L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 12 ottobre 2021

Manifestare è un crimine grazie ai sgherri al servizio dello Stato che mettono a ferro e a fuoco città e luoghi simbolici

Manifestare diventa crimine

Spero sia ormai chiaro. Il governo  ha preparato, programmato gestito  la scusa delle “violenze fasciste” per mettere fuori legge le manifestazioni legittime di 3-4 milioni di lavoratori che, senza green pass, dal 15 ottobre  mancheranno alle  aziende, non potranno lavorare  né prpdurre né prendere il salario.

La distruzione  ulteriore dell’economia che ne consegue è anch’essa programmata e voluta: contrariam,ente a quel che credono i suoi cantori e servi, Draghi non è stato messo al potere per attuare “la ripresa” e “far ripartire l’economia”con i “miliardi della UE” ; è stato messo lì per attuare il programma  Gran Reset.  Che contempla la riduzione in miseria delle popolazioni troppo numerose, inquinanti e “superflue” per i signori miliardari.

Il collasso economico prodotto dalla “pandemia” è stato anch’esso voluto e freddamente programmato dalla finanza speculativa e dalle banche centrali loro serve, come ha dimostrato Andrea Cecchi  (“Un virus giusto al momento giusto”): occorreva raffreddare subito la mostruosa, patoloogica titanica domanda di prestiti di un’economia mondiale che non “rende” più abbastanza per ripagarli.  E’stato sventato un collasso totale  e improvvviso del sistema attuando un collasso controllato. A spese nostre.

I miliardari hanno pianificato  – e  Speranza-Draghi-Mattarella  stanno attuando –  lo smantellamento dello statlo sociale,  l’abolizione del servizio sanitario e della scuola di massa; la gente non se ne accorge perché la TV non glielo dice, ipnotizzandola con “i morti di Covid” e “i casi” , e da ultimo con le “violenze fasciste”.  Lo scpo ulteriore, come è stato scritto nella “lettera dal Canada” che vi consiglio di rileggere,   oltre che sfoltire la popolazione (i pensionati, a cui “provvede” il siero Pfizer)  è di impoverire la popolazione con rincari e inceppamenti dei rifornimenti, ulteriori lockout, intrappolarla in   indebitamenti  per sopravvivere,  farla arrivare ad accettare  un reddito universale di base (di sopravvivenza) e infine la cancellazione del debito di ciascuno, in cambio della rinuncia alla rpoprietà privata della casa d’abitazione: si sono accorti, i miliardari di DAvos, che la piccola propeità immobiliare è un ostacolo alla fluidità della finanza. Come dice il programma 2030  di Davos, “non avrai niente e  sarai felice”; perché dovrai affittare e noleggiare tutto, anche il frigorifero; che non è più  tuo e per devi accettare lo “sharing” con altri, estranei.

Questo è lo scopo di Draghi, Speranza e Mattarella, non altro. Ragion per cui le manifestazioni dei  portuali  a Genova(“Manifestazione contro l’obbligo del passaporto sanitario, licenziamenti, precariato, morti sul lavoro e salari da fame.  Lavoratori del porto: “Siamo contro l’obbligo del passaporto sanitario e dal 15 ottobre bloccheremo tutto ad oltranza!”);  lo sciopero che ha bloccato lo Hub Amazon di Piacenza, e altri scioperi contro il green pass e la disoccupazione, sono proprio –  temo – ciò che Draghi  vuole.

Sono rivolte sacrosante, necessarie, e umane.  Appunto, “umane”. E’ il loro difetto . Presuppongono nel Potere un qualunque interesse umano, se non altro, per le imprese, il lavoro e  l’aumento del potere d’acquisto, il successo economico di cui   i cantori di Draghi lo dicono capace. Ma Draghi – credetemi –   non ha alcun interesse alle imprese e alla ripresa economica.  Questo è il tempo del Male e  della Grande Impostura.

Draghi potrà dare la colpa del collasso economico ulteriore, che lui ha provocato non consentendo a 3 milioni di lavoratori di lavorare, agli scioperi che “bloccano la produzione”, agli ostinati del no-green pass, ai portuali di Genova e di Trieste e a tutte  le minoranze in rivolta : “fasciste”. Spero di sbagliarmi.

