L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 25 dicembre 2021

Adesso ci si ritrova con decine di migliaia di morti in più post vaccinazione sperimentale, con milioni di reazioni avverse di una certa gravità e per giunta con i contagi in aumento rispetto al periodo in cui i vaccini sperimentali non erano comparsi

Operazione Omicron: la prima sconfitta dell’armata pandemica



Due o tre giorni fa avevo scritto che avevano sbagliato variante, ma adesso il dubbio che sia sia voluto rinnovare l’allarme in maniera del tutto ingiustificata per imporre nuove segregazioni e rilanciare la costrizione vaccinale nonostante la sua palese inutilità , fa capolino anche in qualche testata del mainstream. Le notizie e i primi studi provenienti dal Sudafrica secondo i quali Omicron era una variante più mite di Delta , sono stati in un primo tempo derisi e zittiti: “Le morti potrebbero arrivare a 6.000 al giorno“, ha urlato il Guardian, riprendendo il solito modulo delle previsioni catastrofiche, ma totalmente divergenti dalla realtà oppure “Due milioni di casi al giorno, migliaia di morti al giorno”. Però sono state sufficienti due settimane per sconfessare queste profezie messe a punto dagli spin doctor della pandemia giusto in tempo perché le ” misure” dei governi occidentali fossero inasprite e rovinassero le feste di Natale, pericoloso momento di incontro e di confronto fra le persone al di fuori dell’ipnosi mediatica. E’ del tutto evidente che l’obiettivo finale di questi allarmi continui sul nulla visto fra l’altro che le varianti di un virus sono a dir poco migliaia, è quello di arrivare a una obbligatorietà del vaccino che da una parte funga da vitalizio ultra miliardario per Big Pharma e i suoi azionisti e dall’altro instauri una sorta distopica dittatura sanitario – maltusiana. Ma questa volta è stato fatto un passo falso: gli orrori biblici che Omicron ci avrebbe fatto vivere, si sono rivelati pura fantasia è si è accertato che questa variante è davvero molto mite, parecchio più di Delta che a sua volta era più mite del virus originario con rischi di ricovero che vanno dal 40 all’ 80 % per cento in meno.

Tutto questo però ha dato più forza alla domanda su chi siano i presunti esperti che pretendono di guidarci attraverso una crisi sanitaria e se questa non sia in gran parte costruita: perché assalirci con visioni infernali di ospedali invasi e migliaia di morti quotidiane? La rapida sequenza temporale tra menzogna e disvelamento è stata fatale: così forse per la prima volta dopo due anni serpeggia la consapevolezza che una società democratica dovrebbe fare i conti con l’inquietante disparità tra ciò che viene detto e la realtà. Prendiamo lo scenario peggiore dei 6.000 morti al giorno evocato dalla stampa inglese: certo erano proiezioni, completamente sbagliate e tuttavia date in pasto al pubblico. Ma queste persone non sono nate ieri., sapevano, sicuramente, che questo numero del tutto fuori dalla realtà avrebbe suscitato paura in gran parte della popolazione. Perché lo hanno fatto? Forse perché in realtà sono pessimi esperti, gente della quale non ci si può fidare? O perché non riescono a valutare l’impatto negativo che ha sulla salute delle persone l’enfatizzazione di un pericolo in realtà statisticamente così remoto da poter essere considerato inesistente? E se anche tutto questo dovesse essere addebitato sul conto di un eccesso di precauzione, perché al contrario esso è stato completamente abolito nel caso di vaccini sperimentali?

Questo per non parlare del fatto che dopo tanto tambureggiare sui preparati a mRna adesso ci si ritrova con decine di migliaia di morti in più post vaccinazione, con milioni di reazioni avverse di una certa gravità e per giunta con i contagi in aumento rispetto al periodo in cui i vaccini non erano comparsi. Insomma omicron è stata davvero un gaffe del potere, al punto che The Spectator scrive: “Omicron potrebbe rivelarsi un punto di svolta, non solo per questo maledetto virus mutante, ma anche per la politica della salute pubblica. La gente, spero, comincerà a mettere in discussione l’agenda guidata dalla paura. Vorranno sapere perché continuano a essere fatte profezie terribili anche dopo che le precedenti sono andate in pezzi. Inizieranno a sentirsi agitati dagli incessanti sforzi dall’alto per gestire il nostro comportamento dicendoci che ci saranno conseguenze apocalittiche se disobbediamo. Siamo adulti. Siamo cittadini. Iniziate a trattarci così.” Si tratta di una presa di posizione significativa perché The spectator è il più antico settimanale inglese e il punto di riferimento dei conservatori britannici. Benché abbia importanti firme fuori contesto come quella di Slavoj Žižek, la sua direzione è stata spesso un trampolino verso incarichi importanti nel Partito Conservatore, come è accaduto anche per Boris Johnson. Dunque questa uscita significa che parte del mondo che stato accanitamente a difesa della narrazione pandemica, comincia ad esprimere dei dubbi sull’intera costruzione e soprattutto che molti stanno cominciando a capire che ci sono parti del potere che non voglio affatto farci uscire dalla pandemia.

Nessun commento:

Posta un commento