L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 24 novembre 2021

23 NOVEMBER 2021

Ridendo castigat mores


L'amico Luigi mi ha girato questo pezzo all'insegna del Ridendo castigat moresIn questi due anni orribili non abbiamo fatto che sopportare tutto ciò, e ancora non è finita. Difficile fare umorismo di fronte a simili assurdità imposte per decreto legge. Ma c'è chi ci prova.  Una cosa però  la voglio sottolineare. A fronte di una simile violenza, il popolo italiano è stato tra i più pacifici, pazienti e sopportatori d'Europa. E questo è il risultato. Anch'io come l'autore non capisco come si possa continuare a sopportare  tutto ciò  e magari  a limitarsi solo alle manifestazioni del sabato che finiscono con l'essere un po' come le  passeggiate fuori porta. Proprio non capisco.  Parlano di "manovra a tenaglia", di impedire i non vaccinati a frequentare uffici pubblici. A breve sarà la volta di poste, supermercati, farmacie, banche. Ma c'è chi non vuol capire che continuare a vaccinarsi a più  dosi,  o - peggio -  incolpare chi non si vaccina, non lo renderà libero. Tuttalpiù sarà  solo libero di scagliarsi vigliaccamente  contro il suo simile.  Ma di questo, proprio non riesco a riderci sopra. 


Allora, io capisco chi si è vaccinato per immunizzarsi perché lo assicurava la Scienza, che poi non si è immunizzato, ma si è vaccinato per tornare alla normalità, che poi alla normalità non è tornato, ma almeno non si contagia e non contagia, che poi contagia e si contagia, ma almeno non si ammala, che poi magari si ammala, ma non finisce in ospedale, che poi può anche essere finisca in ospedale, ma 100% non ci lascia le penne, che poi proprio 100% no, ma comunque tocchiamoci le balle in nome della Scienza.
Io capisco.
Capisco anche quelli che non ci sono reazioni avverse perché il vaccino è infallibilmente sicuro, poi magari qualche paresi facciale che capita pure con il botox, ma certo niente di serio, forse qualche miocardite tuttavia sporadica, magari qualcuno si è vaccinato per poi schiattare poche ore dopo, ma chi sono io per trovare delle correlazioni?
Un complottista? Certo che no e lo capisco.
Capisco anche chi aveva completato il ciclo vaccinale per essere libero e adesso sta messo come me che non mi sono vaccinato, ma è comunque pronto alla terza dose per tornare libero.
Lo capisco.

Guido Rasi ha dichiarato: “La terza dose potrebbe essere l’ultima”. Chiedo dunque senza malizia: in che senso? E loro non sanno rispondere.
Ma li capisco.
Capisco il matematico Eulero che dobbiamo arrivare al 60% di vaccinati per l’immunità di gregge, no forse serve il 70%, Covid sotto controllo solo con l’80% degli immunizzati, facciamo il 90% e stiamo sereni, poi si trova in mezzo alla quarta ondata e va a cercare il no vax che vive in un casolare della Bassa.
Lo capisco,
A buon cavallo non gli manca sella. Capisco certamente quelli che se la prendono con i manifestanti che manifestano per poter lavorare senza un lasciapassare perché “ci impediscono di lavorare”; dopo due anni fra lockdown e mancati ristori, se avete le pezze al culo la colpa è senz’altro delle manifestazioni del sabato pomeriggio.
Perfettamente vi capisco.

E profondamente capisco chi punta il dito contro i cortei no pass e li accusa di creare focolai. Oggi li avevo sotto casa e ho chiamato le forze dell’ordine, ma alla polizia locale di Milano sono in quarantena dopo una festa fra vaccinati e non son potuti intervenire.

Come non capirli?
Capisco i greenpass entusiasti, perché poter esibire un salvacondotto al kebabbaro fa sempre figo e poi rassicura corpo e spirito il sapere che quello stesso salvacondotto dura ben sei mesi oltre l’efficacia del vaccino.
Chiunque abbia a cuore la salute pubblica, lo tiene in gran conto.
Capisco lo scienziato della politica e il giureconsulto che addottorano sulla piena legittimità di una democrazia in cui un “vile affarista” esperto in liquidazioni coatte e un fabiano con evidenti problemi di comprendonio guidano la nazione a colpi pelvici di emergenze.
Quelli ne capiscono di sovranità, sono studiati!
Capisco finanche quelli che le multinazionali del farmaco lo fanno per la nostra salute perché 
omnia munda mundis e tu non sei medico scienziato come Draghi, Speranza, Figliuolo e Mattarella.
C’è del vero.

Capisco addirittura chi vuole vaccinare i minori perché “non è giusto escluderli dalla vita sociale”. Giusto, non è giusto! Siringate a tappeto anche fra i 6 e i 12 anni per fare dei vostri bimbi depressi e con deficit cognitivi, bimbi smart, green, compagnoni e felici!

L’unica cosa che non capisco, davvero, sinceramente, senza ironia o sarcasmo, è come sia ancora possibile non capire.”.

https://www.ariannaeditrice.it/articoli/allora-io-capisco




Da ultimo ne scrivo un'altra che corrisponde al mio pensiero. L'ho vista scritta su un cartello di  protesta di un manifestante  a Strasburgo e l'ha ripresa anche  il vecchio cronista Armando Manocchia di Imola Oggi: "Voi obbedite perché tutto ciò finisca, ma è proprio perché obbedite che non finirà mai”

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