L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 15 novembre 2021

Nessuna correlazione. Parrebbe che il sistema immunitario sia disarmato anche a combattere il raffreddore e questo varrebbe per tutti quelli che si sono inoculati i vaccini sperimentali

Super raffreddore, allarme dall’Inghilterra: perché preoccupa più del solito

14 Novembre 2021 - 08:38

Nuovo raffreddore, talmente forte che nemmeno il vaccino può aiutare a debellarlo. L’allarme arriva dal Regno Unito. Ecco perché preoccupa più del solito e cosa dicono gli esperti.


Naso chiuso o che cola e il mal di testa, sono molti i sintomi del raffreddore, ma dall’Inghilterra arriva un nuovo allarme: nel Regno Unito circola un raffreddore atipico, talmente forte che nemmeno il vaccino antinfluenzale riesce a debellarlo. Il “super raffreddore” viene descritto dai londinesi come il peggiore che si sia mai visto. Con l’inverno alle porte, l’abbassamento delle temperature e le piogge, sono arrivati i primi sintomi, che non sempre sono facili da decifrare, in quanto sempre più spesso i sintomi del raffreddore sono facilmente scambiabili per quelli del Covid.
Super raffreddore: perché preoccupa più del solito

Leggendo i tabloid inglesi questo è il raffreddore più forte, il peggiore, che si sia mai visto. Le premesse non sono delle migliori, ma davanti a una tale situazione la popolazione non può far a meno di preoccuparsi. Non solo colpisce moltissime persone, mettendole KO, ma i sintomi sembrano essere rafforzati rispetto al classico raffreddore. Inoltre dirigersi in farmacia per comprare il vaccino antinfluenzale sembra essere una soluzione al problema del tutto inutile. Il raffreddore infatti è un sintomo para influenzale, non presentando gli stessi virus dell’influenza non è guaribile attraverso il vaccino. L’unico modo per guarire è aspettare che passi, così come è arrivato dovrà andarsene.

Un altro fattore che sicuramente può preoccupare il mondo scientifico è che i sintomi sono molto simili a quelli del Covid, per cui molto spesso bisogna ricorrere a un test rapido per fugare ogni dubbio. Eppure il Covid e il super raffreddore potrebbero essere correlati tra di loro, legati da un rapporto di causa ed effetto.

Super raffreddore: ecco perché è più forte

Lungi dal voler attribuire qualsiasi nuovo caso clinico al Covid, questa volta il coronavirus potrebbe essere implicato. Il Covid infatti potrebbe in un certo senso aver rafforzato il raffreddore, trasformandolo nel “super raffreddore” temuto dalla popolazione britannica, per il semplice fatto che nessuno era più abituato ad averlo. Infatti lo scorso anno, tra lockdown, distanziamento sociale, mascherine e una vita sociale fortemente limitata, quasi nessuno ha contratto i tipici virus dell’influenza stagionale.

In sostanza è questa la situazione disagevole che sia l’Inghilterra che la Scozia si trovano a vivere. I primi casi di “super raffreddore” sono stati già registrati in Italia, ma con minore intensità rispetto al Regno Unito, dove le norme anti-Covid sono minori. A parlare delle conseguenze delle normi anti-Covid e del super raffreddore è stato il professor Neil Mabbott, dell’Università di Edimburgo. Il professore ha affermato che il venir meno dei tipici virus influenzali potrebbe aver condotto a una diminuzione dell’immunità. Le persone avrebbero sviluppato una maggiore suscettibilità al raffreddore dopo la pandemia. È per questo motivo che non si può parlare di un “super raffreddore”. Le persone avrebbero quindi semplicemente dimenticato quanto fossero intensi i sintomi e, soprattutto, come ci si sentisse a essere malate.

Sintomi del super raffreddore e del Covid: il confronto

I sintomi del raffreddore, o del “super raffreddore” che dir si voglia, sono sempre gli stessi: naso chiuso o che cola, mal di testa, mal di gola, dolori ai muscoli, tosse, febbre, perdita di gusto e olfatto, congestione delle orecchie. Spesso questi possono anche continuare per una o due settimane, ma potrebbero essere scambiati per la sintomatologia della variante delta del Coronavirus, specialmente tre:
febbre;
perdita di gusto e olfatto;
tosse.
La durata dei sintomi in questo caso è molto più varia, potrebbe durare pochi giorni come settimane, anche in base alla gravità e alla carica virale. Per questo tutti gli esperti hanno raccomandato di sottoporsi a un tampone nel caso questi tre sintomi si manifestino.

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