L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 19 novembre 2021

NoTav - Molinari le parole hanno un peso

No Tav in coda al Palagiustizia per querelare Molinari

Direttore Repubblica, si appuri verità su quanto ho detto


Redazione ANSA TORINO19 novembre 2021 14:32 NEWS

(ANSA) - TORINO, 19 NOV - Una coda di circa un centinaio di attivisti e simpatizzanti No Tav di Torino e della valle di Susa si è formata stamattina davanti all'ingresso del Palazzo di giustizia del capoluogo piemontese: ognuno di loro depositerà una querela per diffamazione contro Maurizio Molinari, direttore del quotidiano La Repubblica.

Lo scorso 10 ottobre, nel corso della trasmissione televisiva 'Mezz'ora in più', il giornalista definì i No Tav "un'organizzazione violenta" e "quel che resta del terrorismo italiano degli anni Settanta".

"Le querele - spiega l'avvocato Valentina Colletta, uno dei legali che coordinano l'iniziativa - sono indirizzate alla procura di Milano. Oggi siamo anche davanti alla caserma dei carabinieri di Susa. Da domani si comincerà da tutta Italia". I No Tav hanno cartelli, drappi e bandiere; quasi tutti indossano la mascherina.
"Accolgo con favore la possibilità di appurare la verità su quanto ho affermato in merito al Movimento No Tav. E su questo ho piena fiducia nel ruolo della magistratura. Perché la verità dei fatti è non solo nell'interesse di ogni giornalista, ma di ogni cittadino". Così Maurizio Molinari, direttore di Repubblica, commenta l'iniziativa degli attivisti e simpatizzanti No Tav di Torino e della valle di Susa, in coda davanti al Palazzo di giustizia del capoluogo piemontese per presentare querela per diffamazione contro di lui. Nel mirino, le affermazioni fatte da Molinari a 'Mezz'ora in più' lo scorso 10 ottobre. (ANSA).

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