente cinese, perché si tratta di una questione puramente interna. "Nessuno dovrebbe sottovalutare la determinazione e la forte capacità del popolo cinese di difendere la sovranità nazionale e l'integrità territoriale", ha concluso Xi, e "il compito storico della completa riunificazione della madrepatria deve essere realizzato e sarà sicuramente realizzato".

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