L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 5 dicembre 2021

Apartheid - Una volta erano gli ebrei e i neri oggi chi rifiuta l'ideologia dei vaccini sperimentali, domani chi avrà i capelli bianchi

Australia choc, ragazza sana viene deportata in un campo di internamento Covid

Potremmo titolare questa testimonianza scioccante "C'era una volta l'Australia". Un paese meraviglioso trasformato nel Terzo Reich. Le strategie totalitarie del governo australiano per costringere la gente a vaccinarsi e portare avanti l'agenda criminale dell'èlite globalista di Davos. Seminano il terrore deportando i cittadini sanissimi in veri e propri campi di concentramento. E questo accade a migliaia di persone nel silenzio generale

3 Dicembre 2021


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Howard Springs, il campo di detenzione Covid in Australia

Una storia incredibile, scioccante e al tempo stesso inquietante. Accade in Australia che persone perfettamente sane le quali siano state in contatto con soggetti positivi al cosiddetto Covid, vengano prelevate e deportate in campi di internamento, o detenzione, per un periodo di 14 giorni, e se uno si lamenta del trattamento il periodo può essere anche più lungo.

Li abbandonano lì, confinati in una cella container di pochi metri, abbandonati a sé stessi, con uno spazio esterno recintato e un terrazzino delimitato da linee gialle che non è possibile oltrepassare, pena una sanzione di 5mila euro.

A raccontarla è stata una giovane commessa all’emittente australiana “UnHeard” (l’inascoltato) e pubblicata sul sito di Byoblu di Claudio Messora, che ne ha curato la traduzione.

Una storia allucinante, che ci riporta ai tempi bui del Nazismo, vissuta da una ragazza dall’apparente età di 25 anni, Hayley Hodgson che, mai stata positiva al Covid, ma soltanto avuto un contatto con un suo amico positivo, è stata dapprima rintracciata e in seguito deportata nel campo di Howard Springs, il campo di detenzione Covid più grande in Australia sito a Darwin, città a Nord del Paese. Il campo di internamento può contenere fino a 2mila persone. Durante la sua prigionia è stata testata tre volte, e tutte e tre le volte è risultata negativa al cosiddetto covid. Per lenire le pene dell’inferno, le hanno offerto del Valium. Fino alle dimissioni, quando ha perso il lavoro occasionale quindi è rimasta senza reddito.

Ecco uno stralcio del servizio di Byoblu

“Una ragazza, commessa in un negozio, viaggia su un motorino insieme ad un amico, il quale risulta successivamente positivo ad un tampone. Lei viene rintracciata grazie alle telecamere che inquadrano lui e lei sul mezzo, la cui targa è intestata a lei. Si presenta a casa sua una squadra di investigatori in borghese e la interroga. Le chiedono un test Covid recente.

Lei, presa alla sprovvista e un po’ spaventata, avendo visto quei campi di contenimento Covid in precedenza, mente e dice di avere un tampone negativo recente. Loro controllano, non è vero, e allora le mandano due poliziotti che la prelevano e la mandano nel campo covid di Howard Springs per 14 giorni. Non avendo 5000 dollari, alla ragazza non resta altro da fare che fare le valige e seguire questi signori, che la fanno salire su un furgoncino utilizzato per il servizio “bar, bistrot, slot e altro”. 

Tranquillizzante.

Viene portata nella propria area designata, forse due metri quadrati, con un piccolo terrazzino dove prendere un po’ di sole, che non si può abbandonare pena 5.000 dollari di multa. Le portano i pasti una volta al giorno e nessuno le si avvicina. Le fanno un test, che è negativo, ma le dicono che non può tornare a casa e che deve stare lì per due settimane. Non contenti, le fanno capire che se oppone resistenza la tratterranno anche oltre le due settimane.

La ragazza torna a casa dopo due settimane di prigionia, e ovviamente siccome la sua era un’occupazione occasionale, nel frattempo perde il lavoro. Una persona sana, con una casa dove poteva stare in autoisolamento, che non è mai stata positiva neanche una volta, che viene “sequestrata” dalla polizia Covid e deportata in quello che a tutti gli effetti è un campo di detenzione, senza nessuna sentenza, senza nessuna certezza riguardo ai tempi di permanenza, punita per non aver fatto niente, privata del suo diritto al lavoro, ricompensata con 1500 dollari che dovrebbero servire a compensare un indelebile trauma emotivo e il danno della perdita del lavoro”.

Byoblu ha tradotto e doppiato il video originale dell’intervista trasmessa dal canale Unheard, a cura di Freddy Sayer. Un’intervista che potete vedere tradotta sul sito di Messora e leggere anche la traduzione testuale.

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