L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 19 novembre 2021

Siamo più minacciati dai nostri decisori politici che da Eurasia


Stoltenberg, segretario generale Nato: ''Più investimenti per contrastare Cina e Russia''

AMDuemila 18 Novembre 2021

La Nato necessita di rafforzare i suoi investimenti nell'industria della Difesa, sviluppando nuove tecnologie, per far fronte all'ascesa di Paesi come Russia e Cina. E' quanto spiegato dal segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, al Nato-Industry Forum in corso a Roma, definendo l'impegno degli Alleati con l'industria "duraturo, importante e reciprocamente vantaggioso".
Stoltenberg ha notato che "dal 2014" gli Alleati hanno rafforzato "costantemente" la spesa militare. Secondo il leader della Nato, in particolare, "10 alleati hanno raggiunto l'obiettivo di spesa del 2% del Pil per la difesa". Ma tutti sono impegnati in questa direzione", ha spiegato, sottolineando l'importanza di "rafforzare l'interoperabilità" tra i membri della Nato per migliorare "l'efficacia della loro azione".
Il segretario generale dell'Alleanza ha poi concentrato l'attenzione sui "competitor", Russia e Cina e sulla possibilità che la superiorità militare della Nato sia in discussione di fronte all'azione di Pechino e Mosca.
Entrambe, grazie ai loro investimenti militari, stanno mettendo "in discussione il dominio tecnologico della Nato" ha detto il segretario generale della Nato.
"Diversi paesi nel mondo stanno raggiungendo e sviluppando nuove tecnologie come nel settore dell'intelligenza artificiale", ha dichiarato, sottolineando come la Cina abbia il secondo budget mondiale dedicato alla Difesa oltre che "ambizioni di guidare il mondo nel campo dell'intelligenza artificiale entro il 2030 ed avere le forze armate più avanzate tecnologicamente entro il 2050", mentre la Russia, dal canto suo, investe nello spazio e nelle "capacità cyborg". "Queste ambizioni non sono retoriche ma reali", ha aggiunto il segretario generale, auspicando un'"integrazione" delle nuove tecnologie nelle strutture militari dei Paesi dell'Alleanza ed evidenziando come dalla capacità di risposta a queste sfide dipenda "la sicurezza e la libertà di un miliardo di persone".
Stoltenberg ha quindi ricordato l'istituzione di un Fondo della Nato per gli investimenti. Secondo il segretario generale si tratta di uno strumento chiave anche nell'ottica della transizione verde e del contributo della Nato "all'obiettivo delle emissioni zero" senza però rinunciare a "un esercito forte". "Questi due obiettivi devono andare avanti di pari passo", ha commentato.

Foto © Imagoeconomica

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