L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 17 novembre 2021

Dopo un anno e mezzo di impegno costante, da parte del mainstream, a falsificare sistematicamente la realtà che ci circonda, la gente è diventata diffidente verso l’informazione ufficiale, e quindi la abbandona.

Crollano gli ascolti, chiudono due Tg di Mediaset

Categoria: Media Pubblicato: 15 Novembre 2021 Visite: 21521

Ogni tanto arriva anche qualche buona notizia. Quella di oggi è che chiudono due dei tre telegiornali di Mediaset, e cioè Studio Aperto di Italia Uno e il Tg4. Resta in vita il Tg5, mentre le prime due testate verranno accorpate al TgCom24 (che ha comunque uno share relativamente basso di ascolti).

Le motivazioni che vengono date ufficialmente per questo vistoso ridimensionamento sono a) un drastico calo degli ascolti e b) una “ottimizzazione” delle forze produttive. In altre parole, dicono a Mediaset, non serve mandare ad un evento tre giornalisti per tre testate diverse, quando ne basta uno che poi condivida i materiali con le altre due.

In realtà, dei due problemi citati (calo degli ascolti e ottimizzazione produttiva), soltanto il primo è quello reale. Il secondo non è che una conseguenza del primo.

Non dimentichiamo infatti che la televisione commerciale si chiama così perché vende i propri spazi pubblicitari agli inserzionisti. Ora, se gli ascolti fossero in aumento, verrebbe addirittura la tentazione di aumentare il numero di testate giornalistiche, perché tanto ci sarebbe abbondanza di audience su ciascuno dei canali, e quindi i fatturati complessivi aumenterebbero.

Quando invece gli ascolti crollano, crollano anche le entrate pubblicitarie, e il fatturato totale non è più sufficiente a sostenere i costi di produzione. Ecco quindi, come conseguenza, la necessità di “ottimizzare” le produzioni.

Detto questo, bisogna fare una riflessione importante: questo calo improvviso di audience, talmente vistoso da far chiudere due testate su tre in un colpo solo, non è un evento casuale, ma una conseguenza diretta dei tempi che stiamo vivendo. Dopo un anno e mezzo di impegno costante, da parte del mainstream, a falsificare sistematicamente la realtà che ci circonda, la gente è diventata diffidente verso l’informazione ufficiale, e quindi la abbandona.

A poco servirà unificare tutta l’informazione su un unico canale: fino a quando la qualità di questa informazione non cambierà, la perdita di audience sarà costante e inarrestabile.

Ecco perché, come dicevo all’inizio, questa è un’ottima notizia: perché vuol dire che c’è sempre più gente che sta iniziando ad informarsi in rete, che confronta la realtà che trova in rete con le bugie dei telegiornali, e che sceglie la prima abbandonando per sempre i secondi.

Questa transizione sarà lenta ma irreversibile. E’ buono sapere che è finalmente iniziata.

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