L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 15 novembre 2021

Intelligenza Artificiale 4 - Dovremmo imparare ad avere una Scuola di Pensiero che ponga al centro l’uomo e la sua dignità, ristabilendo un Nuovo Umanesimo. Nello stato attuale difficile realizzare, ma ...

Intelligenza Artificiale, “Mostruosa creatura del futuro”? A Elia Valori risponde Pasquale Forte


Considerato uno dei massimi esperti al mondo di Intelligenza Artificiale, Pasquale Forte, firma la prefazione dell’ultimo libro di Giancarlo Elia Valori, “Intelligenza artificiale tra mito e realtà-Motore di sviluppo o pericolo imminente?” (Rubettino Editore), e in cui il famoso industriale ed economista italiano lancia un allarme preoccupante, e insieme anche un appello accorato ai grandi della terra.

di Pino Nano | Domenica 14 Novembre 2021


Roma - 14 nov 2021 (Prima Pagina News)

Considerato uno dei massimi esperti al mondo di Intelligenza Artificiale, Pasquale Forte, firma la prefazione dell’ultimo libro di Giancarlo Elia Valori, “Intelligenza artificiale tra mito e realtà-Motore di sviluppo o pericolo imminente?” (Rubettino Editore), e in cui il famoso industriale ed economista italiano lancia un allarme preoccupante, e insieme anche un appello accorato ai grandi della terra.

Pasquale Forte, calabrese, classe 1948, è lo storico fondatore presidente e Ceo di Eldor Corporation. Nel 2013 il Politecnico di Milano gli conferisce la laurea honoris causa in ingegneria elettronica. A metà degli Anni 90 acquista dei terreni in Val d’Orcia e fonda il Podere Forte, azienda agricola e vitivinicola che, dal 1997, conduce coniugando la filosofia biodinamica di Steiner con l’elettronica. Dicono di lui: coinvolgente, caparbio, colto, maniacale, puntiglioso, scrupoloso, curioso, illuminato, tenace, ambizioso, vulcanico. Dice invece di sè: “In me vivono due persone, una proiettata verso il futuro e l'altra legata alla terra, che risale alla mia infanzia”. Imprenditore di successo, ma anche contadino. Certo, il contadino nell'interpretazione di un imprenditore di successo… al Podere è la mente.

Giancarlo Elia Valori, potentissimo manager di stato nella Prima Repubblica, analista e accademico di geopolitica di grande esperienza internazionale, lo chiama oggi al “capezzale” della terza rivoluzione industriale in atto nel mondo per una “diagnosi attenta e ragionata” sullo stato delle cose, e gli chiede di scrivere la prefazione del suo ultimo saggio sull’AI, partendo da un interrogativo di fondo che è questo: “Come immagina lei la Quarta Rivoluzione Industriale?”.

Ne viene fuori un’analisi feroce, quasi sconcertante sul futuro del mondo. Pasquale Forte non essendo un uomo educato alla mediazione e al self control, non ha nessuna remora a dichiarare che “La Quarta Rivoluzione Industriale è alle porte, ma proprio per questo dobbiamo dotarci degli strumenti per affrontarla”.

Cosa vuol dire tutto questo?

Questa nuova rivoluzione- spiega Pasquale Forte- “avverrà a ritmi esponenziali, porterà cambiamenti radicali, coinvolgerà ogni ambito e ogni luogo e rivoluzionerà non solo il sistema produttivo, ma anche i sistemi di gestione e governance”.

Tutto qui? Assolutamente no.

“Rivoluzionerà le nostre vite più di quanto le altre tre Rivoluzioni Industriali lo abbiano fatto in passato: la macchina a vapore, l’elettricità e i computer. Vivremo in città intelligenti dove tutto sarà interconnesso grazie all’Internet delle cose, estrarremo energia da fonti rinnovabili, ci sposteremo con auto a guida autonoma e con macchine volanti… e alla base di tutto ci sarà l’Intelligenza Artificiale”.

Ci sarà insomma da stare tranquilli?

Alla domanda che Giancarlo Elia Valori gli pone, Pasquale Forte risponde senza nessuna esitazione, da grande manager e da grande esperto di cose future.

