L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 19 novembre 2021

Gli euroimbecilli soprattutto tedeschi non vogliono il gas russo

Bruxelles – Berlino: il folle asse del freddo



Dopo lo scatenamento del covid e il senso di impunità e di onnipotenza che la capacità di creare pressoché dal nulla una pandemia ha generato nelle elite occidentali, la follia più totale sembra essersi impadronita della governance europea e in particolare di quella tedesca che sta cercando con incredibile pervicacia la distruzione del Paese: nonostante le riserve di gas siano al 75 per cento della quantità ottimale, Berlino sta facendo di tutto per evitare che il gar russo fluisca attraverso il North Stream 2, mentre l’informazione sta diffondendo l’idea che la carenza dipenda da Mosca e da Putin che negano il gas esercitando l’ormai collaudata disponibilità alla menzogna totale, messa a punto durante la pandemia. E’ assurdo, ma quante cose sono capaci di credere i nostri concittadini, quanti asini vedono volare tutti i giorni sopra le loro teste? Pensate che dopo anni e anni di costruzione e di contratti la Germania o meglio la Bundesnetz agentur,( si scrive tutto attaccato, ma io comincio a seguire le indicazioni della commissione tedesca sulla lingua che ha deciso di limitare l’unione di più parole) ovvero il regolatore delle reti energetiche tedesche, ha scoperto all’improvviso che la società svizzera Nord Stream 2 AG incaricata di gestire il “traffico” del gas non soddisfaceva le condizioni per essere un “operatore indipendente” e poteva essere certificata solo se era “organizzata in una forma giuridica secondo il diritto tedesco”. Questo significa che la società svizzera dovrà aprire una filiale in Germania, significa mesi di trattative, significa che prima dell’inverno 2022 nemmeno un metro cubo di gas passerà per il nuovo impianto.

Tutto questo ha come pretesto la vicenda dei rifugiati al confine tra Bielorussia e Polonia, siriani, afgani e irakeni che prima dovevano essere accolti a tutti i costi (anche se poi si pagava la Turchia per tenerli in campo di concentramento) mentre adesso che tutte quelle guerre sono perse nessuno li vuole più, ha come attore principale il partito dei verdi che coniuga la metafisica climatica con l’odio verso la Russia e come motore la cieca scommessa neoliberista dell’UE di acquistare a breve termine sul mercato spot, rinunciando ai sicuri contratti a lungo termine delle società energetiche russe. Insomma un coacervo di azioni totalmente prive di ragionevolezza: è la Germania ad avere bisogno della Russia e non viceversa. Il gas che Gazprom non venderà al nord Europa sarà venduto all’est e sud dell’Europa tramite Turk Stream, e soprattutto a clienti asiatici, che non ricattano e pagano molto meglio degli europei. A questo si devono aggiungere i 200 miliardi di euro di multe che Gazprom dovrà riscuotere dal consorzio europeo che ha chiesto la costruzione del gasdotto che si cerca a tutti costi di non usare. Così adesso la Germania in barba alle favole delle varie Cop deve fare andare al massimo le centrali a carbone, ovvero quelle più sporche. Ma senza ovviamente poter coprire il fabbisogno reale di energia mentre ci vorranno anni prima che sia possibile porre rimedio attraverso il gas liquefatto che tuttavia avrà costi di gran lunga superiori: l’intero settore industriale tedesco è in forte pericolo e subirà in ogni caso forti contraccolpi. E dire che la Russia e in termini minori la Cina e l’Iran si sono assicurati le enormi riserve scoperte nel mar Caspio, un giacimento da 48 miliardi di barili di petrolio e 9 triliardi di metri cubi di gas che costituiranno una rendita sicura per vent’anni . Se per caso si vuole colpire la Russia con tali politiche, forse si dovrebbero ricoverare in appositi manicomi i responsabili di tutto questo.

E’ in questo assurdo contesto che sta maturando una decisiva svolta geopolitica: l’indirizzamento delle risorse naturali russe inclusi petrolio e gas naturale, verso la Cina, come parte di un partenariato strategico Russia-Cina. Mosca non ha alcun bisogno di scambi con l’UE, poiché la Cina è molto più avanti dell’Europa nelle tecnologie più avanzate e qualsiasi futuro negoziato con qualsiasi governo tedesco non potrà che partire da questa realtà. Ma il caso del Nord Stream 2 aggiunge ulteriori livelli all’imbarazzante pasticcio dell’UE in quanto riguarda il benessere delle popolazioni che già vivono all’interno della sgangherata Fortezza Europa: queste folli decisioni preannunciano scarsità di gas, aumento delle bollette e di tutte le risorse vitali comprese quelle alimentari. E di certo la gente non può mangiarsi le stupide e infantili chiacchiere giornalistiche sulla cattiva Russia, questa fanghiglia informativa non è davvero più commestibile Gli unici cattivi e per giunta imbecilli si ritrovano tra Berlino e Bruxelles.

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