L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 9 novembre 2021

Intelligenza Artificiale 3 - Il problema risiederebbe nella comprensione da parte dell’uomo della super-intelligenza artificiale, la quale risulterebbe essere imprevedibile per la stessa natura dei suoi schemi di ragionamento

POTREMMO CONTROLLARE UNA SUPER INTELLIGENZA ARTIFICIALE?














Francesco Paolo Giumetti 7 Novembre 2021, Ore 12:02

Se l’intrattenimento basato sulla fantascienza ci ha insegnato qualcosa, è che se si sviluppasse un’intelligenza artificiale troppo avanzata non saremmo più in grado di controllarla. Ebbene, una recente ricerca accredita questo distopico scenario.

Il problema risiederebbe nella comprensione da parte dell’uomo della super-intelligenza artificiale, la quale risulterebbe essere imprevedibile per la stessa natura dei suoi schemi di ragionamento. Regole di programmazione come “non danneggiare gli esseri umani”, non potrebbero essere applicate, dato che il sistema funzionerebbe ad un livello superiore rispetto a quello codificabile dai programmatori umani. A tal proposito, l’IA super intelligente, in grado di imparare nuove strategie autonomamente, potrebbe aggirare i vari algoritmi di contenimento concepiti allo scopo di arrestare il sistema, attraverso la potenziale assimilazione di tutti i programmi per computer direttamente nella sua memoria. In questo senso, Iyad Rahwan, Direttore del Center for Humans and Machines ha dichiarato: “Sulla base dei nostri calcoli il problema del contenimento è incomputabile, ovvero nessun algoritmo può trovare una soluzione per determinare se un'IA potrebbe produrre danni al mondo. Potremmo anche non accorgerci del momento in cui le macchine super intelligenti emergeranno, perché stabilire il grado di intelligenza dei sistemi rientrerebbe nello stesso ambito”.

Altresì, una possibile soluzione per salvaguardare il genere umano consisterebbe nel limitare le capacità della super-intelligenza informatica, ad esempio escludendola da parti della rete Internet. Tuttavia, la ricerca pubblicata sul Journal of Artificial Intelligence Research, rifiuta questa proposta, suggerendo che tale metodo limiterebbe la portata dell’intelligenza artificiale: “Se non la useremo per risolvere problemi oltre la portata degli umani, perché crearla? “. A proposito di intelligenze artificiali, avete letto il nostro articolo sull’IA che genera ipotesi a cui gli umani non avevano mai pensato?


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