“Sono molti decenni che si parla di Intelligenza Artificiale -e in questo bellissimo libro l’autore ci guida e ci aiuta a ripercorrerne le tappe principali-, eppure in realtà abbiamo visto ancora “poco” del potenziale di questa rivoluzione… In realtà, come disse Roy Amara, “Tendiamo a sovrastimare l’impatto di una nuova tecnologia nel breve periodo, ma lo sottovalutiamo nel lungo periodo”: le tecnologie “disruptive” non arrivano subito, ma – quando arrivano – in poco tempo rivoluzionano tutti gli ambiti delle nostre vite.

Pasquale Forte da una parte riconosce la “narrazione magistrale di questo libro di Giancarlo Elia Valori”, ma dall’altra non evita di rispondere ad un altro interrogativo di fondo che è questo: “Ma è vero che anche le macchine possono pensare?”.

La risposta che ne dà è questa: “Siamo ancora agli albori delle potenzialità dell’intelligenza artificiale, ma una cosa è certa: considerandone la pervasività e le potenzialità, possiamo sicuramente affermare che essa sarà LA tecnologia disruptive per eccellenza alla base della Quarta Rivoluzione Industriale, Rivoluzione di Tecnica e Pensiero. Rivoluzione di Tecnica per l’emergere di tecnologie innovative, quali la robotica, l’IoT, i veicoli a guida autonoma, la stampa in 3D, la nanotecnologia, la biotecnologia, la human- brain interface, la scienza dei materiali, i nuovi sistemi per lo stoccaggio di energia, i computer quantistici. E su tutto, l’affermarsi dell’Intelligenza Artificiale, che – come Edison disse riguardo all’elettricità – sarà “il campo dei campi che detiene i segreti che riorganizzeranno la vita del mondo”.

Tradotto in parole povere tutto questo vuol dire che sarà infatti il motore che rivoluzionerà moltissimi ambiti dell’esistenza umana: industria, mobilità, medicina, marketing, giurisprudenza, finanza: “L’IA sarà onnipresente fino a poter perfino diventare simbiotica con il mondo biologico. Si parla già ora di human enhancement: la possibilità di integrare le potenzialità umane con le potenzialità offerte dall’artificial intelligence. E questo – sentenzia Forte- ci offrirà grandi opportunità, ma insieme anche grandi rischi”.

Siamo al dunque. Ma è la stessa perplessità che pone al lettore il saggio di Giancarlo Elia Valori nella sua interezza.

“Basti infatti pensare al fatto che l’IA è programmata dall’uomo, che, in quanto tale, non è privo di pregiudizi: ciò potrebbe finire per privilegiare alcune persone a discapito di altre sulla base di censo, genere o razza. E che dire riguardo alla grande quantità di dati estratti dall’uso dei social media o dal riconoscimento vocale o facciale? Ecco che si pongono seri interrogativi sulla privacy e sui diritti dei dati, un tema che si lega anche alla concentrazione di informazioni, e quindi di potere, nelle mani di pochi”.

Sul piano economico – spiega il grande economista- tutto questo potrebbe anche tradursi in una crisi di sistema senza precedenti e senza pari.

“L’applicazione dell’Intelligenza Artificiale porta a riflettere su tutti quei posti di lavoro oggi ricoperti dall’uomo, e che domani verranno con molta probabilità occupati dalle macchine, capaci di lavorare e “pensare” più velocemente. Come ampiamente argomentato nel libro, si stima che nel 2055 la metà delle funzioni che l’uomo oggi svolge e per cui è pagato verranno automatizzate. È logico pensare che dovremo in qual che modo reinventarci. Ma l’interrogativo forse più importante è: se avvenisse il paventato passaggio dall’intelligenza artificiale “debole” tipica dell’imitation game, all’intelligenza artificiale “forte”, in cui la macchina è in grado di apprendere autonomamente, agire spontaneamente, insegnare ad altri sistemi di IA, diventando sempre più simile all’essere umano fino a superarne le capacità, quali saranno le conseguenze?”.

Immaginiamo che Giancarlo Elia Valori il giorno in cui prese carta e penna per scrivere il suo bravo vademecum sull’Intelligenza Artificiale non immaginasse mai di doversi alla fine occupare di un “mostro”, o meglio, di una creatura mostruosa che l’uomo ha costruito senza rendersene conto, e che prima o poi pagherà cara.

