L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 15 novembre 2021

Comportamento criminale dei decisori politici che vogliono la terza dose

Più dosi, più pericoli: lo si sapeva da anni



Lo potremmo chiamare il richiamo del diavolo: la terza dose o booster come ingannevolmente di dice in inglese viene presentata come l’unico modo per evitare nuove infezioni e malattie nelle persone che sono già state vaccinate anche se già gli ospedali brulicano di terzo dosisti che si sono lo stesso beccati la malattia o comunque risultano positivi. Ma tutto questo avviene senza alcuna valutazione del rischio, nemmeno quella manipolata degli studi clinici sulle due dosi, eppure fin dal 2016 ci sono evidenze di un pericolo nella reiterazione delle iniezioni di preparati a mRna. Moderna aveva già attirato dure critiche molto prima, ad esempio sulla rivista medica specialistica Stat. è un sito di notizie americano orientato alla salute fondato nel novembre 2015 da John W. Henry, proprietario del Boston Globe. Basterebbe leggersi gli articoli che riguardano queste tecnologie per rendersi conto dei sospetti che già gravavano su Moderna, azienda considerata spregiudicata e produttrice di prodotti discutibili, la quale si era dedicata allo studio dei preparati genici. In un articolo del 13 settembre 2016 , l’attenzione si è concentra sullo stile di gestione dell’ AD Stéphane Bancel, come suggerisce il titolo: ” Ego, ambizione e tumulto: all’interno di una delle startup più segrete del biotech”. Ma vengono anche sottolineati i pericoli dell’applicazione ripetuta di preparati vaccinali ad mRNA:

“I trattamenti più rivoluzionari che potrebbero sfidare il mercato multimiliardario della terapia genica implicherebbero dosi ripetute di mRNA per molti anni in modo che il corpo del paziente continui a produrre proteine ​​per tenere a bada la malattia. La somministrazione, cioè l’introduzione dell’RNA nelle cellule, è stata a lungo un problema in tutto questo campo di studi. Le molecole di RNA hanno difficoltà a raggiungere i propri obiettivi da sole, funzionano meglio se avvolte in un meccanismo di trasporto, per esempio in nanoparticelle lipidiche. Tuttavia, queste nanoparticelle possono portare a pericolosi effetti collaterali, soprattutto se un paziente deve assumere dosi ripetute per mesi o anni. Novartis ha abbandonato l’area correlata dell’interferenza dell’RNA a causa di problemi di tossicità, così come Merck e Roche”.

Il 10 gennaio 2017 è stato pubblicato un altro articolo dal titolo eloquente “Moderna generosamente finanziata incontra problemi di sicurezza nel tentativo audace di rivoluzionare la medicina” in cui i problemi soprattutto con l’applicazione ripetuta di preparati a mRna sono chiaramente evidenziati: “Per proteggere le molecole di mRNA dalle difese naturali dell’organismo, gli sviluppatori di farmaci devono imballarle in una custodia protettiva di nanoparticelle lipidiche. Per i chimici dell’azienda, queste nanoparticelle hanno rappresentato una sfida importante: se il dosaggio è troppo basso, non otterrai abbastanza enzimi per influenzare la malattia; se il dosaggio è troppo alto, il farmaco è troppo tossico per il paziente”. Questa tossicità era stata in precedenza evidenziata in esperimenti sugli animali finiti spesso con la morte delle cavie, ma è stata sempre minimizzata per non dire nascosta minimizzata dall’azienda che aveva raccolto 2 miliardi di dollari in investimenti per sviluppare questa tecnologia che aveva magnificato agli investitori.

Tutto questo detto in estrema sintesi vuol dire che cresce il numero delle dosi di questi vaccini e più crescono anche i problemi e i rischi , gli effetti collaterali diventano più frequenti e pericolosi, a volte anche significativi, con ogni dose, tanto che Taiwan ha appena sospeso la seconda vaccinazione con il preparato Pfizer negli adolescenti perché il rischio di miocardite è 10 volte maggiore con la seconda dose rispetto alla prima. Insomma ci stiamo vaccinando si fa per dire con una tecnologia largamente immatura e senza studi che vadano oltre la seconda dose e quelli che ci sono, fatti in passato hanno dato esiti disastrosi.

L’idea di proseguire e campagne di vaccinazione ad oltranza, addirittura una volta l’anno o anche più frequentemente alla luce di tutto questo è dunque solo scellerato per non dire criminale.

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