L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 12 ottobre 2021

Ora basta uno starnuto e la classe finisce tutta quanta in quarantena. I medici che prima ci visitavano e guarivano ora sono diventati dei semplici distributori di tamponi. Il pediatra non visita l'undicenne se ha la febbre.

11 OCTOBER 2021


Ho preso il titolo di un album di Gaber (e pure di un suo spettacolo teatrale) per rappresentare il delirio che ci sta attorniando. Parlerò in questo post, di faccende delle quali sono stata diretta testimone. Il mese scorso vedo un'amica di vecchia data mentre innaffiava i gerani del suo poggiolo. Era da un pezzo che non la vedevo in giro e le chiedo perché non scendesse per una passeggiata con gelato e godersi gli ultimi sprazzi dell'estate. Mi risponde con sgomento che pur essendosi vaccinata con due dosi, era risultata positiva al Covid. E pure suo marito, i suoi figli e i suoi due nipotini. Pertanto le toccava una frustrante quarantena. Naturalmente anche in famiglia è partita la caccia all'untore e la "colpa" è ricaduta sul nipote maggiore, un adolescente 17enne, reo di aver fatto un'estate di festicciole sulla spiaggia con gli amici. Cioè, di aver fatto cose che in condizioni normali, tutti i ragazzini fanno, senza doversi sentire in colpa. La cosa buffa è che erano tutti vaccinati con le due fatidiche dosi. E l'unico non vaccinato (il figlio maggiore dell'amica in questione) era l'unico a risultare negativo. Pertanto gli toccava fare la spesa per tutti. Dal balcone, l'amica sembrava depressa, pallida quando tutti fuori di casa erano ancora abbronzati e si lamentava del fatto che chissà quanti altri "positivi" c'erano in giro che non sapevano di esserlo, mentre a loro era toccata la "punizione". Ma intanto doveva fare continui tamponi a stecca, perché così voleva l'Asl e fino a che non risultava negativa, doveva continuare a farli. Si lamentava dell'insonnia, dell'ansia, delle continue paure di non essere "all'altezza" dell'esito di quel tampone che mai si negativizzava. Per fortuna i bambini erano appena guariti. Riflettevo, nell'ascoltarla, sul nuovo fenomeno: la paura del tampone ha preso il sopravvento su quello del vaccino. Il tampone non è forse il nuovo strumento di tortura per chi non vuole vaccinarsi? Tamponi ogni 48 ore, se vuoi lavorare. E la nuova rivendicazione sindacale (si fa per dire) è portare i tamponi da 48 a 72 ore e poi - oplà! - il tampone ti dà il Green Pass-Cenerentola. Quello che dopo 48 ore (o eventualmente 72) , da verde diventa rosso, scade e non vale più. Impietosita, suggerisco all'amica di fare dei lavaggi nasali frequenti. In farmacia ne vendono tante di quelle bombolette-spray nasali. E se proprio non ce l' aveva in casa, le suggerii una lozione di mezzo litro d' acqua bollita sterile, un cucchiaino raso di bicarbonato e e uno di sale da cucina (cloruro di sodio). Dopo due giorni, l'amica mi telefonò, esultante, per ringraziarmi, dato che l'avevano trovata negativa. Forse doveva già guarire, o forse è stato il semplice lavaggio nasale ad averne accelerato la negatività, non saprei... Ma è così che andò. "La prossima volta, fatevi furbi, se qualcuno dei nipotini prende un raffreddore, non correte all'Asl a farvi rimettere in galera", fu il mio modesto consiglio. "A scuola quando eravamo bambini, tutti noi avevamo la candela al naso, senza bisogna di dover subire quest'orrenda Gestapo sanitaria. Ti ricordi?".

Già, e chi se la ricorda più la candela al naso dei mocciosetti!? Ora basta uno starnuto e la classe finisce tutta quanta in quarantena. Sono i progressi dovuti ai protocolli sanitari di Speranza, del CTS e del ministro Bianchi, quello della Squola. Più DAD più Schwab. Fa pure la rima.

