L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 13 novembre 2021

La realtà economica/finanziaria fa sbandare anche le convinzioni dei più accaniti liberisti. Che figura, per anni si sono scagliati contro le masse propugnando l'austerità espansiva

Tutti i progetti del Pnrr targati Webuild



Webuild: dati, obiettivi, scenari e progetti per il Pnrr. Che cosa emerge dalla relazione trimestrale del gruppo controllato da Salini e Cdp

Sempre più intrecciati i rapporti fra Salini, Cdp e governo grazie anche al Pnrr: è quanto emerge dalla relazione trimestrale del gruppo Webuild, controllato da Salini Costruttori con il 40% e dalla Cassa depositi e prestiti con il 16%. Tra l’altro proprio nei giorni scorsi a benedire questa sorta di alleanza sistemica è arrivato addirittura l’economista turbo-liberista Francesco Giavazzi – da sempre critico dalle colonne del Corriere della Sera sul ruolo di Cdp e sul peso dei campioni nazionali anche nel campo delle infrastrutture – che ora è consigliere economico del presidente del Consiglio, Mario Draghi.

Ecco numeri, obiettivi e scenari del gruppo così come si rileva dalla relazione sull’attività del primi nove mesi del 2021.

I TARGET DI WEBUILD

Il gruppo Webuild conferma il target per i ricavi 2021, con una guidance che prevedeva una crescita tra 6,5 e 7,2 miliardi. Per l’Ebitda margin viene ritenuta possibile una lieve revisione, riconducibile agli effetti della pandemia e all’incremento del prezzo delle materie prime, recuperabile nel prossimo esercizio, anche a seguito dell’accelerazione dei progetti del Pnrr.

I TARGET FINANZIARI

Per l’indebitamento finanziario netto viene confermato il target, con potenziale rialzo legato al miglioramento del capitale circolante. Quanto ai target finanziari si prevede un possibile rialzo sulla generazione di cassa e sulla riduzione del debito lordo.

LA CRESCITA DI WEBUILD

Nonostante infatti i primi nove mesi dell’anno abbiano visto “una crescita senza precedenti degli ordini ottenendo un record di nuove aggiudicazioni, permangono tuttavia a livello globale ancora elementi di incertezza – si legge nella nota che riporta i risultati economici dei primi nove mesi – per lo più connessi all’incremento dei prezzi delle materie prime e alle forti pressioni nella logistica, oltre che all’andamento imprevedibile dello sviluppo della pandemia Covid 19 nei Paesi in cui il gruppo opera”.

GLI ORDINI ACQUISITI

l totale dei nuovi ordini acquisiti da Webuild nei primi nove mesi del 2021 e in corso di finalizzazione da inizio anno, includendo i progetti per i quali Webuild è risultata migliore offerente, ammonta a circa 10,5 miliardi di euro, quasi interamente concentrati in Paesi a basso rischio, tra cui Italia, Usa, Paesi nordici, Francia, Svizzera e Australia.

IL MEGA CONTRATTO

A questi, si aggiunge il mega-contratto firmato per la linea ad alta velocità in Texas, del valore di 16 miliardi di dollari (13,1 miliardi di euro). La pipeline complessiva delle attività commerciali del gruppo è superiore a 25 miliardi ed include gare presentate e in attesa di aggiudicazione per oltre 8 miliardi.

COME VA IL PROGETTO ITALIA

Quanto a Progetto Italia, la creazione di un polo italiano delle infrastrutture di livello internazionale, a seguito della procedura di concordato preventivo, nonché della firma dell’atto di scissione il 29 luglio scorso e il suo successivo deposito presso gli uffici del Registro delle imprese, l’integrazione societaria di Astaldi, attraverso scissione parziale proporzionale di Astaldi in Webuild, ha avuto efficacia ai fini civilistici, contabili e fiscali in data 1 agosto 2021.

LE ACQUISIZIONI

Il 13 agosto inoltre Webuild ha formalizzato in via definitiva l’acquisizione del 100% di Seli Overseas, società specializzata nel tunnelling e rilevata nell’ambito del concordato Grandi Lavori Fincosit. Con questo ultimo step, Webuild consolida le sue competenze nel comparto degli scavi meccanizzati di gallerie.

GLI INVESTIMENTI DEL PNRR CUI PUNTA WEBUILD

In Italia sono attesi circa 24 miliardi di ulteriori investimenti in grandi opere, come previsto dal piano nazionale di rilancio delle infrastrutture, di cui oltre 20 miliardi si riferiscono a progetti ferroviari ad alta velocità, segmento in cui Webuild è leader a livello nazionale. Di queste, 14 miliardi sono relative a progetti inclusi nel Piano nazionale di ripresa e resilienza e si prevede che debbano essere messi in gara nei prossimi due anni; ulteriori 10 miliardi di fondi sono invece stati stanziati dal ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili per il completamento di tratte già incluse nel Pnrr.

COSA FA WEBUILD CON IL PNRR

Attualmente, includendo i nuovi ordini acquisiti del 2021 in Italia su tratte ad alta velocità-alta capacità, il gruppo sta sviluppando circa il 70% dei progetti ferroviari in esecuzione del Pnrr. Il resoconto è tra i dati che aggiornano il business del gruppo Webuild ai primi nove mesi del 2021. “I risultati dell’attività commerciale di Webuild riflettono gli effetti positivi del rafforzamento del gruppo che, facendo leva sulla propria capacità competitiva, ulteriormente accresciuta con l’integrazione di Astaldi, sta beneficiando della ripresa del settore delle infrastrutture in Italia e nel mondo” viene evidenziato in una nota del gruppo stesso, che evidenzia di avere attività in Paesi che hanno in previsione notevoli piani di sviluppo per il settore delle infrastrutture, “sempre più strategico per il rilancio delle economie post pandemia da Covid 19 e leva fondamentale di intervento per gestire la crisi climatica”.

CHE COSA ATTENDE WEBUILD DAL PIANO BIDEN

Negli Usa inoltre il Congresso ha approvato il piano di investimenti in infrastrutture da 1,2 trilioni di dollari, stabilendo nuovi e ulteriori fondi federali per 550 miliardi di dollari, la cui maggior parte è destinata al settore dei trasporti e della mobilità, dove il gruppo Webuild è ben posizionato, evidenzia il comunicato, grazie alla propria controllata Lane. In un’ottica di diversificazione del portafoglio ordini, il gruppo ha ampliato le proprie attività nel settore della manutenzione delle infrastrutture, con lavori volti a garantire la sicurezza nella rete autostradale italiana.

La strategia di business è sempre più orientata alla sostenibilità sociale e ambientale. Webuild, “riconosciuta su scala globale quale leader di sostenibilità” viene evidenziato, è stata inserita nel Mib Esg Index, primo indice blue-chip per l’Italia dedicato alle best practice ambientali, sociali e di governance. Tale inclusione premia il costante impegno del gruppo su questi temi, per i quali Webuild ha già definito obiettivi concreti e sfidanti inclusi nel Piano Esg 2021-2023. Circa l’80% della pipeline commerciale prevista è focalizzata in aree a basso rischio, come Nord America, Europa, incluso l’Italia, e Australia, “che hanno in previsione notevoli piani di sviluppo per il settore delle infrastrutture, sempre più strategico per il rilancio delle economie post pandemia da Covid 19 e leva fondamentale di intervento per gestire la crisi climatica” viene spiegato nel comunicato. Le opportunità offerte dai numerosi pacchetti di stimolo approvati dai governi di tali regioni generano un mercato nel settore delle infrastrutture per un valore di oltre 730 miliardi per il periodo 2022-2024

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