Ma qui ecco come risponde il potere alla richiesta, che viene anche da governatori-servi del Nord, di lasciare andare in fabbrica gli operai. Come dice ByoBlu,

 

DRAGHI ANNUNCIA LA STRETTA SULLE MANIFESTAZIONI: ENNESIMO DIRITTO VIOLATO

Dal 15 ottobre il diritto al lavoro in Italia verrà pesantemente compromesso. Milioni di lavoratori, per poter svolgere la loro mansione dovranno infatti pagare il costo del tampone. E oltre al diritto al lavoro, ora sembra che il Governo voglia prendere di mira anche il diritto di manifestare il proprio dissenso.

Repressione del dissenso?

Sembra che infatti l’ultimo fine settimana di proteste sia stato utilizzato da Mario Draghi come il pretesto per dare una stretta ancora più rigida alle future manifestazioni. Si sarebbe infatti svolto un colloquio a tre tra il Presidente del Consiglio, il Ministro degli Interni Luciana Lamorgese e con il con il sottosegretario delegato Franco Gabrielli.

Il prossimo obiettivo dichiarato è quello di limitare al massimo le prossime manifestazione che si preannunciano particolarmente veementi nella giornata del 15 ottobre, quando entrerà in vigore l’obbligo del green pass. Il ministro Lamorgese ha convocato per mercoledì un comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza che servirà ad analizzare quali azioni intraprendere per controllare in maniera più stretta il dissenso.

Una strategia che è stata come di consueto sposata con vigore dai principali organi della stampa mainstream, come il Sole 24 Ore che ha addirittura parlato di “polizia “disarmata” e di norme in piazza che risalirebbero al 1931”. Norme che a detto del giornale vicino a Confindustria sarebbero da riaggiornare perché troppo generiche.

Il Sole 24 Ore vorrebbe quindi norme più rigide rispetto a quelle elaborate sotto il regime fascista?

Un diritto costituzionale

Ricordiamo che il diritto di manifestazione e di espressione del dissenso è tra quelli riconosciuti e garantiti dalla Costituzione in ben due articoli. L’articolo 17 che così recita:

I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi. Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso. Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica.

E poi c’è l’articolo 21: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. Una stretta alle manifestazioni, senza chiare giustificazioni, sarebbe quindi una palese violazione della Costituzione.

Tuttavia sono diversi gli aspetti controversi legati a questa vicenda e che sembrano nascondere una regia precisa.

Il ruolo ambiguo di Forza Nuova

L’atteggiamento repressivo del Governo sarebbe infatti conseguenza del controverso assalto alla sede della CGIL ad opera di un ristretto gruppo di manifestanti presenti a Roma e afferenti con buona probabilità al movimento Forza Nuova. Le dinamiche dell’assalto e alcune immagini sembrano però testimoniare l’anomalo comportamento delle forze dell’ordine, che sembrano assistere come spettatori passivi.

D’altronde risulta abbastanza incomprensibile come un gruppo, ben noto alle forze dell’ordine, riesca in piena impunità a raggiungere e assaltare la sede di un sindacato, nel pieno centro della capitale. E oltre a questo risulta del tutto incomprensibile la presenza sullo stesso palco di Piazza del Popolo di Giuliano Castellino, esponente di spicco di Forza Nuova, ma anche soggetto che avrebbe dovuto essere ben monitorato dalle autorità giudiziarie.

Castellino risulta infatti colpito dal Daspo, provvedimento che lo dovrebbe tenere lontano dagli stadi di calcio, ma non solo. Secondo il tribunale di Roma Castellino è “un soggetto pericoloso in relazione ai reati che offendono o mettono in pericolo la sicurezza e la tranquillità pubblica” poiché “organizza forme di protesta destinate a sfociare in scontri con le Forze dell’Ordine, in quanto, non solo attuate mediante iniziative non autorizzate, ma deliberatamente tese ad elevare il livello di conflittualità sociale con modalità che includono il programmato scontro fisico con gli appartenenti alle Forze dell’ordine”.

Insomma un agitatore riconosciuto come tale e che sabato ha potuto muoversi liberamente e indisturbato in una manifestazione, creando caos e disordini. Gli stessi che ora sono utilizzati come pretesto dal Governo per ridurre gli spazi di libertà. La domanda che bisogna quindi porsi è: c’è un legame tra Forza Nuova e il Governo Draghi?

 

(Noi preghiamo: li catturi la rete che hanno tesa!)

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