L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 20 novembre 2021

L'Austria prende in giro se stessa e tutti gli euroimbecilli disposti a crederle. Se ORA c'è emergenza perché volete tenere i cittadini prigionieri a casa, ORA dovete mettere l'OBBLIGO per l'inoculazione dei vaccini sperimentali

LOCKDOWN NAZIONALE IN AUSTRIA DA LUNEDÌ. E DA FEBBRAIO OBBLIGO VACCINALE, È IL PRIMO PAESE IN EUROPA

19 novembre 2021, ore 15:00 , agg. alle 15:58
di Raffaella Coppola

L’OBIETTIVO È QUELLO DI CONTENERE LA VIOLENTA QUARTA ONDATA DI COVID CHE STA COLPENDO L'EUROPA. IN AUSTRIA È GIÀ IN VIGORE IL LOOKDOWN PER I NON VACCINATI MA IL GOVERNO DI VIENNA OGGI HA ANNUNCIATO CHE SARÀ COSTRETTO A CHIUDERE DI NUOVO PER TUTTI. MISURA CHE NON VIENE NEANCHE ESCLUSA DAL GOVERNO TEDESCO

L’Austria è il primo paese europeo a introdurre l’obbligo di vaccinazione dal primo febbraio, una decisione che il cancelliere austriaco Schallenberg ha definito "difficile". Austria da lunedì prossimo in lockdown nazionale, durerà 20 giorni e poi proseguirà per i non vaccinati. Tra le misure per arginare la nuova ondata di casi anche la somministrazione della terza dose già dopo 4 mesi. Trema anche la Germania “E’ emergenza nazionale, tutto il paese è un unico grande focolaio, dobbiamo tirare il freno d'emergenza" dice il capo dell'istituto di sanità tedesco Koch, Wieller. Il ministro della Salute tedesco Spahn afferma che “Nulla è escluso”, neanche il lockdown totale. Il parlamento tedesco ha approvato tra l’altro la misura del cosiddetto 3G – l’iniziale delle parole tedesche per 'guariti, vaccinati o testati', una sorta di green pass modello italiano per andare al lavoro o viaggiare sui mezzi pubblici.

AUSTRIA, DAL PRIMO FEBBRAIO SCATTA OBBLIGO VACCINALE

Il governatore del Land Tirolo Guenther Platter ha annunciato che "Dal primo febbraio scatterà l'obbligo vaccinale: solo così usciremo dal circolo vizioso". Per il governo austriaco è l’unica strada "Nonostante mesi di impegno non siamo riusciti a convincere abbastanza gente a farsi vaccinare", si è rammaricato il cancelliere Alexander Schallenberg. "Ci sono troppe forze politiche che ci vanno contro", ha aggiunto parlando di un "attentato al sistema sanitario". L’Austria è il primo paese europeo a introdurre l’obbligo fin qui, nel mondo, imposto da Indonesia, Stati federali Micronesia e Turkmenistan.

GERMANIA, EMERGENZA NAZIONALE, UNICO GRANDE FOCOLAIO, STATE A CASA

"Questa è un'emergenza nazionale, tutta la Germania è un unico grande focolaio, dobbiamo tirare il freno d'emergenza". Il tono del capo del Robert Koch Institute, l'istituto di sanità tedesco, Lothar Wieller, è di vero allarme. E arriva l’invito alla popolazione a restare a casa per fermare la spaventosa ondata di contagi da covid che ha colpito il Paese. Secondo Wieler, in molte regioni gli ospedali sono al limite e l'aumento del tasso di vaccinazioni è insufficiente per contenere la pandemia.

BAVIERA CANCELLA MERCATINI NATALE E CHIUDE BAR E DISCOTECHE

La Baviera, fra i Laender attualmente più colpiti dal Covid in Germania, inasprisce le misure: "i mercatini di Natale vengono disdetti tutti", inoltre le discoteche e i bar devono chiudere di nuovo per le prossime tre settimane. Sono alcune delle misure annunciate dal presidente Markus Soeder, che ha tenuto una conferenza stampa sul pacchetto di misure deciso oggi a Monaco. Soeder ha spiegato che il 2G e il 2G plus saranno validi in tutta la regione, e che sarà prescritta la riduzione dei contatti per i non vaccinati.



ALTRI PAESI CORRONO AI RIPARI

Nuove restrizioni scatteranno da lunedì, in Grecia, per chi non è vaccinato: off limits luoghi pubblici al chiuso, come cinema, teatri, musei e palestre. Chi non è vaccinato dovrà esibire un tampone negativo per andare a messa. I medici privati verranno precettati per sostenere la sanità pubblica. Lockdown per i non vaccinati anche in Slovacchia, in Repubblica Ceca e in Lettonia. Da giovedì scorso sono in vigore le nuove restrizioni in Irlanda, paese con un alto tasso di vaccinazione, che sfiora il 90% degli adulti: tra queste il coprifuoco a mezzanotte per i locali, la richiesta di un Green Pass 2 G, vaccinati o guariti, per cinema e teatri, la richiesta di lavorare da casa per tutti i lavoratori non essenziali. Il Belgio ritorna all'uso della mascherina nei luoghi pubblici e da lunedì prossimo tutti i lavoratori non essenziali dovranno lavorare per almeno quattro giorni a settimana da casa. In Ucraina misure per aumentare il bassissimo tasso di vaccinazione, tra queste anche la promessa di un bonus di mille grivnia, pari a 33 euro, per chi fa le dosi di vaccino. Il salario medio in Ucraina è di 6mila grivnia. Un mini lockdown è in vigore in Olanda dal 13 novembre scorso, con bar ed altri locali che chiudono alle 8.

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