Bellissimo questo passaggio della prefazione di Pasquale Forte: “Riprendendo le parole di Pedro Domingos presenti in queste pagine, “l’Algoritmo definitivo sarà l’ultima cosa che dovremo inventare, perché una volta entrato in azione sarà lui a inventare tutto quello che ancora deve essere inventato. Non dobbiamo far altro che dargli una quantità sufficiente di dati del tipo giusto e l’Algoritmo definitivo scoprirà la conoscenza che vi è racchiusa. Dategli un video e imparerà a vedere. Dategli una biblioteca e imparerà a leggere. Dategli i risultati di esperimenti fisici e lui scoprirà le leggi della fisica…”.

Come se ne esce?

Il parere di Forte è che “la Rivoluzione di Tecnica deve essere affiancata da una Rivoluzione di Pensiero, un pensiero che si evolva di pari passo con la tecnologia. Occorrono ordine, leggi e azioni politiche mirate. Occorre dare risposte a dilemmi filosofici ed etici. Occorre farlo velocemente: non possiamo perdere tempo. Testi come questo sono importanti per lo sviluppo di questo pensiero, perché ci aiutano a conoscere meglio le fondamenta dell’intelligenza artificiale, ci danno i primi strumenti per farcela conoscere sia nelle opportunità che nei rischi: come facciamo a governare qualcosa, se non la conosciamo?

Il monito forte che viene fuori da questo saggio di Elia Valori lo condensa bene Pasquale Forte nella parte finale della sua analisi: “L’uomo deve mantenere le redini della tecnologia e far sì che questa obbedisca ai princìpi di un Buon Governo in cui i valori e la giustizia prevalgano. Lo sviluppo di tecnologie disruptive deve mantenersi aderente a una Scuola di Pensiero che ponga al centro l’uomo e la sua dignità, ristabilendo un Nuovo Umanesimo. Ne va del nostro Futuro, che potrà essere Buono o Cattivo a seconda delle scelte compiute a livello di Pensiero”.

Il grande industriale calabrese fa poi ricorso alla sua vita personale per dare peso alla sua tesi.

“Ricordo quando molti anni fa decisi di automatizzare interamente le linee produttive della mia azienda, attraverso la robotica. Le potenzialità che ne scaturirono furono enormi. E nessuno perse il lavoro a causa di questa “rivoluzione”, perché i miei collaboratori furono riqualificati e cambiarono mansione: divenne anzi un’opportunità eccezionale per la crescita delle persone e dell’azienda, per una produzione senza difetti, la- sciando alle macchine i lavori più ripetitivi e alienanti. Ecco, nel piccolo di questa esperienza vedo le potenzialità di quello che ci può aspettare. Oggi le potenzialità dell’intelligenza artificiale mi portano così lontano da farmi immaginare che l’uomo – un giorno – non dovrà nemmeno più lavorare. Come ripreso anche da questo libro, “L’Intelligenza Artificiale rimpiazzerà le funzioni ripetitive consentendo agli esseri umani di dedicarsi esclusivamente al pensiero di alto livello”.

Non è retorico tutto questo?

È quasi disarmante il sorriso di Pasquale Forte. “Mi piace credere che un giorno i robot e l’intelligenza artificiale sostituiranno l’uomo nelle fatiche quotidiane. Lo sostituiranno nelle attività più alienanti, quelle che non portano alla gratificazione, che non stimolano la creatività. L’uomo potrà così tornare a dedicarsi alla Bellezza. Coltivando orti e giardini, dedicandosi agli studi, alle arti, alla filosofia, alla lettura… riscoprendo le delizie dell’antico “otium”. Ritorneranno così a fiorire i Sognatori, i filosofi, gli umanisti di un tempo, come in una moderna “Scuola di Atene”, per ridare la Luce a un’umanità libera dalla paura, dal dolore, dalle tenebre. La Natura ci sarà amica e l’Altro diventerà fratello: vivremo in pace e armonia e l’unico sentimento che riempirà ininterrottamente i nostri cuori sarà l’Amore. Se lo vorremo, saremo finalmente vicini all’espiazione del peccato originale e ritroveremo il Paradiso Perduto”.

E’ il caso di dire che in soccorso a Giancarlo Elia Valori arriva oggi un poeta moderno più che un analista di data base e di algoritmi. Buona lettura davvero.

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