L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 3 dicembre 2021

02 DECEMBER 2021


Siamo entrati nel periodo dell'Avvento, il tempo liturgico di preparazione al Natale, in cui si ricorda la prima venuta del Figlio di Dio fra gli uomini. Molte sono le festività cristiane di questo mese: il 4 dicembre Santa Barbara, il 7, S. Ambrogio. Poi la vigilia e infine il Natale (che nomino con tanto di lettera maiuscola) e pure S. Stefano, il primo martire cristiano della chiesa. Chiude l'anno S. Silvestro, vescovo e papa onorato tanto dalla chiesa cattolica che da quella ortodossa.


La prima e l'ultima volta che vidi papa Ratzinger, indossava il camauro, un berretto rosso di velluto e pelliccia calato fin sulle orecchie, per coprirsi dal freddo, visto che arrivò in piazza Mignanelli dalle parti di piazza Spagna, in papamobile. Correva l'anno 2005, anno che ricordo molto bene, perché è l'anno di creazione di questo blog. Papa Benedetto, ci teneva molto a presenziare ai riti liturgici e ogni 8 dicembre di ogni anno del suo pontificato non faceva mai mancare la sua corona di fiori alla statua della Vergine Maria. Ricordo in quell'occasione che i giornali (il Fatto quotidiano in testa) non ebbero niente di meglio che schernire il suo vestiario papale considerato "da museo" e troppo conservatore. Con Bergoglio non ci sono di questi problemi, lui in piazza di Spagna sotto la statua della beata Vergine non ci va. Con buona pace di certi giornali. Se ne starà rimpiattato in Santa Marta con la giustificazione del Covid. "C'è il Covid" a quanto pare non è solo la scusa meschina di quei fannulloni che ci creano disservizi, ma anche di certi papi. Vale la pena di riportare cosa ne pensa mons. Viganò di questa latitanza, pensiero e intervento che condivido fin nelle virgole. La chiesa bergogliana ha lasciato i fedeli e tutti i buoni cristiani soli nella tempesta e senza il vero conforto della fede. Anzi, con le sue "scomuniche" fasulle su chi non si vaccina e che, pertanto, NON sarebbe un buon cristiano, li ha addirittura cacciati brutalmente dalla sua casa. E' lui in fondo l'ispiratore silenzioso di quella cancel culture (parola moderna che ora sostituisce la più dotta "iconoclastia") che ha ispirato quel cervellino da spillo di Ursula von der Leyen sulle parole natalizie che non sarebbero abbastanza "inclusive" , e che a suo dire, non dovremmo neanche nominare (Maria, Giuseppe, Giovanni, Natale, ecc. ). Come è noto, questo obbrobrio iconoclastico, è stato respinto al mittente. Non so se sono state le numerose petizioni on line spedite dai gruppi del Family Day che si sono recati personalmente con tanto di cartelli a Bruxelles, le pressioni o anche le alte grida di altri paesi cristiani europei che hanno in tutte le lingue qualche Giovanni (Jean, John, Johan),o qualche Maria (Mary, Marie), ma sappiamo per esperienza che questo genere di armistizi, sono solo momentanei. Se manca la vera guida spirituale ai cristiani, riproveranno a fare anche di peggio.


Tra pochi giorni, il 4, sarà Santa Barbara, da me evocata durante il referendum contro la costituzione voluto da Renzi che come è noto, perse. Mi domando perché allora (correva il 2016) la Costituzione venne impugnata e si costituì la più larga maggioranza contro Renzi, mentre oggi la lasciano seppellire, facendo strame di tutti i suoi articoli. E' una santa guerriera protettrice dei vigili del fuoco, degli artificieri, della Marina Militare, dei minatori e di tutti i lavoratori che hanno a che fare col fuoco. La leggenda e agiografia di questa santa è riportata qui. Ha a che fare coi fulmini punitivi. E magari ce ne fossero per chi ci tortura in questo periodo! Suo padre venne fulminato dal Signore dopo che la fanciulla venne fatta da lui decapitare. La caparbia e fiera fanciulla non volle mai sposare un ricco mercante pagano, come da volontà paterna, rimanendo saldamente cristiana, fino al sacrificio.

S. Ambrogio (7 dicembre) invece è caro alla chiesa milanese e lombarda che da lui prende il nome di "ambrosiana". Fu un grande riformatore della liturgia, dei riti, del canto corale che proprio da lui prese il nome di "canto ambrosiano", e si fece spesso riprendere da artisti accanto ad un alveare. La leggenda agiografica legata al Santo narra che un bambino durante il sonno, a bocca aperta, venne circondato da uno sciame di api. Queste entravano e uscivano dalla sua bocca come fosse un alveare. Il papà del bambino, vedendo quella scena, all’inizio si spaventò, poi capì che le api non avrebbero fatto del male al figlio. Le api infatti salirono in cielo spontaneamente, senza far del male al bambino. Quel piccolo era Ambrogio, che poi divenne vescovo, scrittore e protettore dei poveri. Fu il protettore di Milano e, per quel fatto citato, anche protettore delle api e degli apicoltori. La ricca Fiera di Milano degli "O bei o bei" (che belli, che belli!) è dedicata a lui.

S. Ambrogio con alveare di api

Perché ho parlato di questi santi e martiri cristiani tutti concentrati in questo mese? Per noi Italiani (popolo di poeti, santi e navigatori), rappresentano una sorta di genius loci, e ogni regione, ogni comune, ogni luogo ha un suo santo patrono. Allora ne parlo, perché hanno tentato di vietarci perfino di nominarli. Una cosa però mi consola. Toccare culti, religione, riti e tradizioni ben radicati nell'immaginario collettivo dei popoli, porta sempre sventura a chi ci prova.

La Madonnina di Piazza di Spagna

Ci attendono giorni difficili e invocare l'intercessione di questi santi, tanto radicati nell'immaginario popolare, ci darà sostegno e conforto. Onoreremo l'Immacolata anche se il vescovo usurpatore cercherà di ignorarla, il Natale nonostante la messa di mezzanotte anticipata alle 19,30 per sue disposizioni, e tutte le festività decembrine legate ai santi. Consiglio di appendere nelle case un calendario gregoriano che ci aiuta nella riappropriazione di un tempo circolare e segna giorno per giorno, quei santi che ci proteggono, santi e beati ignorati da freddi calendari solo numerici. E alla faccia della von der Leyen, simile a una kellerina da Oktoberfest tra boccali di birra e krauti, donnetta dal cervello piccolo come una capocchia di spillo. Scherzi pure coi fanti, la camerierina dei globalisti, ma lasci stare i santi.

S. Bibiana

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