L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 20 novembre 2021

L'inoculato con i vaccini sperimentali si infetta, infetta, si ammala e muore, fate ve ne una ragione

“Perché non esiste un’epidemia dei no vax”/ Prof. Kampf: “Vaccinati ne fanno parte”

Pubblicazione: 20.11.2021 - Silvana Palazzo

Perché non esiste un’epidemia dei no vax ed è sbagliato definirla così: lo spiega il professor Günter Kampf su The Lancet. “Vaccinati sono una parte rilevante…”

In Germania (LaPresse)

Da ben prima che cominciasse la quarta ondata Covid gli esperti hanno cominciato a parlare di “epidemia dei non vaccinati”. Una tesi che suggerisce che le persone vaccinate non siano rilevanti nell’epidemiologica del Covid e che per il professor Günter Kampf è sbagliata. L’uso di questa espressione potrebbe incoraggiare a sostenere che i no vax rappresentino una “minaccia” per i vaccinati, ma si tratta di «una visione troppo semplice» per lo scienziato, colui che nel 2020 ha firmato lo studio da cui emerse che il coronavirus è in grado di persistere su superfici come tavoli e maniglie per giorni. «Ci sono sempre più prove che gli individui vaccinati continuano ad avere un ruolo rilevante nella trasmissione», ha scritto su The Lancet.

Ad esempio, ha citato il Massachusetts, in Usa, dove su 469 nuovi casi Covid rilevati durante vari eventi nel luglio 2021, ben 346 di questi (74%) riguardano persone completamente o parzialmente vaccinale. Di queste, 274 (79%) erano sintomatiche. Ma il professor Günter Kampf ha evidenziato anche che «i valori della soglia del ciclo erano ugualmente bassi tra le persone completamente vaccinate (mediana 22-8) e le persone non vaccinate, non completamente vaccinate, o il cui stato di vaccinazione era sconosciuto (mediana 21-5)».

“PERICOLOSO PARLARE DI EPIDEMIA DEI NO VAX”

Questo vuol dire che la carica virale è elevate anche tra le persone completamente vaccinate. Ma il professor Günter Kampf, restando sempre negli Stati Uniti, ha citato 10.262 casi Covid riportati tra vaccinati entro il 30 aprile 2021, di cui 2.725 (26-6%) asintomatici, 995 (9-7%) ricoverati, e 160 (1-6%) sono morti. Chiaramente con questi dati non intende sminuire l’efficacia del vaccino, ma sottolineare che i vaccini non sono una soluzione definitiva, come del resto aveva già spiegato il Financial Times.

«Le persone vaccinate hanno un rischio minore di malattia grave, ma sono ancora una parte rilevante della pandemia. È quindi sbagliato e pericoloso parlare di una pandemia dei non vaccinati», ha scritto infatti su The Lancet. Da qui l’invito dello scienziato ai funzionari di alto livello e colleghi a «fermare la stigmatizzazione inappropriata delle persone non vaccinate, che comprendono i nostri pazienti, colleghi e altri concittadini, e a fare uno sforzo in più per unire la società».

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