L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 11 novembre 2021

I vaccinati si intettano, infettano, si ammalano e il Passaporto dei vaccini sperimentali non serve per combattere l'influenza covid ma è il prodromo del controllo totale

La rivista The Lancet conferma tutti i dubbi sul Green pass: non ha nessuna ragione scientifica

Di Diego Fusaro
-10 Novembre 2021



Talvolta assistiamo a rivelazioni che finalmente mettono le cose in chiaro e giovano se non altro a dissipare ambiguità, fuorviamenti e veri propri errori. Di questo caso sicuramente si tratta allorché si ragiona su quanto emerso in questi giorni in relazione ad uno studio della prestigiosa rivista scientifica The Lancet che ha confermato tutti i dubbi e le perplessità che erano già emerse in precedenza.

Lo studio del The Lancet, infatti, rivela come i vaccinati trasmettano la variante Delta esattamente come i non vaccinati. Ne danno notizia anche molti giornali internazionali e locali, cito un caso su tutti Europa Today che dice testualmente, commentando l’articolo apparso sul The Lancet: “I tassi di contagio in ambiente domestico sono simili ma la doppia dose riduce sensibilmente il rischio d’infezione e accelera la guarigione dal virus”.


Quindi secondo lo studio di The Lancet si evince che per un verso i vaccinati trasmettono la variante Delta come i non vaccinati, e per un altro verso i vaccinati sono più protetti rispetto ai rischi di finire in terapia intensiva, aggravarsi gravemente e accelerano anche i processi di guarigione.

Ragioniamo sul fatto che, citando il The Lancet, i vaccinati trasmettono la variante Delta come i non vaccinati. Lo disse anche, qualche mese addietro, Antonhy Fauci allorché affermò che la variante Delta risultava diffondersi tanto presso i vaccinati, tanto presso i non vaccinati.

Alla luce di queste considerazioni dobbiamo davvero ragionare sulla funzione dell’infame tessera verde della discriminazione. Se infatti le cose stanno come vengono descritte da The Lancet, allora possiamo dirlo senza tema di smentita, l’infame tessera verde appare sciolta da ogni legame con presunte ragioni mediche scientifiche.

L’infame tessera verde non ha alcuna ragione medico-scientifica. Se chi si dota della tessera verde in quanto si è vaccinato può in relazione alla variante Delta, secondo quanto precisato da The Lancet, può contagiarsi e contagiare tanto quanto chi non si sia fatto benedire con il siero sempre laudando in saecula saeculorum ne segue sillogisticamente che i tesserati con vaccino e i non tesserati senza vaccino possono ugualmente contagiare e contagiarsi. La conseguenza inconfutabile: chi sia dotato della tessera verde perché vaccinato non produce ambienti sani, sicuri ed esenti dal virus, ma al contrario si trova con l’infame tessera verde a poter diffondere il virus tanto quanto chi non abbia l’infame tessera verde.

Ecco allora che l’infame tessera verde non ha nessuna ragione medico scientifica. Le ragioni per cui è stata istituita sono invece di ordine schiettamente politico, sociale ed economico. In primo luogo l’infame tessera verde serve a discriminare chi non giuri fedeltà al partito unico del Grande reset. Costui si trova improvvisamente privato financo del diritto al lavoro.

In secondo luogo l’infame tessera verde serve a mutare, chi ne sia dotato, in suddito controllato e sorvegliato politicamente in maniera totale e totalitaria. La verità ha i suoi tempi, ma tende sempre a venire a galla.

RadioAttività, lampi del pensiero quotidiano – Con Diego Fusaro

Nessun commento:

Posta un commento