L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 13 ottobre 2021

Silenzio tombale, l'agenda è in mano a Xi Jinping

Xi gioca a fare Schumpeter e i bond cinesi affondano: incidente controllato in vista?

11 Ottobre 2021 - 21:01

Bagno di sangue per l’obbligazionario real estate, dopo una serie infinita di rinvii su scadenze. Il contagio di Evergrande c’è ma Pechino sembra voler attendere. Fino a quando toccherà le equities?


Il mercato obbligazionario statunitense era chiuso per il Columbus Day oggi, quello cinese invece no. E la giornata è stata caratterizzata da un’unica parola d’ordine: vendere. Mentre Evergrande mancava il terzo pagamento di un coupon, di fatto confermando come il suo default sia ormai nulla più che una formalità semantica buona per pulire la coscienza alle agenzie di rating, il contagio del settore real estate ha cominciato a manifestarsi in maniera palese.

Come mostrano questi grafici,
Andamento del bond maturity 2021 di Fantasia Real Estate Fonte: Bloomberg
Andamento del bond maturity 2023 di Modern Land Real Estate Fonte: Bloomberg

i tremori immobiliari hanno colpito il mercato del credito senza alcuna distinzione fra grandi players e pesci piccoli: se infatti il bond di Fantasia la scorsa settimana è precipitato dalla parità a 74 centesimi nell’arco di istanti dopo l’annuncio di un rinvio sulle scadenze, nonostante il management continuasse a rassicurare rispetto alla solvibilità di cassa, ecco che la vittima di giornata è stata Modern Land, rivale molto più modesto nelle dimensioni ma capace di un tonfo da vero big. E’ bastato che l’azienda chiedesse ai detentori di bond un rinvio di tre mesi sulla scadenza attesa per il 25 ottobre, al fine di evitare ogni potenziale ipotesi di default sul pagamento, per far precipitare l’obbligazione di oltre il 50% nell’arco della giornata, terminata a 30 centesimi.

Ma non basta. Xinyuan Real Estate l’ha buttata sul creativo, quasi sull’esotico: ha infatti proposto ai detentori di bond di accontentarsi del 5% sul principal a scadenza 15 ottobre e optare volontariamente per uno swap sul rimanente debito verso obbligazioni con maturity al 2023. Distressed debt exchange, in gergo tecnico. Infatti, Fitch ha immediatamente operato un downgrade a C. Ma ecco che questo grafico
Trend del rendimento dell’indice obbligazionario high-yield cinese Fonte: Bloomberg

sintetizza al meglio quanto sta accadendo in Cina in questi giorni, precipitati nel silenzio più totale dopo il can can degno di miglior causa tributato dalla stampa al caso Evergrande: il rendimento del debito junk del Dragone la scorsa settimana è salito di 291 punti base al 17,54%, il massimo da dieci anni.

Il tutto, tanto per rendere la situazione ancora più irreale e quasi kafkiana, mentre il debito sovrano cinese a 10 anni vedeva il suo yield calare al minimo da tre mesi. Il motivo? La Pboc ha drenato ulteriore liquidità dal mercato dopo l’iniezione record pre-Golden Week. Tradotto, nessun alluvione creditizia in vista. Almeno per ora. Perché sono due i dati che contano in questa giornata da bagno di sangue obbligazionario in Cina. Primo, lo spread fra il seguitissimo JACI China High Yield index e l’indice gemello che fa riferimento all’investment grade oggi ha toccato qualcosa come 1.200 punti base. Praticamente, l’high yield cinese equivale per gli investitori esteri alla kriptonite per Superman.

Secondo, come mostra questo grafico,

Correlazione fra alto rendimento cinese ed ETF delle equities CBOE Fonte: Bloomberg

ad oggi i tremori innescati da Evergrande sul settore immobiliare cinese - 5 trilioni di dollari di controvalore e circa il 26% di peso sul Pil - si sono sostanziati solamente sul mercato obbligazionario, lasciando di fatto l’azionario in condizione di stand-by. Anzi, l’indicatore di volatilità azionaria tracciato dall’ETF più seguito, il CBOE China, è ritracciato al ribasso da inizio ottobre. Cosa attendersi, però, stante la correlazione sulla serie storica? Un bel contagio sulle equities, magari, capace di innescare un crollo immediato che obblighi la Pboc a rompere gli indugi e salvare un altro volta il mondo, nonostante l’inflazione lo sconsigli?

Il silenzio tombale dei solitamente ciarlieri Usa e Ue dopo la minaccia esplicita di brutta fine avanzata da Xi Jinping verso chiunque si opponesse alla riunificazione di Taiwan con la madrepatria, ha parlato molto chiaro. Il leader sta giocando a fare Schumpeter, in vista del Sesto Plenum previsto per il mese prossimo. La speranza è che tutto vada secondo i piani. Perché come mostrava l’ultimo grafico, 1.866 punti base di spread fra alto rendimento cinese denominato in dollari e Treasury comparabile su base ponderata alle opzioni equivale a una Chernobyl pronta a esplodere. Nel silenzio tombale del Columbus Day e di una Wall Street dimessa e sottotono. Come aprirà fra qualche ora il mercato asiatico, però?

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