L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 21 novembre 2021

leggiamo i dati a seconda la convenienza

DATI ISS COVID: MORTI VACCINATI SUPERANO NON VACCINATI. 55 % di Decessi tra chi ha ricevuto Sieri in Italia

Maurizio Blondet 20 Novembre 2021

di Carlo Domenico Cristofori

Le statistiche sono importanti almeno quanto la lettura interpretativa che si fa di esse. Ecco perché gli ultimi dati diffusi dall’Istituto Superiore della Sanità di Roma (rapporto del 17 novembre pubblicato il 19 novembre) in relazione a contagi, ospedalizzazioni e decessi da Covid-19 nell'ultimo mese in Italia si possono prestare ad un’analisi differente.

Un organo di comunicazione può leggerli attraverso una lente colorata di narrativa Pro Vax e fare un titolo come quello pubblicato da RAI News, la tv nazionale controllata dal governo: “Iss, in un mese il 64% dei ricoveri in terapie intensive e il 45% dei morti sono tra non vaccinati”.

Oppure si può riflettere un attimo sugli stessi numeri e presentarli nel modo diametralmente opposto: il 55 % dei decessi sono tra i vaccinati. Se la matematica non è diventata improvvisamente un’opinione questo è il vero dato allarmante della ricerca che ora riportiamo nel dettaglio attingendo proprio dall’articolo di RAI News.

«Nel periodo 8/10/2021 -7/11/2021, rileva l’Iss, nelle terapie intensive si registrano 424 persone non vaccinate su un totale di circa 8 milioni di non immunizzati in Italia, e sono presenti 177 ricoverati vaccinati completi da meno di 6 mesi su 39 milioni di vaccinati completi. Negli ultimi 30 giorni, si legge nel Report esteso, sono stati notificati 50.564 casi di Covid-19 (39,9%) fra i non vaccinati, 3.980 casi (3.1%) fra i vaccinati con ciclo incompleto, 60.407 casi (47,7%) fra i vaccinati con ciclo completo entro sei mesi, 11.215 (8,9%) fra i vaccinati con ciclo completo da oltre sei mesi e 537 casi (0,4%) fra i vaccinati con ciclo completo con dose aggiuntiva/booster».

il resto qui:

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