Ed ecco un'altra testimonianza personale. Mio marito si era buscato il mal di gola per via del finestrino aperto in autostrada durante il viaggio. Eravamo in vacanza e non guariva con le solite pastiglie balsamiche disinfettanti, tipo Benagol. Il giorno dopo con una minuscola pila gli aprii la bocca per guardargli in gola che era rossa, in particolare la laringe. Che fare? Andare dal dottore? I medici che prima ci visitavano e guarivano ora sono diventati dei semplici distributori di tamponi. Il dottore che vedete in alto e che visita per davvero, oramai è diventato un bel ricordo, una fotografia da incorniciare. Ora prima di intraprendere la più banale terapia di guarigione, ci vuole un tampone. Il rischio era quello di fare la fine della mia amica e della sua famiglia: rovinarsi le vacanze stando in quarantena in caso di eventuale semplice "positività" (che non vuole dire affatto essere malati), e trasformare la vacanza in un incubo per tutti e due. Perciò dopo aver letto un chilometrico bugiardino decisi che era meglio che prendesse dell'Azitromicina, un antibiotico trivalente per le vie aeree superiori che avevo con me in valigia (cioè in tre compresse da assumersi giornalmente a stomaco pieno). Ma non era facile convincere lui che ha ancora una qualche residua fiducia nella scienza medica. Ricorsi allo spauracchio: "Vabbè; allora se vai dal dottore, scordati di poter andare a pesca". Si prese le tre compresse a stomaco pieno (una al giorno) e la laringite passò. Questo, per dire che anche i piccoli malanni di stagione, ora che c'è il Covid sono diventati un incubo da burocrazia kafkiana e da polizia sanitaria. A proposito, qualcuno sa dirmi che fine ha fatto l'influenza comune? Mistero! nessuno ne parla più. Ora quel geniaccio di Speranza ha pensato bene di far somministrare il comune vaccino antinfluenzale per i vecchietti nelle RSA, nello stesso giorno della somministrazione della terza dose di vaccino anti-Covid: braccio destro un vaccino anti-flu, braccio sinistro quello anti-Sars-Cov2. Un metodo rapido per eliminare un bel po' di popolazione anziana per l'inverno entrante. E il bello è che la gente, si sottopone bovinamente e ovinamente, a queste torture ormai quotidiane.

In attesa che ci "stanino casa per casa" come aveva promesso Bonaccini, è bene che ciascuno di noi si tenga un po' di scorte di medicinali per curare i semplici malanni di stagione, e applichi il gaberiano far finta d'essere sani tanto per tenerci cara la pelle. Ma che dico?

Ora c'è il super green pass (unico in tutta Europa) che serve proprio a evitare il rastrellamento sanitario. In compenso, non puoi andare di qui, non puoi andare di là. Chiuso questo, chiuso quello, accesso sbarrato per adempiere alle più elementari mansioni. Questo chiamasi ricatto con estorsione. Se vuoi la libertà per almeno 48 ore te le devi pagare e lasciare giù il pizzo. E che pizzo! Dopo il business delle mascherine, ecco dunque esplodere quello dei tamponi. Ha ragione Giorgio Agamben (il cui ottimo discorso al Senato è stato censurato da FB) quando asserisce che le vere vittime di questa sindrome della "biosicurezza" ad ogni costo, non sono i non vaccinati, bensì gli obbedienti. A chi obbedisce e tace, quale premio, verranno richieste di continuo nuove assillanti prove circa il loro tasso di Obbedienza alle autorità sanitarie. Un po' come nel film distopico " The Island". Perciò, l'unico modo per dare un segnale tangibile che esiste ancora un popolo italiano è quello di comportarsi unitariamente per il 15 ottobre prossimo, data di sciopero nazionale contro il lasciapassare (che poi è un lasciabloccare) verde: vaccinati e non vaccinati, elettori di destra, di centro e di sinistra. In caso contrario, non se ne esce, poiché il green pass è una vera e propria bomba a orologeria su tutto il mondo del lavoro, e sulla nostra vita sociale e personale.

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