L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 11 novembre 2021

Le Brigate rosse sono state sconfitte nel 1975 poi c'è stato il terrorismo dello stato profondo, ma non tutti vogliono/possono dirlo e certi paragoni denotano se non malafede palese ignoranza

No-green pass come le Brigate rosse. La soluzione choc di Roberto Dipiazza: leggi speciali per quattro deficienti


09 novembre 2021

Roberto Dipiazza vota per la linea dura contro i manifestanti anti-green pass. Il sindaco di Trieste è furibondo per l’aumento dei contagi dovuti al Covid nella sua città e punta il dito contro le proteste in piazza, che hanno causato alcuni focolai di virus e mettono a rischio le attività commerciali a poche settimane dal Natale. Dipiazza in un’intervista al Corriere della Sera non usa mezzi termini per esprimere il suo sdegno sui no-pass: “Farei come ai tempi delle Brigate Rosse, servono leggi speciali. Allora c’era l’emergenza terrorismo, oggi c’è la pandemia ma il periodo è sempre drammatico. A mali estremi, estremi rimedi. Io non voglio più zone gialle, arancioni , rosse e chiusure. Non è possibile che un’intera città venga rovinata da quattro deficienti”. E intanto il Viminale è pronto ad accontentarlo con una stretta sui luoghi delle manifestazioni.

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