L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 11 novembre 2021

Stagflazione 54 - L'inflazione "transitoria" devasta i prezzi e gli effetti li stiamo vivendo, difficile che questi vengano risarciti o recuperati

10/11/2021


Le voci su una presunta stagflazione si stanno facendo sempre più forti, dato che negli ultimi tre mesi i prezzi del gas naturale sono triplicati. A rivelarlo è l’analisi di BNP Paribas AM che esamina il contesto attuale caratterizzato da un aumento dell’inflazione e da un rallentamento della crescita a causa di un rincaro dei prezzi dell’energia.

In passato, la forza dominante nei mercati energetici erano i prezzi del petrolio. Oggi invece il fulcro del complesso energetico è il gas naturale, che fino a poco tempo fa era valutato principalmente in base ai contratti petroliferi. Una contrazione globale delle forniture ne ha fatto lievitare i prezzi. L’Europa in particolare dipende molto dal mercato globale per l’approvvigionamento di gas. Le emissioni di metano rilasciate dal gas durante l’estrazione e il trasporto hanno probabilmente scoraggiato nuovi investimenti, limitando ulteriormente le forniture interne in Europa. Il team di BNP Paribas AM monitora attentamente questi sviluppi. Con la persistente incertezza riguardo alle forniture, i mercati europei del credito ad alto rendimento risultano vulnerabili, essendo maggiormente esposti a settori sensibili ai cambiamenti dei prezzi dell’energia.

I dati sull’inflazione core statunitense hanno rispecchiato le aspettative del mercato a settembre, con un aumento dello 0,2% su base mensile, a fronte di un tasso annuo invariato al 4%.

Secondo gli analisti, in un primo momento questi dati supportano la teoria secondo cui l’impennata dell’inflazione nella tarda primavera-inizio estate sarebbe “transitoria”. Con la forward guidance della Fed sul primo aumento dei tassi d’interesse che presuppone la “massima occupazione” e un’inflazione al 2%, ci sarà un intenso dibattito tra “falchi e colombe” sulla definizione di “massima” occupazione. Chi avrà la meglio stabilirà le tempistiche di incremento dei tassi.

I rendimenti dei Treasury decennali di riferimento sono scivolati di nuovo al ribasso sulla scia degli ultimi dati inflazionistici. Un’asta da 24 miliardi di dollari per i titoli di Stato trentennali a lunga scadenza ha incontrato una domanda consistente. Il team di BNP Paribas AM sostiene che questa forte domanda da parte degli acquirenti d’oltreoceano potrebbe in parte compensare gli effetti di una riduzione del piano di acquisti da 120 miliardi di dollari al mese annunciata dalla Fed a partire da novembre.

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