L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 26 novembre 2021

Non tutti hanno la possibilità e il potere per far crescere il prezzo del petrolio e del gas

Il «capolavoro» di Biden: in un solo giorno manda in orbita il prezzo di gas e petrolio

23 Novembre 2021 - 19:47

L’immissione sul mercato di 50 milioni di barili ottiene l’effetto contrario: solo gli Usa ne usano 20 milioni. Al giorno. In compenso, le nuove sanzioni contro Nord Stream 2 costano al Dutch un +9%


Pare che le fragorose risate provenienti dalle stanze dei bottoni di Ryad e Mosca si siano sentite nitidamente fino a Wall Street, quando l’amministrazione Biden ha gonfiato il petto e annunciato l’immissione sul mercato di 50 milioni di barili di petrolio dalle riserve strategiche a partire da dicembre.

Di più, la Casa Bianca ha voluto unire al messaggio di politica interna - finalizzato a tranquillizzare gli automobilisti dissanguati ai distributori - anche quello di più ampio respiro geopolitico, coordinando la mossa con altri cinque Paesi e vendendola come strategia anti-Opec. Quale sia stata la reazione del mercato al colpo di teatro di Joe Biden è plasticamente rappresentato in questo grafico:

Andamento del prezzo al barile del petrolio WTI Fonte: Bloomberg/Zerohedge

un aumento del prezzo dai minimi toccati proprio nell’attesa dell’annuncio. La ragione è semplice: 50 milioni di barili spalmati su alcuni mesi equivalgono alla proverbiale goccia nel mare per quanto riguarda le dinamiche dei prezzi, visto che i soli Usa utilizzano al giorno 20 milioni di barili per l’ordinaria amministrazione da superpotenza industriale. E il mondo circa 100 milioni in totale.

Ma non basta. Perché questo altro grafico

Ammontare delle riserve strategiche statunitensi di petrolio Fonte: Bloomberg/Zerohedge

mostra come negli ultimi 90 giorni gli Stati Uniti abbiano venduto continuativamente milioni di barili dalle riserve strategiche, di fatto lastricando la strada a quello che per il guru degli hedge funds, Kyle Bass, appare un epilogo ineluttabile: petrolio sopra i 100 dollari al barile e benzina oltre i 5 dollari al gallone alla pompa. La ragione? A tutti noi piacerebbe una transizione verso energie alternative che si compia nell’arco di una notte ma non è possibile. E questo tipo di mosse basate sull’ignoranza, su anni di puerili sotto-investimenti e su un pensiero infantile sono proprio quelle che compromettono la sicurezza nazionale e puniscono i ceti meno abbienti.

Colpito e affondato. Ma non basta. Perché se il prezzo del petrolio ha di fatto solo pareggiato le perdite garantite nei giorni scorsi dalla grande attesa, molto peggio ha fatto il gas naturale europeo (Dutch) dopo che l’amministrazione Usa ha annunciato nuove sanzioni contro Nord Stream 2 come risposta alla minaccia di Mosca verso l’Ucraina. Il grafico parla chiaro,

Andamento del prezzo dei futures del gas europeo (Dutch) Fonte: Bloomberg

un rotondo +8,7% che ha portato le valutazioni nuovamente sopra quota 90 euro al kilowatt/ora, per l’esattezza un massimo di 91,34 euro. Un vero capolavoro, insomma. In realtà, però, da ridere c’è davvero poco. A meno che non si sia il ministro dell’Energia russo o saudita.

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