L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 4 ottobre 2021

Stagflazione 31 - Presenza contemporanea di un aumento generale dei prezzi e la mancanza di crescita dell'economia in termini reali




-

ALLARME STAGFLAZIONE
Economia, la crisi delle supply chain minaccia la ripresa

di Luigi Gavazzi
3 ottobre 2021

Carenza di energia, di manodopera e di trasporto

La crisi delle supply chain mondiali, le catene di rifornimento per l’industria, si sta facendo preoccupante, al punto che alcuni economisti parlano apertamente di “venti di stagflazione”: vale a dire la presenza contemporanea di un aumento generale dei prezzi e la mancanza di crescita dell'economia in termini reali.

Una combinazione pericolosa

Spiega il Guardian che all'inizio il tutto si è manifestato, durante i mesi scorsi, con una carenza di alcuni componenti per l’industria automobilistica e per l’industria elettronica.

La crisi però ora si sta aggravando e riguarda una combinazione di carenza di energia, di manodopera e di possibilità di trasporto delle merci.

La caduta di produzione in Cina

Il segnale d’allarme più preoccupante è probabilmente la caduta di produzione, di ordini e di occupazione nell’industria cinese registrata a settembre.
I costi del trasporto

La crisi di produzione generale è anche legata, come detto, alla difficoltà di trasporto nelle catene di rifornimento globali. L’indice di spedizione Drewry, che misura i costi dei container, è aumentato del 291% rispetto a un anno fa. Su rotte particolarmente trafficate, come quelle fra i porti cinesi e Rotterdam, il porto più grande d’Europa, il costo del trasporto è aumentato di sei volte nell’ultimo anno.

Autisti per i camion

A questo si aggiunge la difficoltà di reperire autisti per guidare i camion che trasportano la merce dai porti alle destinazioni finali. Non si tratta di una condizione che riguarda solo il Regno Unito: anche in altre parti d’Europa alcune vertenze sulle condizioni di lavoro e le restanti restrizioni anti-Covid hanno causato ritardi nei trasporti.

Riduzione delle distanze delle supply chain

Secondo alcuni esperti, queste difficoltà nelle supply chain mondializzate porteranno ad alcune modifiche nei paradigmi organizzativi che, per farla breve, si concretizzeranno in una riduzione delle distanze nelle catene di approvvigionamento, anche se questo dovesse comportare costi maggiori in cambio però di maggiore sicurezza. Ciò potrebbe però rafforzare anche la tendenza all'aumento dei prezzi.

Nessun commento:

Posta un commento