L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 3 ottobre 2021

NoTav - La natura attraverso l'acqua è scesa in campo per combattere la prossima Torino-Lione, inutile costosa e dannosa

03 Ottobre 2021 13:17
No TAV: La natura si ribella bloccando brutalmente i lavori nel tunnel di Chiomonte

La Redazione de l'AntiDiplomatico


Si è parlato tanto di cambiamenti climatici, di ecosistema, di salvare il pianeta da tutto ciò che lo possa inquinare, ma di quanto sia inutile la TAV Torino-Lione, dannosa economicamente ma soprattutto dal punto vista ambientale, non si è detta una parola. Avvertimenti sui danni ambientali che da 30 anni, invece, lanciano gli attivisti No TAV. A tal proposito, i fatti hanno la testa dura, la natura ha presentato il suo conto, così un rivolo d'acqua nel tunnel di Chiomonte è diventato un fiume d'acqua che ha invaso tutto i 7 km di cantiere finora svolti. Sono stati chiamati i pompieri, i quali, giustamente hanno fatto osservare: "siamo attrezzati per svuotare cantine e non montagne".Una vicenda, quella dell'allagamento dei tunnel di Chiomonte tragica e comica. Lasciamo il racconto agli attivisti No Tav.

HOUSTON ABBIAMO UN PROBLEMA: ABBIAMO FATTO UN BUCO NELL'ACQUA

Solo ieri il Vice Presidente CE, a Milano, affermava che la prima emergenza di tutti i governi è quella della sicurezza della popolazione e oggi il pericolo più grave è il cambiamento climatico.
Nel mentre, nei meandri del tunnel geognostico di Chiomonte, gli addetti ai controlli notavano un rivolo di acqua che in pochi secondi è diventato un bel ruscello che velocissimo ha allagato i 7 km di lavori fin'ora svolti. Così hanno chiamato i Pompieri che in tutta risposta gli hanno detto "siamo attrezzati per svuotare cantine e non montagne".

Le imponenti pompe idrauliche, infatti, 24 ore al giorno, 365 giorni l'anno "prelevano le acque dalle vasche di raccolta, e le rigurgitano all'esterno dello scavo verso la Val Clarea, spingendole per km come in una gigantesca siringa" come si legge su La Stampa di oggi.

Quindi questi fenomeni di Telt hanno devastato una montagna, per un tunnel che serve proprio per vedere cosa c'è al suo interno, hanno trovato solo acqua, la stessa che ora gli ha occupato i loro 7 km di cratere mortifero.
La natura si ribella bloccando brutalmente i lavori nel tunnel Tav di Chiomonte. E da Telt minimizzano un problema molto grave con un "macché è tutto sotto controllo".

Ma il Vice Presidente della Commissione Europea è a conoscenza degli impieghi di consumo energetico per il funzionamento delle pompe idrauliche? Dello spreco d'acqua, di questa importante portata? Gli stessi comuni della valle di Susa non hanno invece risorse per tutelare le popolazioni dalle cicliche e annunciate alluvioni.

Dentro Telt solo pericolosi incompetenti, una vera e propria minaccia per la salute di questo territorio e di chi lo vive, sprecando ingenti fondi pubblici che vengono sottratti ai servizi realmente necessari.

Vogliamo Telt fuori dalla Valsusa.

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