L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 13 novembre 2021

Escluso i sotto indicati un Parlamento che alimenta il terrore odia gli italiani e vuole obbligare, attraverso il Passaporto dei vaccini sperimentali, la inoculazione

11 Novembre 2021 16:00
I nomi dei senatori che hanno votato in Aula contro il Green Pass
Agata Iacono

Il Senato ha approvato nella serata del 10 novembre la fiducia chiesta dal governo sul decreto Green pass, che prevede l'obbligo di esibire il certificato sanitario per lavorare, pena assenza ingiustificata e sospensione dello stipendio, sia per i lavoratori pubblici che per i privati, entrato in vigore il 15 ottobre. Hanno votato a favore 199 senatori, contrari solo 38, di cui 19 di Fratelli d'Italia, e dal Gruppo misto, 19.

Nessuno dei senatori si è astenuto. Il provvedimento passa ora alla Camera.

Come risulta dai tabulati di Palazzo Madama, assenti erano 44 senatori, di cui 29 della Lega su 64 (16 assenti dall'aula, compreso Salvini, 13 in missione).

Assenti anche 16 di Forza Italia, 14 del gruppo Misto, 11 del Movimento 5 Stelle, 6 di Italia Viva, 3 del Pd, 2 di Fratelli d'Italia e 1 del gruppo delle Autonomie.

1 Abate Rosa Silvana (misto, ex M5S);
2 Angrisani Luisa (LAlternativaCE, ex M5S);
3 Balboni Alberto (FdI);
4 Barbaro Claudio (FdI);
5 Botto Elena (misto, ex M5S);
6 Calandrini Nicola (FdI);
7 Ciampolillo Alfonso (misto, ex M5S);
8 Ciriani Luca (FdI);
9 Corrado Margherita (misto, ex M5S);
10 Crucioli Mattia (LAlternativaCE, ex M5S);
11 De Bertoldi Andrea (FdI);
12 De Bonis Saverio (misto, ex M5S);
13 De Carlo Luca (FdI);
14 Dessì Emanuele (misto, ex M5S);
15 Di Micco Fabio (misto, ex M5S);
16 Drago Tiziana (FdI, ex M5S);
17 Fazzolari Giovabattista (FdI);
18 Garnero Santanchè Daniela (FdI);
19 Giannuzzi Silvana (misto, ex M5S);
20 Giarrusso Mario Michele (misto, ex M5S);
21 Granato Bianca Laura (LAlternativaCE, ex M5S);
22 Iannone Antonio (FdI);
23 La Pietra Patrizio (FdI);
24 La Mura Virginia (misto, ex M5S);
25 La Russa Ignazio (FdI);
26 Lannutti Elio (IdV, ex M5S);
27 Lezzi Barbara (misto, ex M5S);
28 Malan Lucio (FdI);
29 Mininno Cataldo (misto, ex M5S);
30 Morra Nicola (misto, ex M5S);
31 Nastri Gaetano (FdI);
32 Ortis Fabrizio (misto, ex M5S);
33 Paragone Gianluigi (misto, italexit, ex M5S);
34 Petrenga Giovanna (FdI);
35 Rauti Isabella (FdI);
36 Ruspandini Massimo (FdI);
37 Totaro Achille (FdI);
38 Zaffini Francesco (FdI).

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