L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 19 novembre 2021

Milioni e milioni di contadini vincono la battaglia contro Modi, i loro prodotti e le loro attività non verranno svendute

India: vincono i contadini, Modi ritira le riforme agrarie

-19 Novembre 2021


In India vincono i contadini contro il premier Narendra Modi. Da oltre un anno i contadini erano scesi in piazza per protestare contro le riforme del settore agricolo introdotte da Modi. Ora, il premier Modi ha annunciato che il governo abrogherà le controverse leggi. Il movimento degli agricoltori ha accolto con favore la decisione di Modi.
In India i contadini vincono la battaglia: cos’è successo?

Da settembre dello scorso anno i contadini indiani sono scesi in piazza per protestare contro le riforme introdotto dal primo ministro Narendra Modi. La nuova normativa mirava a deregolamentare il settore dell’agricoltura, consentendo agli agricoltori di vendere i prodotti ad acquirenti al di fuori dei mercati all’ingrosso regolamentati dal governo, dove ai coltivatori è garantito un prezzo minimo. Modi aveva affermato che erano riforme necessarie per modernizzare il settore agricolo indiano e aumentare la produzione attraverso investimenti privati. Gli agricoltori, temendo che la riforma avrebbe ridotto i prezzi dei loro raccolti e li avrebbe resi vulnerabili alla concorrenza delle grandi imprese, hanno organizzato proteste a livello nazionale. Queste proteste, che hanno attirato l’attenzione di attivisti di tutto il mondo, sono diventare un grosso problema per il governo indiano.

Ora, con un annuncio a sorpresa, Modi ha promesso che il governo abrogherà tre leggi sull’agricoltura. Modi ha dato l’annuncio durante un discorso trasmesso in diretta TV. Il premier indiano ha esortato i manifestanti a tornare a casa. Ha promesso che il processo di abrogazione delle leggi inizierà a dicembre. “Oggi sono venuto a dire, a tutto il paese, che abbiamo deciso di ritirare tutte e tre le leggi agricole. Nella sessione del Parlamento che inizierà alla fine di questo mese, completeremo il processo costituzionale per abrogare queste tre leggi agricole”, ha detto il premier.
Modi cerca di riconquistare la vetta nei sondaggi

Secondo diversi analisti la decisone di Modi è una mossa politica nel tentativo di riconquistare il voto degli agricoltori, che costituiscono il blocco elettorale più influente in India. Il partito del governo Bharatiya Janata si presenta infatti alle prossime elezioni con un calo nei sondaggi dovuto anche alla risposta alla pandemia di coronavirus, che per l’opinione pubblica è stata disastrosa, e all’economia in difficoltà.

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