L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 16 novembre 2021

L'Occidente si vaccina sperimentalmente e soccombe alla quarta ondata, aumentano i morti. L'Africa si vaccina sperimentalmente poco e pochi sono i morti

Quarta ondata di Covid in Europa e Stati Uniti, perché i contagi continuano ad aumentare?

di Laura Cuppini
16 novembre 2021

I Governi europei inaspriscono le regole per i non vaccinati. In Africa e Asia parabola più contenuta, nonostante la bassa percentuale di immunizzati

(Afp)

Basta guardare la mappa mondiale dei contagi (per esempio qui) per capire che la quarta ondata si sta concentrando drammaticamente in Europa e negli Stati Uniti, ovvero — paradossalmente — le due aree dove le vaccinazioni procedono più velocemente. I numeri parlano chiaro. Stati Uniti: quasi 600mila nuovi casi e oltre 8 mila morti a settimana (con il 60% della popolazione vaccinata con ciclo completo); Europa: oltre 2 milioni di nuovi casi e 28mila morti a settimana (65% della popolazione vaccinata); Africa: 10mila nuovi contagi e 500 morti a settimana (6% della popolazione vaccinata); Sud-est asiatico: 152mila casi e 3mila morti a settimana (28% della popolazione vaccinata). I dati — relativi ai primi 15 giorni di novembre — sono dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e degli Africa Centres for disease control and prevention.

Un circolo vizioso

La stessa Organizzazione mondiale della sanità ha avvertito che l’Europa è tornata l’epicentro della pandemia (in particolare i Paesi dell’Est) e che 500mila persone potrebbero morire di Covid nei prossimi mesi. Nella prima settimana di novembre, rispetto all’ultima di ottobre, in Europa c’è stato un aumento del 10% dei decessi e del 7% delle nuove infezioni. Cosa sta succedendo? Le variabili sono numerose: nell’emisfero Nord le temperature sono in discesa e sappiamo che con il freddo la circolazione del virus aumenta. Si trascorre più tempo al chiuso ed è stato dimostrato che, senza un adeguato ricambio d’aria, il rischio di contagio aumenta se in una stanza sono presenti molte persone. E poi c’è la questione dei non vaccinati. L’Austria ha introdotto un lockdown mirato, solo per gli over 12 che non hanno ricevuto il vaccino. «Il mio obiettivo è convincere i non vaccinati a farsi vaccinare, non bloccarli — ha affermato il Cancelliere austriaco, Alexander Schallenberg —. A lungo termine, l’unica via d’uscita dal circolo vizioso in cui ci troviamo è la vaccinazione». Altri Paesi europei stanno ragionando su eventuali restrizioni, in Italia ci teniamo stretto (e presumibilmente ancora a lungo) il green pass. Che, comunque, non impedisce la libertà di movimento ai non vaccinati, a patto che si sottopongano a un tampone ogni 48 ore (rapido) o 72 ore (molecolare). Peraltro sul rilascio della certificazione con tampone rapido sono stati avanzati dei dubbi e il Governo ha annunciato che in vista del Natale le regole potrebbero essere riviste.

Regole più severe

In Italia 45,5 milioni di persone hanno completato il ciclo vaccinale, ma i non vaccinati (inclusi i bambini sotto i 12 anni per i quali non è ancora approvato alcun vaccino) sono 14,5 milioni. Un bacino ampio per la circolazione del virus. E se pensiamo che l’Italia è uno dei Paesi europei che procede più velocemente nella campagna vaccinale, i conti sono presto fatti. La corsa del virus impone ai Governi di rivedere le regole del gioco. Le chiusure mirate in Austria equivalgono a «una massiccia riduzione dei contatti tra i vaccinati e i non vaccinati» ha detto alla Bbc Eva Schernhammer, docente di Medicina all’Università di Vienna. In Germania il nuovo Governo ha annunciato misure più severe, per esempio l’esecuzione obbligatoria di un tampone prima di viaggiare su mezzi pubblici. Opposta la linea della Gran Bretagna, nonostante i contagi in crescita: invece che introdurre restrizioni (non è stato neppure reintrodotto l’obbligo della mascherina), si punta tutto sull’accelerazione della campagna vaccinale, con le terze dosi offerte a tutti gli over 40.

In Francia infezioni raddoppiate

In Francia, dove le nuove infezioni giornaliere sono raddoppiate rispetto all’inizio di ottobre (da circa 4mila a oltre 8mila) è tornata la mascherina nelle scuole primarie e il Governo pensa a nuove misure. Le persone oltre i 65 anni, a partire dal 15 dicembre, avranno il green pass solo se ricevono la terza dose di vaccino. La Grecia ha imposto ai non vaccinati l’esecuzione di un tampone per accedere ai servizi pubblici e negozi. Fanno eccezione i Paesi in cui è stata vaccinata quasi la totalità della popolazione. Il Portogallo (90% di vaccinati) all’inizio di ottobre ha allentato le regole per il pass sanitario. In Spagna, che ha raggiunto un tasso di vaccinazione dell’80%, non è richiesta la certificazione.

Europa orientale

Tragica al contrario la situazione dell’Europa orientale. La Romania (dove solo il 34% della popolazione è vaccinato con ciclo completo) ha il più alto tasso di morte pro capite al mondo per Covid. In Bulgaria gli ospedali sono pieni di pazienti con infezione da Sars-CoV-2. Russia e Ucraina, che hanno tassi di vaccinazione inferiori al 50%, stanno introducendo nuove restrizioni.

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