L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 17 novembre 2021

e porteremo le scorie a casa di Greta e dei suoi parenti


Cronaca
Primo Piano
Sorpresa, anche Greta dice sì al nucleare: cosa ha detto a Draghi

Di Eugenio Palazzini
-16 Novembre 2021

Roma, 16 nov – Il nucleare s’ha da fare, almeno per il ministro Roberto Cingolani. “Soluzioni compatibili per l’energia del futuro? L’ha detto persino Greta, che per me non è un referente tecnico, in un dialogo che più in là potremmo avere bisogno del nucleare, perché potrebbe non essere sufficiente l’accelerazione data dalle rinnovabili”. E’ quanto dichiarato dal ministro della Transizione Ecologica durante la puntata di Quarta Repubblica andata in onda lunedì scorso. Osservazioni interessanti, sfuggite però ai più.

Greta ha aperto al nucleare? Pare di sì

Ma davvero anche Greta ha aperto al nucleare? Sembra di sì ed è possibile che Cingolani si riferisca a quanto già rivelato da Francesco Giavazzi, consulente economico di Draghi, che ha voluto evidenziare un dettaglio dell’incontro tra l’ambientalista svedese e il premier italiano. “Ricordo quando abbiamo incontrato Greta Thunberg. Lei accusa sempre tutti i governi di andare troppo lenti. Ma ha dovuto convenire con noi sul fatto che per portare a termine la transizione con il massimo della velocità ci vorrebbero comunque vent’anni”. Il consigliere di Draghi avrebbe poi chiesto a Greta: durante questa transizione cosa facciamo, usiamo il carbone? Risposta: “No, l’energia nucleare”.

Così Cingolani rilancia il nucleare

“Che in Italia e in altri Paesi si sia deciso di non utilizzare le centrali nucleare di prima e seconda generazione con i vecchi referendum ha un suo senso – ha specificato Cingolani – quello che non ha senso è pensare che dietro l’aggettivo nucleare si celino solo ed esclusivamente tecnologie pericolose, poco efficaci e costose”. Il ministro ha poi detto che “è un progetto a lungo termine” ottenere “la fusione nucleare, diversa dalla fissione dove si rompe un atomo grosso per avere energia mentre nella fusione si prendono due atomi leggeri e si fanno fondere come succede nelle stelle, probabilmente sarà la vera energia universale del futuro completamente verde. Ma se non investiamo adesso in conoscenza, ricerca, sviluppo, tecnologia, innovazione, educazione guarderemo nel buco della serratura quello che faranno i Paesi che guardano al futuro con più lungimiranza di noi”.

Altro che “ambientalisti radical chic”

Sempre Cingolani, in occasione della conferenza sul clima Cop26 a Glasgow, aveva affermato che non si può fermare la ricerca sul nucleare, poiché “è oggettivamente impossibile uscire subito dal gas”. Il ministro ribadisce così la sua posizione, dopo che le sue parole scatenarono una ridda di polemiche lo scorso settembre, quando attaccò a gamba tesa gli “ambientalisti radical chic” e aprì al nucleare. “Si stanno affacciando tecnologie di quarta generazione, senza uranio arricchito e acqua pesante. Se a un certo momento si verifica che i chili di rifiuto radioattivo sono pochissimi, la sicurezza elevata e il costo basso è da folli non considerare questa tecnologia”, disse Cingolani. Di conseguenza “nell’interesse dei nostri figli è vietato ideologizzare qualsiasi tipo di tecnologia. Stiamo ai numeri, quando saranno disponibili prenderemo le decisioni”.

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